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Il Premier, "distrutto" dal sondaggio del "Corriere della Sera"

Il Premier, “distrutto” dal sondaggio del “Corriere della Sera”.

Questo il testo del sondaggio on-line lanciato ieri dal quotidiano “Corriere della Sera”:

 

Occupazioni nelle università, Berlusconi annuncia linea dura e assicura: useremo le forze dell’ordine contro simili violenze. Siete d’accordo?

 

Questo è il risultato a data odierna, giovedì 23 ottobre 08:

 

** VOTANTI 352.670

 

** NO 92,3%

 

** SI 7,7%

 

n.b. da notare: il numero dei votanti è molto grande

 

 

 

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.70) 23 ottobre 2008 19:31

    Premetto che ho votato no anch’io, ma per correttezza segnalo quest’altro sondaggio che presenta risultati opposti:
    http://sondaggi.quotidianonet.ilsol...

    • Di Kocis (---.---.---.86) 23 ottobre 2008 19:57

      Tutti i sondaggi sono legittimi.

       

      Ovviamente, dato che non si tratta di numeri astratti, vale, alfine,  per una corretta comprensione della realtà, essenzialmente il NUMERO DEI VOTANTI.

      Dietro ogni singola unità c’è una testa ed un voto.

      In questo momento ( ore 19.42) sul sito on-line del “Corriere della Sera” sono stati espressi n. 356.432 pareri.

      Inoltre, sul sito del quotidiano “La Repubblica”, sempre alla stessa ora odierna, alla domanda “Polizia contro le occupazioni

      Silvio Berlusconi annuncia di voler inviare le forze dell’ordine in scuole e università per impedire ogni forma di occupazione. Siete d’accordo?”

       sono stati pronunciati n. 91.128 VOTI, con il seguente esito:

       

      * NO (78517 voti) 86%

       

      * SI (12193 voti) 13%

       

      Numeri grandi ed inequivocabili.

       

      Cordialità

       Kocis

    • Di (---.---.---.6) 23 ottobre 2008 20:50

      Hai ragione; il sondaggio da me citato conta meno di 5.000 voti.

  • Di (---.---.---.109) 23 ottobre 2008 21:28

    è sicuramente interessante, però un po’ di tempo per un commento dell’autore lo si poteva sprecare…così com’è non mi sembra un articolo, ma una semplice enunciazione di un dato che, tra l’altro, come specificato dallo stesso sito che propone il sondaggio, non ha alcun valore statistico. sono il primo a felicitarmi per il risultato che hai illustrato, ma se si fosse trattato di un’indagine svolta da un istituto qualificato e pubblicata sul sito ufficiale di sondaggi, sarebbe stato quantomeno più attendibile e si sarebbe prestata molto meglio ad un’eventuale commento.

    • Di Kocis (---.---.---.86) 23 ottobre 2008 23:05

      Scrive “anonimo”, tra l’altro:

      “……se si fosse trattato di un’indagine svolta da un istituto qualificato e pubblicata sul sito ufficiale di sondaggi, sarebbe stato quantomeno più attendibile e si sarebbe prestata molto meglio ad un’eventuale commento.”.

       

      Personalmente ho grandissimi dubbi su questa affermazione.

      Anzi, sono perfettamente convinto  del contrario.

      Qui si tratta di parecchi centinaia di migliaia di voti espressi sulla singola specifica questione ( domanda posta).

      Voto che, tra l’altro, non può essere ripetuto, dato il riconoscimento telematico dell’indirizzo elettronico e, quindi, l’intervento degli sbarramenti all’uopo tecnicamente preposti. Questo insegna l’esperienza.

      E’ un dato di pratica democratica diretta e di partecipazione, molto significativo, nettamente superiore alla cosiddetta indagine operata da un “sito ufficiale di sondaggio” che scandaglia un limitassimo campione numerico.

       

      Cordialità

      Kocis

    • Di Kocis (---.---.---.86) 24 ottobre 2008 10:38

      AVVISO AI NAVIGANTI.

       

      Strano, ma vero.

       

      Già da ieri sera ( 23 ottobre) sul sito del “Corriere” non sono più leggibili i dati dei votanti precedentemente riportati, con oltre 356.000 pareri espressi.

      Il quesito posto c’è sempre, con la stessa formulazione, ma con altri numeri, di gran lunga inferiori.

      Come se si fosse ripartito da zero o quasi.

      Mah!

