Mi sono imbattuta in questi due libri. Cugini nella grafica con tre colori dominanti a catturare l’attenzione: nero, giallo e bianco.
Partendo dal presupposto che negli ultimi anni mi sono occupata meno di ’gialli’, ho letto alcune pagine di questi due romanzi. E ho continuato la lettura.
Gli autori, rispettivamente Andrea Ferrari (’Milano muta’, classe 1977, direttore di un centro anziani) e Francesco Gallone ( ’La metropoli stanca’, classe 1978, "Attratto dai Fiori del Male ed i Paradisi Artificiali, infine mi son dedicato ai Fiori Artificiali. Nel senso che vendo i fiori finti al mercato" da 02blog.it, link tra le fonti- n.d.r.) hanno risposto ad alcune domande che accompagneranno questo pezzo di analisi-confronto.
Fare l’amore è una cosa seria.
Lo si può fare per ripicca, per amicizia o per la prima volta, ma resta comunque una cosa seria.
Farlo per istinto, dopo tanto tempo e per sfuggire alla disperazione più nera, è ancora più delicato e non sono ammessi errori.
Brandelli ne commise uno. Impercettibile, involontario, ma imperdonabile. Merda. […]
Sotto casa della vita, d’altronde, è pieno di gente con la mazza da baseball in mano che attende invano di essere risarcita. Ma la vita non paga. Di solito non esce neppure di casa, o meglio, usa la porta di servizio come i delinquenti. La vita ha la coscienza sporca.
Il telefono squillò appena prima che la situazione diventasse realmente bollente. Come in quei B movies fine anni settanta..
(estratti da pag. 44 e 44 – Milano muta)
Anarkaos.org, messageboard, lunedì 7 novembre
Sundaybloodysunday 14:16
Avete sentito che storia a Milano? Qualcuno ha notizie? Non si potrebbe organizzare qualcosa di forte, in questi giorni?
Anarkid 14:19
A Milano la situazione è stalla, io sto in Villetta ma anche gli altri squatt non sanno che fare, giuro che sembra un giorno come gli altri anche senza sbirri.
Certo l’occasione è ghiotta e fa l’uomo ladro. Si potrebbe approfittare per occupare qualcosa, qualcosa di grosso intendo…
Angosciata 13:23
Cazzo porta troia qui la situazione è FIGA, raga! Non c’è un cazzo di sbirro in tutta la city e a quanto ho capito non ci sarà per parecchio… Stamattina sono stato in via Padova e c’erano gli arabi in strada a pregare, e nessuno gli ha rotto i coglioni, le macchini non riuscivano a passare e HANNO DOVUTO ASPETTARE. Un cazzone è sceso…
(estratto da pag. 68-69 – La metropoli stanca)
Al detective privato Brandelli capita un caso ‘fantasma’ irrinunciabile. Contemporaneamente non riesce a dimenticare l’ex ragazza e ritorna in città un vecchio amico che non sente da tempo. Tre eventi apparentemente slegati che lo trascinano in una sequenza serrata di azioni-reazioni. Brandelli tenta di non annegare, segue le indagini, e scopre nell’amico una persona diversa o almeno, è quello che sembra all’inizio.