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 Home page > Attualità > Politica > La miXteriosa Id-entità

La miXteriosa Id-entità

 "Cortocircuitone. Storia di un’astrazione fatale", presentato nel 2006 alla Fiera del Libro di Torino come il ’vangelo’ del terzo Millennio, compie sul piano teoretico due essenziali operazioni filosoficamente ed ontologicamente rilevanti:


1) dà atto della incontrovertibile fondazione dell’eternità di tutti gli enti che Emanuele Severino ha postulato e dimostrato a partire dalla prima compiuta formalizzazione che ne diede nel 1958 ne "La struttura originaria";

2) reintroduce l’assurdo al cuore stesso del Logos, in ’ragione’ della intrinseca insondabilità di ogni ente.

In sostanza, se è ormai inconfutabile l’eternità di ciascun singolo ente, pena la sua impossibile nientità, è altresì vero che di ogni ente, ancorché sia eterno come tale, rimane tuttavia assoluto mistero la sua più profonda identità. 

All’inizio del terzo Millennio, su queste premesse di portata davvero epocale, si pongono due questioni fondamentali e, con esse, le loro ’derivate’ storiche. 
E si pone altresì il problema di ciò che la mia versione della psicosinergetica ha definito "la guerra che si gioca".

°°°°° 

Da un lato si prospetta lo sviluppo di una totalizzante ecologia di sistema di enorme complessità che prevede l’iperconnessione spazio/temporale fra tutti i fattori in campo.


Dall’altro la molteplicità crescente dei fattori consegna in misura sempre più esasperata il destino storico alla guerra fra le interpretazioni ed ai suoi metodi.

Ciò che conta in questa guerra che si combatte a tutto campo sono le strutturazioni del senso che danno ragione di un credo, piuttosto che di un altro, della più o meno esplicita fede in una data presunta verità, del più o meno azzeccato marketing di un certo ’dio’. 

Nel caleidoscopio delle rappresentazioni deve affermarsi una visione. Di fatto si afferma la più forte, ’buona’ o ’cattiva’ che sia.

E tutto ciò accade al di là della esplicita consapevolezza dei contendenti che, come dei lottatori di Sumo, cercano di spingere fuori campo l’avversario.


Ma qual è la vera differenza fra gli avversari? Su cosa si fonda il loro essere più o meno in credibili? In cosa consiste la fede dell’uno ed in cosa quella dell’altro?
Quali caratteristiche ha il campo che ognuno di essi vuole Tutto per Sé ?

E, alla resa dei conti, non c’è fra i con-tendenti una sostanziale più profonda Id-entità? Laddove l’Id va inteso sia nel senso del neutro pronome latino che in quello che rimanda alla versione linguistica originale del freudiano inconscio Es? Ma allora l’entità di un tale Id, in cosa esattamente consiste? Di che razza di Demiurgo si tratta?

Non si tratterà per caso di uno stesso nero ’dio’ generalmente equivalente? 
E dunque, se si tratta d’id-entità di-nero-dio, quale ulteriore fede ci salverà?

Alla luce di queste domande cruciali, giunga a tutti gli Amici di AgoraVox l’augurio che possa finalmente darsi un autentico storico Natale.

 

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