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 Home page > Attualità > Media > Il doodle di Google è per i 41 anni dalla scoperta di Lucy

Il doodle di Google è per i 41 anni dalla scoperta di Lucy

Il doodle animato di ieri sulla homepage del motore di ricerca più usato del web è dedicato i 41 anni dalla scoperta di Lucy, il nostro più antico antenato. L’ominide più più famoso della storia fu scoperto proprio il 24 novembre del 1974. Il suo nome lo si deve ad una canzone dei Beatles, “Lucy in the Sky With Diamonds”, usata per festeggiare la scoperta.

Il doodle che abbiamo visto ieri sulla homepage di Google è l’omaggio ad un nostro più diretto antenato, l’ominide più antico (forse) della storia mai ritrovato, quello che ha permesso di comprendere meglio la relazione tra primati e umani e come questa si è evoluta nel tempo, Lucy appunto. Il doodle disegnato da Kevin Laughlin ne è la chiara dimostrazione (l’unico disegno a colori è quello dell’ominide). Come sapete, i doodle di Google sono spesso sorprendenti, non hanno regole cronologiche (se non il giorno dell’evento) precise, e spesso sono la celebrazione di eventi e di personaggi della storia. Ecco, quello di oggi è un omaggio a tutto quello che c’era prima della storia che conosciamo.

L’Australopiteco più famoso del mondo fu scoperto il 24 novembre del 1974, ad Afar in Etiopia, dai paleontologi Yves Coppens, Donald Johanson, Maurice Taïeb e Tom Gray i quali rinvennero i resti di un esemplare femmina di A. afarensis dell’età apparente di 25 anni, vissuta circa 3,2 milioni di anni fa. Fu una scoperta che aiutò a comprendere meglio l’evoluzione della nostra specie e quale è stata la relazione tra primati e umani. Anche se gli scienziati sostengono tesi diverse, comunque la scoperta di Lucy ha fatto luce su tante cose fino ad allora poco chiare.

Perchè il nome Lucy?

Il gruppo di paleontologi per festeggiare la grandiosa scoperta gli diedero il nome Lucy, in onore della canzone “Lucy in the Sky with Diamonds” dei Beatles usata proprio per i festeggiamenti. La canzone risuonava di continuo sul luogo del ritrovamento.

I resti dell’ominide ritrovato comprendono circa il 40% dello scheletro, sono state rinvenute 52 ossa. Anche se resta un dubbio, sollevatosi di recente, che una delle ossa, una vertebra, possa appartenere ad un babbuino gelada, “Theropithecus gelada”. Anche se proprio su questo elemento si stanno effettuando ulteriori analisi più approfondite.

Lucy era alta 1,07 metri e pesava tra i 29 e i 45 chili, con denti simili a quelli umani, ma il cranio era ancora scimmiesco.

I resti di Lucy sono conservati oggi all’interno del Museo di Storia Naturale di Addis Abeba in una cassaforte e non è consentito l’accesso al pubblico. Nel 2007 comunque il governo etiope diede il suo assenso per un tour di Lucy negli Usa. Al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durante il suo ultimo viaggio in Africa, fu consentita una visita privata per vedere da vicino Lucy.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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