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L’Italia e il Belusconismo

In cosa il nostro paese sta cambiando per l’influenza di un premier tanto incapace da emergere addirittura nell’incapacità generale del parlamento

Ci vuole una vena decisamente masochista per assolvere ad un compito così avvilente come quello di essere italiani, oggi. Questo risulta abbastanza chiaro a chi, dotato di un certo stomaco, tenti di informarsi sull’immagine che sua santità il nostro Presidente del Consiglio emana nel mondo. Osservando il Parlamento Europeo, Freedom House, la Bbc, la Cnn, il New York Times ci si chiede se un giorno si parlerà di “berlusconismo”, non solo come una “cultura del velinismo”, non solo come un momento storico, ma come una vera e propria sindrome, qualcosa tipo “la sindrome di Berlusconi”, una di quelle malattie rare (per fortuna) tirate fuori dal team del Dr. House per variare un po’, invece di ricorrere a tumori, lupus e malattie così devastanti. In fondo, invece che di chemioterapie, si parla di cromoterapie, di questo mondo allegro, colorato, pieno di belle ragazze, sarebbe un bel passo avanti per la condizione del malato.

Il tredici Febbraio le donne del nostro paese hanno manifestato il loro no (era anche ora) alla mercificazione del loro corpo. Abbiamo avuto la prova tangibile e innegabile della crepa che si sta allargando sotto i nostri piedi, lo scollamento tra l’esecutivo ed il giudiziario, che finisce per portare con sé al tracollo l’opinione pubblica, una guerra che vede da una parte Berlusconi, il PDL, la Lega e, ultimamente, anche La Destra di Storace, dall’altra l’IDV ed il PD.

Si è aperta, è ovvio, non una crepa, ma una voragine. Però, ad essere sincero, mi sfugge una cosa. Un fattore messo in evidenza dalla Bbc, se non sbaglio: perché gli italiani continuano, nonostante tutto, a votare Berlusconi?

La nostra non è avversione, è qualcosa di viscerale, che non si può spiegare, l’atmosfera è da guerra civile, il nostro paese si è improvvisamente (o così crede) trovato in un vicolo cieco. Allora perché continua ad essere lì? Perché nessuna forza (si fa per dire) di opposizione è riuscita a vincere le elezioni, contro di lui?

Non credo si possa parlare solo della comodità che le forze d’opposizione trovano nel nascondere le proprie nefandezze dietro la quantità abnorme di reati del nostro Presidente del Consiglio. Sì, sappiamo bene come Berlusconi si offra come il migliore dei capri espiatori, dato che non bisogna inventare alcuna colpa per lui, fa tutto da solo. Sembra ovvio, solo riflettendoci, quanto se Berlusconi non fosse così la Sinistra lo reinventerebbe tale e quale, e viceversa (come sottolinea giustamente Travaglio).

Non credo si possa neanche parlare solo di come Berlusconi riassuma nella sua persona tre dei poteri del nostro paese, Esecutivo, Legislativo e Mediatico. Il potere di Berlusconi è un potere sconosciuto al mondo occidentale contemporaneo, al di sotto di questo troviamo solo dittature e regimi autoritari(siamo un paese semi-libero, lo ricordo).

Il Potere Mediatico si fonda sulla comunicazione, e la comunicazione necessità di tre elementi: Mittente, messaggio e destinatario. Questo comporta due aspetti fondamentali per capire il cambiamento di cui il nostro paese ha bisogno per immaginare un’Italia senza Berlusconi.

Innanzitutto che la mancanza di senso non significa mancanza di messaggio, il messaggio espresso tramite il regno mediatico di Berlusconi è assolutamente vacuo, vuoto, insensato, ma continua a sussistere ed a mantenere la sua funzione di messaggio. Continua ad indicare qualcosa, insomma. E questo qualcosa trova il suo terreno fertile nel nostro paese, un paese di precari, instabilmente sopra la soglia della povertà, pronto ad evadere in un mondo tanto colorato e insensatamente allegro.

Questo riporta al secondo aspetto, il destinatario. Noi siamo i destinatari, e continueremo ad esserlo finché non usciremo dal torpore intellettuale che ci caratterizza, dalla nostra ricerca del “non-pensiero”.