       

      Kocis

    • Di (---.---.---.109) 26 ottobre 2008 19:28

       Caro Kocis, mi dispiace che tu abbia grandissimi dubbi sulla mia affermazione; ma che dico, che tu sia perfettamente convinto del contrario.
      Se la pensi così è un problema tuo, sei liberissimo di pensarlo; ma se riflettessi solo un minuto, ti renderesti conto che c’è un motivo per cui i sondaggi online di questo tipo non hanno (per loro stessa ammissione) "alcun valore statistico": perché non sono scientifici. Cosa vuol dire? Vuol dire che i dati non sono quelli di un campione rappresentativo della popolazione italiana, ma solo di un campione casuale degli utenti del sito del Corriere. Evidentemente non hai mai studiato statistica, altrimenti non ci sarebbe nemmeno stato bisogno di precisarti questo. La controprova del resto è evidente: in Italia votano 40 milioni di persone, e tu sostieni che 300/400.000 persone che votano un sondaggio online, essendo un numero effettivamente molto alto, sia un campione rappresentativo. In base a cosa? Lo sai chi potrebbero essere, questi quasi 400.000? Potrebbero essere al 70% maschi, al 65% tra i 18 e i 45 anni, al 40% residenti in Lombardia, al 50% laureati…, per esempio; mentre sappiamo che un campione statistico che voglia essere rappresentativo deve ponderare queste e tante altre variabili (il livello di reddito, la professione, lo stato civile…) in modo che gli intervistati rispecchino quanto più possibile la società italiana. E’ questo, precisamente, che fanno gli istituti di sondaggio professionali, di cui evidentemente ti fidi così poco. Quanto alla tua affermazione che il voto in un sondaggio online non può essere ripetuto, vallo a dire a chi si ritrova in casa 3 computer, ciascuno con un ip diverso, più magari il pc a casa del suo amico, della sua ragazza, o nell’ufficio dove lavora…
      Pensaci un po’, prima di postare una cosa del genere come "notizia". 

      Salvatore ("anonimo")

  • Di eddy (---.---.---.128) 24 ottobre 2008 15:28

    Francamente non capisco!
    Oggi Sul coriere della sera a pagina 52 appare il riassunto del sondaggio sul web di cui si parla qui, eppure i dati non corrispondono:

    Titolo sondaggio:
    Berlusconi: la polizia negli atenei. Siete d’accordo?

    Risultati
    49,6 si
    50,4 no


  • Di Kocis (---.---.---.214) 24 ottobre 2008 21:11

    Gentile “Eddy”,

     

    ho visto la pag. 52 del “Corriere della Sera” di oggi, dove vengono riportate le percentuali da lei evidenziate ( non c’è nessun numero riguardo i votanti).

    Concordo pienamente con la sua affermazione: “francamente non capisco!

    I dati, numerici e in percentuale, precedentemente riportati, nella giornata di ieri 23 ottobre - fino all’inizio della serata - erano ben visibili agli occhi di tutti i cittadini navigatori di internet nel sito del quotidiano, nel logo-sondaggio appositamente aperto.

     

    Qualcuno o qualcosa “ci illumini”.

     

    Kocis

  • Di Kocis (---.---.---.214) 28 ottobre 2008 16:07

     

    Gentile Salvatore, dettosi “anonimo”,

     

    scrivi, tra l’altro, alla fine della tua comunicazione :” pensaci un po’, prima di postare una cosa del genere come "notizia". 

    Se questa non è alterigia, cos’è? Giusto per non sbagliare illustraci il  sano e corretto vademecum del “ probo divulgatore di notizie”….ammesso che oggettivamente ne possa esistere uno.

    A proposito di statistica,  giusto per non riportare una valutazione soggettiva, così si legge su Wikipedia nell’introduzione sul termine: “ la statistica è la scienza che ha come fine lo studio quantitativo e qualitativo di un “collettivo”. Studia i modi (descritti attraverso formule matematiche) in cui una realtà fenomenica –limitatamente ai fenomeni collettivi –può essere sintetizzata e quindi compresa. Con il termine statistica, nel linguaggio di tutti i giorni, si indicano anche semplicemente i risultati numerici ( le statistiche richiamate nei telegiornali, ad esempio, l’inflazione, il Pil, etc) di un processo di sintesi dei dati osservati”. Nell’indice, tra le tante voci tematiche, vengono anche riportate la probabilità e il campionamento statistico.

    Inoltre, alla voce, demoscopia così tra l’altro si legge, sempre su Wikipedia: “ il demoscopy ( da l’antica città greca demo = + = skopein spionaggio) è una dimostrazione di “ la formazione della pubblica opinione”, ciò significa di opinioni, pensieri, sentimenti desideri, o dei voti della popolazione. Si tratta di un settore della psicologia e della sociologia………..”.

    Sull’argomento, oggi, martedì, sul quotidiano “ Il Manifesto” è leggibile un egregio articolo a firma di Gordon Poole: “ sondaggi Usa, l’arte di sbagliare”.

