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L’Italia al trivio

Non credo che nessuno abbia il coraggio di scommettere un cent sul risultato delle probabili, ma non certissime, prossime elezioni politiche di primavera.

Gli ultimi sondaggi politici sembrano creati apposta per confondere ancora di più le idee e, prescindendo dalle metodologie adottate e dai sospetti di manipolazioni non proprio cristalline, quello che emerge è un quadro molto preoccupante.

Per sintesi non mi dilungo ad elencare le probabilità di voto di ciascuna forza politica, ognuno sarà in grado di verificare le medie dei valori riportati dalle società di rilevazione più conosciute.

All'ingrosso, ma credo con un buon margine di attendibilità, i numeri ci dicono che PDL+LEGA+satelliti dovrebbero attestarsi attorno al 43% (chiamiamolo polo di destra), PD+IDV+partiti radicali al 41% (chiamiamolo polo di sinistra), UDC+ FINI+MPA+API attorno al 18% con possibili sorprese di crescita (polo di centro). Sembra un po' eccessivo definire polo di centro una coalizione che è stimata meno della metà degli altri due ma, a mio avviso, è quella che in prospettiva ha maggiori margini di crescita.

Se i risultati fossero come quelli sopra ipotizzati, si assisterebbe ad una evoluzione del sistema da bipolare imperfetto a tripolare, in barba a tutti i proclami degli ultimi anni (Casini escluso). Chi ha un po' di primavere sulle spalle non potrebbe fare a meno di notare un ritorno al passato, quando tra i due blocchi, uno comunista (PCI) e l'altro moderato (DC), si era piazzato come ago della bilancia il PSI di Bettino Craxi. Il paese del Gattopardo si trasforma perché tutto rimanga immutato. L'unica differenza rispetto ad allora, se le intenzioni espresse dai vari soggetti politici verranno mantenute, sarebbe la definitiva sparizione dei partiti ideologici o ali politiche estreme, assorbiti nei due rispettivi calderoni di destra e di sinistra. Rispetto ad allora nessuna forza verrebbe a trovarsi soggetta ad una "conventio ad escludendum", più teorica che reale, come furono allora l'MSI di Almirante e i partiti Leninisti o Trotskysti. Chi ha vissuto gli anni del famigerato CAF (Craxi, Andreotti, Forlani) ricorderà benissimo come la posizione di ago della bilancia, diede a Craxi un potere ricattatorio così determinante da tradurlo nel primo attore della politica di quegli anni. Anni in cui, è bene ricordarlo, esplose il debito pubblico e la corruzione divenne una piaga sociale. Qualcuno ricorderà il ministro dei trasporti socialista Claudio Signorile, affetto da una perenne abbronzatura da paesi tropicali, che arrivò a teorizzare una sorta di legalizzazione delle tangenti negli appalti pubblici.

Questa configurazione tripolare deve tuttavia superare alcuni passaggi critici che stanno manifestandosi proprio in queste ultime ore. Per esempio bisogna capire che se l'azione ondivaga di Fini è soltanto strategia per avere il tempo di organizzare il partito o se, viceversa, medita un rientro nel PDL, avendo capitalizzato una posizione di forza. L'incompatibilità caratteriale tra Fini e Berlusconi, sembrerebbe escludere la seconda ipotesi, aggravata dalla probabile richiesta di una specie di commissariamento di Silvio. In più c'è da aggiungere l'ostracismo della Lega che mal sopporta le spinte "sudiste" del creatore di Futuro e Libertà. Mettiamoci poi anche una disistima incrociata che in politica, spesso e volentieri e come in tutti i casi della vita , ha un peso rilevante.

Un'altro passaggio critico sarà quello tutto interno al PD. La classe dirigente del partito è quella sostanzialmente ereditata dal vecchio PCI (anno di grazia 1989): Fassino, Bersani, D'Alema, Livia Turco, La Torre, Veltroni ecc..., quelli che io definisco "mandarini".

