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Il bluff del DL Immigrazione

Alla fine ci voleva proprio Salvini ministro per passare dalle favole da campagna elettorale alla realtà. E così si cominciano a svelare i bluff della campagna anti-immigrazione per non parlare dei problemi reali del paese.

 

Cominciamo dal principio: ricordate lo slogan, tanto martellante quanto ipocrita, che era "aiutiamoli a casa loro"? Ecco, fateci caso: dal 5 marzo 2018 questo slogan è stranamente scomparso dai social e dalla bocca di Salvini. O meglio, qualcuno finora è stato aiutato: la guardia costiera libica (cioè gli ex scafisti) che, con l'ennesimo accordo da parte del Governo Italiano, (come fecero già Berlusconi e Minniti) avrà l'occasione per ricattare l'Italia e per alzare la già lauta posta in palio al grido di "o i soldi o i migranti". E considerando che questo accordo costa 5 miliardi di dollari in 20 anni e i libici hanno l'occasione per schiavizzare - coi soldi nostri - i migranti, forse tanto conveniente non sarebbe neppure. Troppa superficialità nel prendere una decisione così delicata e senza neppure valutarne i rischi. La stessa Giulia Grillo alla domanda "Ma ci si può fidare della guardia costiera libica?" risponde "Guardi non lo so... è come se lei mi chiedesse se mi posso fidare del mio fidanzato". In pratica, non sappiamo se possiamo fidarci, ma nel dubbio diamo loro miliardi di euro provenienti dalle nostre casse.

Ma analizziamo ancora più accuratamente il famigerato DL Immigrazione (almeno la bozza). Ricordate quando Salvini in campagna elettorale diceva "Entreranno solo chi scappa dalle guerre!" e addirittura a Lampedusa davanti all'allora sindaco Giusi Nicolini disse sì ai corridoi umanitari? Ecco, il DL Immigrazione, al contrario, prevede una stretta per i permessi di soggiorno per motivi umanitari, generalmente rilasciati dalla Questura per seri motivi di carattere umanitario o per obblighi Costituzionali: salute, instabilità politica, guerre e persecuzioni. Disegno di Legge, quindi, che andrebbe a contrapporsi con gli articoli 2 ("La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale") e 10 ("Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge") della Costituzione Italiana.

Peraltro, al di là della Costituzione (scritta evidentemente da buonisti), il provvedimento cozza contro lo stesso Contratto di Governo che recita a pagina 26: In osservanza dei diritti costituzionalmente garantiti proponiamo che le procedure per la verifica del diritto allo status di rifugiato o la sua revoca siano rese certe e veloci, anche mediante l’adozione di procedure accelerate e/o di frontiera, l’individuazione dei Paesi sicuri di origine e provenienza, la protezione all’interno del Paese di origine (IPA) e l’allineamento delle attuali forme di protezione agli standard internazionali.

Ma si sa, le vite umane evidentemente non sono importanti, quindi parliamo di soldi. Ecco, i soldi non sono invenzione dei buonisti. E soprattutto interessano a tutti.

Per il DL Immigrazione è previsto lo stanziamento di 3,5 milioni di euro in tre anni per i rimpatri. Verrebbe da chiedersi "Ma come, dovevamo cacciarli perché ci costavano e ora ne spendiamo ancora di più per rimpatriarli?". Ebbene sì, rimpatriare non è affatto gratis e anzi costa non poco: tra i 4000 e i 10000 euro a rimpatrio per singolo migrante. Facendo due conti quindi, come ha egregiamente spiegato il Fatto Quotidiano (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/05/decreto-immigrazione-le-novita-al-fondo-rimpatri-35-milioni-in-tre-anni-e-stretta-sulla-cittadinanza/4606736/), al massimo verrebbero rimpatriati 875 migranti. In campagna elettorale Salvini ne aveva promessi 600mila (ammesso che ci siano davvero tanti migranti irregolari). Quindi ci vorrebbero 2,4 miliari di euro per mantenere la parola del ministro dell'Interno. Praticamente impossibile. Certo, restituendo subito i famosi 49 milioni di euro ne avrebbero potuti rimpatriare almeno 12250, ma evidentemente - con i loro soldi - non è un provvedimento così urgente...

Lungi dal voler rivalutare i razzisti del precedente governo (Minniti e Renzi), così come le dichiarazioni razziste della Serracchiani, della Morani e della Boldrini. Quest'ultima in particolare, in un'intervista a Repubblica, disse "E allora dobbiamo Accoglierli tutti? La risposta è no (...) Chi ha diritto alla protezione internazionale deve essere accolto e inserito in un percorso strutturato e di integrazione, fatto di diritti e di doveri. Chi non ha diritto deve essere rimpatriato, in base alle leggi vigenti". Praticamente la Boldrini ha suggerito i testi della campagna elettorale a Salvini. E di fatto possiamo dire che il PD è una Lega Nord con modi più educati.

L'impressione tuttavia è quella che finora i DL non servono a contrastare un verosimile e dubbio problema, ma che siano solo propaganda fine a sè stessa, atta anche a nascondere le responsabilità sia del fantomatico premier Conte (firmatario di un fallimentare atto di "redistribuzione dei migranti su base volontaria", praticamente inutile) sia della Lega (Salvini da europarlamentare sempre assente nei 22 tavoli tecnici in Commissione Europea sul tema immigrazione), sia del Movimento 5 Stelle che, a novembre 2017, votò contro la riforma del Trattato di Dublino (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&mode=XML&reference=A8-2017-0345&language=EN), nonché la scarsa attività legislativa del Governo (finora il più lento della storia della Repubblica: appena 11 leggi approvate, solo 3 delle quali su iniziativa parlamentare https://parlamento18.openpolis.it/atti-parlamentari-importanti?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_term=MailUp&utm_content=MailUp&utm_campaign=Newsletter). Insomma, pochissime decisioni prese finora, nessuna delle quali atte a migliorare la vita degli italiani, ma solo a peggiorare quella degli stranieri.

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