    Non voglio però fare un confronto “dottorale”, o “infermieristico”, stante i variegati usi e costumi in voga.

    Da parte mia sono convinto che la democrazia, quella vera, sia fatta di partecipazione  diretta ed attiva dei cittadini. Nelle cento e più forme, su scala quotidiana,  che possono determinare una vera gestione plurale, la più larga condivisa. Sulle scelte che riguardano la struttura società nei vari livelli: dal micro – sui contenuti relativi agli aspetti dei diversi livelli locali -, al macro - sull’ambito cosiddetto nazionale –; “cosiddetto”, dato che poi c’è l’Europa.

    Quindi, di voto, quello esplicito, utilizzabile nelle sue varie forme e maniere di strumentazione diretta, non tanto solo utilizzabile nelle scadenze considerate canoniche.

    Il voto vero. Quello reale. Sulla base del valore universale “ una testa, un voto”. A seguito del quale si assumono le decisioni, cercando - se esistono le condizioni - anche di calibrare le diversità più rilevanti in essere, cosa, questa, che dipende dalla “saggezza” politica e sociale esplicitata.

    Sul piano generale, per esempio,  su una data/singola questione, il Referendum ( …..a parità divulgativa e “pubblicitaria”….di risorse economiche) rappresenta lo strumento massimo di coinvolgimento diretto dei cittadini, e di certezza univoca sull’esito del “che fare”.

    Quindi, i numeri, nella propria progressione quantitativa, sono il vero fondamento per determinare, in maniera inequivocabile, l’esito sul tema o sugli argomenti in essere.

    Non è certo frutto del caso, o del destino cinico e baro, che nei nostri sistemi democratici si continui a considerare come parametro unico e fondante l’esplicazione del voto collettivo.

    Forse, almeno in Italia, dopo l’eliminazione del voto di preferenza, del peso uguale, e del nascondimento del conflitto di interesse ( maggioritario/proporzionale, la qual cosa dopo il “brillante” successo nazionale lo si vorrebbe riprodurre nel livello elettivo europeo), qualcuno o qualcosa pensa di far votare a “campione ponderato”, con gli stessi criteri e dimensioni ( quantità) che regolano i cosiddetti sondaggi.

    Fantasia? Chissà….vedremo in corso d’opera. Su questo terreno, almeno in Italia, stante l’andazzo in corso, corriamo il serio rischio di vederne proprio delle belle.

    Alla democrazia, finta, “robotizzata”non c’è mai limite di “fede”!

    Quelli dei “mille”, o poco più,  di norma ( o quasi) consultati nel sondaggio a campionamento che, stante gli “scienziati” in opera, dovrebbero rappresentare l’omogeneità dell’articolazione complessiva dei cittadini votanti in Italia, oltre 47 milioni ( maggiorenni).  Giusto per restare solo sul terreno italico.

    In virtù di questa “scientifica” ed “oggettiva” teoria, di analisi e pratica democratica, su una data questione di valenza comune nazionale un singolo campione sondato dovrebbe rappresentare in maniera uniforme il parere di 47.000 cittadini votanti…..uniformemente distribuiti per area territoriale, per ceto, censo o qualsivoglia forma di soggettiva personalità.

    Personalmente credo di rappresentare solo me stesso. Rigetto la teoria dei replicanti.

    E, poi, su questi, si vanno a costruire prassi, analisi, teorie e scelte di governo?

     

    Infine, confermo. Tornando sul tema originario che ha determinato le motivazioni poste nel confronto. A mio parere, vale molto più la scala 1:1 espressa in un sondaggio on-line ( pur le dovute tolleranze nell’uso della strumentazione “tecnico-burocratica”) che non la scala di un indagine di demoscopia nazionale campionata su scala 1:47.000 (….o giù di lì) che, tra l’altro, può anche risentire delle “dissonanze d’udito”, se fatte per via telefonica.

    Ciascuna coscienza rifletta bene su questo.

    Si tratta della democrazia, che non è “scienza” virtuale, ma difficile pratica quotidiana, che dovrebbe avere, sempre e comunque, la partecipazione attiva e diretta di tutti i cittadini.

     

     Kocis

    • Di (---.---.---.109) 28 ottobre 2008 20:05

       Bel discorsetto. Come nella tua prima risposta, dimostri di non aver capito minimamente il problema che ti avevo sollevato nel primo commento. Di qui la mia "alterigia", come la chiami tu.
      Non c’è niente da rispondere, anzi no. Ti faccio rispondere dallo stesso sito che ha riportato il "sondaggio" in questione. 

      "I sondaggi online di Corriere.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno l’unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100

      Ciascuno tragga le sue conclusioni.

      Salvatore

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