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 Home page > Attualità > Politica > La Romagna che non ti aspetti

La Romagna che non ti aspetti

La Lega Nord Romagna ribalta il regolamento per l’assegnazione di alloggi popolari nella provincia di Forlì, per volere di un giovane assessore di un comune della vallata del Montone. Il comune di Dovadola, feudo delle sinistre fin dalla Liberazione, ora passato in mano ad una giunta di centro destra(...)

Forlì -  "La Lega Nord Romagna può ritenersi soddisfatta per l’approvazione del nuovo regolamento che disciplina l’assegnazione delle case popolari a Dovadola".-Queste le parole di Riccardo Merendi, capogruppo Lega Nord nel comune di Dovadola, sull’assegnazione delle case popolari nel comune della media Vamontone -.

"Infatti saranno necessari 5 anni di residenza, per poter partecipare alle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari il regolamento attribuisce 20 punti per chi è residente a Dovadola da più di 10 anni" - ribadisce con entusiasmo il giovane leghista dovadolese - "naturalmente saranno privilegiati i casi specifici ove ci siano dei disabili gravi e i nuclei familiari con ultra sessantacinquenni"


- Finalmente , continua il capogruppo Merendi - "si cerca di privilegiare e di rendere fruibile il servizio degli alloggi popolari da parte degli abitanti di Dovadola che con questo regolamento tornano ad essere padroni a casa loro" - infine conclude il capogruppo di maggioranza di Dovadola - " Ora metteremo mano ad altri regolamenti riguardanti altri servizi sociali, in modo tale che non siano gli ultimi arrivati a usufruire di tali servizi, bensì gli abitanti di Dovadola da più lungo tempo".

Questo il frutto dell’intervista concessa al quotidiano locale online Romagnaoggi, intervista che ha fatto andare in tilt, quanto voluto dal regolamento provinciale, per l’assegnazione degli alloggi popolari, che di fatto privilegiava i cittadini extracomunitari, con discreto nucleo familiare, ma con basse annualità di residenza, creando appunto casi di nervosismo, se non di tensione a livello locale, tra coloro che nativi e residenti nella cittadina, venivano scavalcati da questi migranti,se pure con regolare permesso di soggiono e di lavoro.

"Un caso di giustizia che accontenta i più...." , viene espresso da un gruppo di anziani, seduti davanti alla storica loggia medicea, dove vengono tra l’altro esposti proprio in questi gioni i migliori tartufi raccolti su queste colline tosco-romagnole.
 

Commenti all'articolo

  • Di MediaMan (---.---.---.248) 23 ottobre 2008 16:30

    Anche negli asili pubblici sembrano non esserci più posti per gli italiani... Quindi, o si fanno più asili, oppure che si fa? Si avvantaggiano gli stranieri come nessun altro paese al mondo fa?

    • Di IC. (---.---.---.119) 23 ottobre 2008 18:08

      Salve Damiano,
      Da buoni romagnoli e della stessa provincia,penso possiamo darci del Tu. Forse qualcuno più in alto nel palazzo, vorrebbe riproporre il Voi per tutti, come i grembiuli scolastici, il maestro unico e perchè no..il calamaio con inchiostro liquido e non gel..Scherzi a parte, naturalmente. Di asili almeno nella nostra provincia ce ne sono, magari succede che tutti vorrebbero il bambino/a il più vicino a casa possibile.
      Pensa che io,qualche anno addietro dovevo portare la nipotina al nido, da ben altra parte della città di Bisanzio, ma essendo già nonno in pensione, il problema lo sentivo meno grave. Si è vero quanto affermi: in certe località della nostra regione, specie nel forlivese, si avvantaggiano i figli degli extra-Cee, forse per oculata scelta politica, ma sbagliata a mio avviso, in quanto si vede già il "ritorno di fiamma" con la scomparsa in diversi comuni romagnoli delle amministrazioni uliviste a vantaggio di quelle del popolo delle libertà.A volte gli errori Damiano si pagano..e come!

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