La società si evolve, come non si evolve l’uomo. Perché se da una concessione dei diritti “dall’alto” si è giunti ad un contratto sociale, il problema del rapporto tra governo e paese non è assolutamente risolto. Berlusconi ne è una triste quanto evidente prova. Perché alla concessione di diritti dall’alto si è sostituita, nel nostro paese, il “pensiero dall’alto”. Non solo non vogliamo in alcun modo pensare da soli, ma speriamo, non comprendo perché, che il pensiero ci venga dall’alto, per munifica concessione di quell’etereo, fumoso paradiso che ci pare il mondo dei media. Qualcuno ha giustamente detto che la libertà è partecipazione. Non sono d’accordo. La libertà è qualcosa di più che partecipare, partecipare significa integrarsi in un meccanismo sociale, un “essere parte” che implica un’armonia, anche se forzata.

La libertà è qualcosa che non ha alcuna relazione con l’altro, non è un pacchetto di software che si acquista per sapere come decifrare i segnali della società, è una conquista personale che necessita e forse nasce con l’interazione tra gli individui, ma che assolutamente non nasce DA essa.

Il problema dell’Italia trova la sua espressione in Berlusconi, ma non nasce in parlamento, ma nelle case, dove non è Berlusconi l’ospite, ma il berlusconismo. Non votano il Pdl ma si devastano i propri neuroni permettendo che il proprio avvertire il mondo abbia come unico veicolo l’insensata spazzatura che ci entra in casa grazie ai complici del berlusconismo. Quelli per cui siamo noi ad essere la finzione, e la televisione la realtà. Lo ha detto Albanese nei panni di Cetto La Qualunque, e spiega perfettamente da dove veniamo e dove stiamo andando. In questo modo quel “paese delle meraviglie” che ci viene posto come modello, diventa anche la nostra realtà, tutto scade nell’insignificanza, e quindi nella mancanza di una dimensione temporale diversa dal presente. E’ il consumare tutto e subito di cui parla Ferrarotti. Non riusciamo ad andare oltre Berlusconi, per il semplice fatto che il berlusconismo è penetrato in noi, ha semplicemente orientato il nostro terrore di vedere la problematicità dell’esistenza.
La soluzione non è l’antiberlusconismo, non sono le ridicole istanze di parlamentari che a forza di mangiare non entrano neanche più nelle poltrone della Camera, la soluzione è la scelta. Il pensiero e il dialogo.

Perché la mancanza di libertà non è solo una forma di governo, è soprattutto uno stato mentale. Anche il dispotismo si evolve. Sono gli italiani che rimangono fermi.

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.67) 4 marzo 2011 19:28

    La responsabilità maggiore è in capo all’opposizione e ,segnatamente ai sig D’Alema , Veltroni ,Prodi , Bertinotti ,Rutelli , ecc ... che nel decennio 1990 -2000 , hanno scherzato con il fuoco ed hanno consentito a questo "illusionista " di eccezionale qualità , di ingrassare economicamente come un porco .

    I secondi responsabili sono i suoi elettori che sarebbe più giusto a questi punti definire "fiancheggiatori " ed infine c’è il manipolo di parlamentari che potremmo definire " i complici " veri e propri.
    Oltre ai "consensi " Silvio dispone , visti i suoi ingenti capitali , di innumerevoli bocche da fuoco mediatiche che hanno il compito di stordire gli italiani .
    Il berlusconismo era già presente in larghi strati della popolazione italiana , ancora prima che comparisse Berlusconi . Silvio è soltanto l’interprete vincente di ciò che moltissimi italiani vorrebbero essere .Interpreta in maniera perfetta tutte le peculiarità nazionali cosi’ ben descritte nella cinematografia del dopo guerra . Furbizia , mancanza di scrupoli , faccia tosta , disponibilità al compromesso , ambizione e l’arte del piazzista . I giudici ritengono che ci sia anche dell’altro .
    In un paese normale un personaggio del genere sarebbe rimasto nei film , noi lo abbiamo fatto diventare premier . 
    Oggi tutto il mondo lo conosce come il premier "Bunga Bunga " e tutti ci invidiano perchè ogni giorno possiamo divertirci per le sue originalità . Un giorno arriverà il conto salato da pagare e allora voglio vedere chi è che si diverte. Io non mi sono mai divertito.
  • Di Renzo Riva (---.---.---.69) 7 marzo 2011 01:30
    Renzo Riva

    Sì, è vero!
    Si dovrà pagare un conto salato ma per la fattura energetica dovuta all’insensatezza dei soloni cogliastri sinistrati che trovò presidenti del consiglio e da parlamentari di tutti i partiti complici, ad esclusione del PLI e del PRI, grazie ai loro elettori.
    Gli elettori hanno poi confermato nelle urne referendarie del 1987 di essere loro fincheggiatori consentendo in tal modo ad un certo De Mita di chiudere le due centrali elettronucleari che dovevano ancora essere ammortate aiutato poi da Andreotti a regalare 70 miliardi annui valore odierno ai petrolieri per il principio dell’assimilazione alle rinnovabili degli scarti dell’industria petrolifera.
    Vogliamo aggiungere altro?

