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La liquefazione: il Governo perde in Parlamento

Non era mai accaduto a PDL e Lega di essere sconfitti in Parlamento quando in aula si trovava Silvio Berlusconi. E’ successo ieri. Con 290 voti favorevoli e 290 contrari ed una maggioranza necessaria di 291 il governo è andato sotto, non riuscendo a far passare l’articolo 1 del rendiconto generale dello Stato.

Non è un fatto di poco conto. Il provvediemento rappresenta un adempimento previsto dalla legge di contabilità, non passando il primo articolo potrebbero decadere i rimanenti 18 che compongono la legge.

La giunta del regolamento della Camera, altro organo in cui il Pdl e la Lega hanno perso la maggioranza, si pronuncerà oggi su come andare avanti sull’esame della legge.

E ora che fare? Che credibilità ha un governo che non riesce a far passare norme essenziali come il bilancio, o la legge comunitaria anch'essa respinta pochi mesi fa alla Camera?

Che fine ha fatto la maggioranza granitica, politicamente solida che Berlusconi dichiara di avere per garantirsi la sua permanenza a Palazzo Chigi?

Siamo davvero alla fine? Il Cavaliere ha deciso di farsi rosolare a fuoco lento da alleati ed ex sodali che pubblicamente gli dichiarano la fiducia ma poi alla prova dei fatti gli negano costantemente il consenso?

Un tempo era l’ex procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli che agli attacchi della politica dichiarava di volere “ Resistere, resistere, resistere”. Oggi è il suo ex avversario Silvio Berlusconi che, pur costatando l’assenza dei presupposti per continuare a governare decide di arroccarsi in una situazione di stallo, pericolosa per l’intero paese, cercando disperatamente di resistere, resistere, resistere.

Ma quanto potrà durare? Si vuole continuare a falisificare il consenso reale del governo proseguendo la compravendita di voti parlamentari come ha denunciato ieri Antonio Di Pietro? Oppure si deciderà una volta per tutte di risolvere la questione alla radice sfiduciando apertamente il premier?

Sicuramente ormai le intenzioni del paese coincidono con l’urlo che si levava ieri dagli scranni del Parlamento, che quasi compatto gridava, sotto gli occhi costernati di Silvio Berlusconi, “dimissioni, dimissioni, dimissioni!”.

 

 

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.198) 12 ottobre 2011 19:58

    Sovranità liberata >

    Siamo all’ultimo quarto della legislatura.
    La maggioranza non ha saputo approvare il Rendiconto di Bilancio del 2010.
    Non c’è problema. Basta porre la fiducia e si va avanti.
    Del resto la maggioranza è stata già battuta altre 90 volte e per ben 50 volte il governo è ricorso al voto di fiducia. Da un anno il Parlamento è bloccato da una maggioranza “purchessia” fedele solo all’appello del “tutto tranne elezioni”.
    E’ una modalità quantomeno “singolare” di superare le incertezze e le divergenze “interne” e che di fatto mortifica il ruolo e penalizza l’operatività di Istituzioni demandate a risolvere i problemi del paese.

    Una soluzione “estrema” ci sarebbe.
    Durante una pausa dei lavori di Camera e Senato gruppi di cittadini, in modo del tutto pacifico, si dovrebbero insediare nelle rispettive Aule occupando ogni spazio agibile.
    Si verrebbe così a comporre una catena umana tale da rendere impraticabile ogni tentativo di sgombero.
    Il tutto con il pacifico sostegno esterno di larga parte dell’opinione pubblica.
    Il Presidente della Repubblica non potrebbe che far propria la manifesta volontà popolare di ritorno alle urne.
    La sovranità che appartiene al popolo non può essere “ostaggio” di una casta di Primi Super Cives

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