Ci sono buone probabilità che, sotto la spinta centrista, il PD esploda frammentandosi in una parte di sinistra che si coagulerebbe con la sinistra radicale (ricostituendo il vecchio PCI) , ed una parte costituita dai "margheritini" che andrebbero a confluire nel polo di centro, attratti dalle sirene di un ritorno della "balena bianca" (la vecchia DC ) .

C'è infine l'incognita Silvio Berlusconi. Il grande guru mediatico potrebbe scatenare le guerre stellari pur di sfuggire alle ombre che stanno approssimandosi sul piano giudiziario se il pronunciamento della Corte Costituzionale del prossimo 14 dicembre dichiarerà la non ammissibilità del Lodo Alfano retroattivo, unico e vero obiettivo del suo impegno politico. Al grido "dopo di me il diluvio", il Silvio furioso potrebbe trascinare il paese in uno scontro all'arma bianca molto più simile ad una guerra civile che ad una contesa politica. Con ogni probabilità punterà dritto sulla massa di indecisi e sugli astensionisti cronici (oggi costituiscono il primo partito), sfoggiando tutto il repertorio di cui è capace. Da questa battaglia potrebbe uscire rafforzato.

E allora, concludendo il mio ragionamento (se così possiamo definirlo) le soluzioni potrebbero essere tre:

a) Silvio vince, prende il superpremio di maggioranza, perdurando l'attuale legge elettorale, diventa incontenibile con la strada spianata verso un lungo regno, finché il buon Dio non se lo prenderà.

b) Coalizione PDL + polo di centro con esclusione della Lega 

c) Coalizione PD + IDV + polo di centro con esclusione della Lega e dei partitini radicali.

A questo trivio si giungerà con l'incognita costituita dall'elettorato del Nord, se la Lega supererà la soglia del 15%, il tavolo verrebbe sparigliato e allora per le configurazioni bisognerebbe ricorrere al calcolo combinatorio.

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.217) 23 novembre 2010 19:48

    Quadrivio > Ancora 3 settimane per dare sostanza ad un governo di “ricostituzione” del sistema paese.
    Tempo sufficiente per formalizzare le convergenze” su alcuni obiettivi prioritari. Dalla riforma della legge elettorale al contrasto alla corruzione, dalla lotta all’evasione al taglio degli sprechi. Una agenda di temi pressanti e trasversali per un governo in grado di gestire le urgenze economiche con l’apporto di
    personalità “autorevoli” apprezzate in campo internazionale. Un’opera di “ricostituzione” da svolgere nell’arco di alcuni mesi in vista del ritorno al corpo elettorale. Un trampolino di lancio per la riproposizione di quelle riforme (istituzionali, socio-economiche, ..) che possono cambiare il paese.
    Sta alle forze più responsabili assumere, in tempo utile, l’onere di concretizzare una maggioranza parlamentare.
    PS > La storia insegna che la Febbre del Tribuno non rinuncia a dettare i propri interessi fino agli esiti più imprevedibili …

  • Di alessandro tantussi (---.---.---.114) 28 novembre 2010 12:46
    alessandro tantussi

    battutone: la C) è un’ipotesi triviale

  • Di paolo (---.---.---.126) 28 novembre 2010 23:09

    Probabilmente si caro Alessandro perchè Di Pietro e Casini sono come il diavolo e l’acqua santa , ma le vie del signore sono infinite e nel nome del padre del figlio e dello spirito santo , potrebbe nascere l’inciuciata più incredibile per togliere di mezzo il caimano una volta per sempre .

    Confesso che ero tentato di non prenderla in considerazione ma qualcosa mi dice che se la Lega rimane sotto il 15% , potrebbe avvenire il miracolo . Poi quanto durerebbe è un’altro discorso. 
    Comunque ti ringrazio per il commento senza dubbio appropriato .

    paolo

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