    Aspetti che vado a reperire un mio intervento di alcuni giorni fa su facebook.

    A me sembra di vedere gente che ride alle spalle degli altri senza accorgersi che stanno segando il ramo dell’albero sul quale sono seduti.
    Cosa c’è da ridere poi!
    Quante volte ha ingoiato la Sabina?
    Affari sui.
    Quante volte la Carfagna?
    Fatti suoi.
    Quante fighe e/o strafighe ha toccato o leccato Berlusconi non sono fatti miei ma casi sui.
    Ah ma Berlusoni è anche presidente del consiglio? Ma chissenefrega!
    "Signore e Signori" trombate private e pubbliche virtù.
    Vale per tutti quanti siano dell’arco costituzionale che incostituzionale.
    Mi fa più specie oggi il silenzio assordante di Napolitano sul caso (suo di Napolitano) Fini giocatore in una squadra e arbitro del suo mazzo (forse).
    Qui parliamo di uomini e donne a cui piace "the opposite sex".
    Lo stesso valga per chi ha altre preferenze.
    Poi la politica?
    Una citazione di Bertrand Russel:
    I nove decimi delle attività di un governo moderno sono dannose; dunque, peggio son svolte, meglio è.

    Altro intervento

    Per Flavio e tutti gli altri che hanno ragione fino ad un certo punto poi crolla tutto di fronte all’insipienza della (non) proposta politica del csx.
    Sì lì è il nocciolo del problema.
    Si vota cdx per di-sperazione e non per piena convinzione e voi tutti lo sapete il perché.
    Quando posso non vado a votare ma quelle poche voilte, necessarie, vado alle urne perché non ho alcun’altra alternativa.
    Pensate, io che mi compiacevo di andare a puttane e che ora a 61 anni la cosa non riveste più i caratteri dell’impellenza dei 30, 40 e 50 anni, piaccia che la Nicole Minnetti (ah, trovarla in un casino le offrirei anche 200 Euri e non 500 Euri perché talvolta trombo le meglio strafighe anche solo con 100 Euri) si mantenga con i soldi dei contribuenti?
    Perché, andiamo con i piedi di piombo per evitare denunce, presunta mantenuta del Berlusca?
    Care donne, fatevi vive se vi aggrada un piacevole diversivo con il sottoscritto, anche di genere extrasessuale.
    Renzo Riva
    Via Avilla, 12/1
    33030 Buja-UD
    renzoslabar@yahoo.it
    +39.349.3464656
    http://renzoslabar.blogspot.com/

    Flavio,
    Libero di credere: perchè ti perdi la parte passionale e affettiva che è gratis...ma tant’è...
    Poi mi dirai quanto gratis è.
    Luca,
    mica ho detto che la Gelmini sia un’incapace.
    Ho espresso solo una mia sensazione a pelle dell’effetto che fa su di me la sua figura.
    Di pari passo ti dirò che un chupa-chupa dalla Guzzanti mai.
    Piuttosto una sega anche se non ne ho più l’impellenza data la mia età.
    Ma piuttosto dimmi Luca a te la Gelmini che effetto fa.
    D’accordo è sposata ed ha un figlio ma alla fine sempre femmina è.


  • Di Francesco Finucci (---.---.---.252) 7 marzo 2011 16:42
    Francesco Finucci

    beh, il tono del commento dice tutto: "sempre femmina è". Ritenere le donne semplici bestie da monta, sinceramente, è vagamente contrario alla mia etica, e diventa contrario allo stato se poi per questi amabili servigi diventano ministri, segretari ecc.
    Poi, comunque aspetto al varco la sinistra se e quando tornerà al potere, e può star sicuro che la critica sarà ancora più feroce qualora si comportino (come sono sicuro) esattamente come berlusconi.

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