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 Home page > Tribuna Libera > La cultura oltreggiata

La cultura oltreggiata

Ho già parlato di questi ragazzi su Agoravox francese.

Dicono tutti di amare la musica. Sono i miei alunni di francese. Secondo la mia convinzione che studiare si fa meglio con piacere, propongo una canzone di Stromae. L'ascoltano poco perché troppo impegnati a fare considerazioni fuori luogo, due volte. Poi commentano: Stromae è morto. Sono i ragazzi a fare i furbetti, non tanto le ragazze. Hanno 15 anni.

Rispondo: Dante ha smesso di scrivere alcuni secoli fa. E lo studiate lo stesso. Con il loro viso fanno vedere che non sono molto interessati, neanche a lui. C'è anche il piccolo arrogante, che dice: di sicuro lei lo avrà studiato poco in Belgio. Rispongo: Ti sbagli. Ho anche studiato all'Università in Italia. E Dante, l'immenso, era al programma nel primo anno.

Comunque non vogliono proseguire con la canzone.

Condivido l'opinione di Stéphane Hessel: l'essere umano ha bisogno di cultura. Ed al posto della cultura c'è troppo spesso mediocrità. Purtroppo coloro che ne soffrono -ma, peggio, ne fanno soffrire gli altri- considerano di essere interessanti ripetendo le stupidaggine di moda.

Oltre a non capire l'interesse di studiare il francese, questi ragazzi avevano due domande riccorente: "Prof, lei pensa che la Gioconda deve tornare in Italia? Perché i Francesi non usano un "bidet"? Interessante, no?

Quindi non sapete che Leonardo, che ha dipinto la Monna Lisa con il suo genio, ha portato se stesso la sua opera in Francia con due altre opere, alla corte di Francesco I° che lo ha accolto perché non c'era uno, tra tutti i nobili italiani, che si interessava ancora a sostenerlo? A me sembra la più piccola onestà intellettuale di rispettare la scelta del maestro. E non sapete nemmeno che il "bidet" è un'invenzione francese, che esisteva già nel 1710? Quando è arrivato in Italia?

L'aveva notato Hannah Arendt: la cultura è distrutta per generare divertimenti. Attualmente si passa la domenica a passaggiare all'Ikea o in un Outlet, meno in una mostra o un castello. Marcel Gauchet ha parlato prima di me della "société de l'ignorance". E da quanto ho potuto verificare in questa scuola, non ha torto Jacques Julliard, che dice che la scuola produce l'illettrismo, è il colmo!

Guardate l'Internet! Che attrezzo fantastico per imparare, aprirsi sul mondo, capire! Eppure cosa se ne fa? Di più l'epoca attuale tende una trappola quotidiana: non vuole lasciarsi usare il nostro cervello! Siamo sommersi da informazioni, spesso di poca importanza, ci fa credere che se non abbiamo il telefono a portata di mano, mancheremmo qualcosa. Mette tutto in piedi per ipnotizzarci e perdere la volontà di pensare. Più esattamente di pensare bene e non attraverso i diktat della politica, della pubblicità, del marketing.

Françoise Beck

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