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Il Governo Conte 2 e la nascita della terza repubblica.

Leggere la fine del Governo M5S Lega come semplice crisi è riduttivo e fuorviante. La fine dell’alleanza di governo nata all’indomani delle elezioni politiche del 2018 segna la fine della Seconda Repubblica e l’avvio di un percorso che ridefinirà non solo gli equilibri politici ma lo stesso sistema politico.

 Il sistema politico italiano dopo le elezioni politiche del 2018 e quelle europee del 2019 si è trovato ad un bivio. La crescita in termini di consenso elettorale della Lega ha posto in modo chiaro e netto l’ipotesi di una rottura con la tradizione politica ed istituzionale italiana. Il sistema politico italiano si è trovato nè più e nè meno di fronte allo stesso dilemma presentatosi all’indomani della crisi politica ed istituzionale seguita alla stagione delle inchieste di “Mani pulite”.

A differenza di allora, la crisi di sistema oggi è stata provocata dalle politiche di austerità adottate dai governi che si sono succeduti a partire dal 2007–08 e non risolta con le politiche fino ad ora adottate. Politiche economiche che hanno avuto come unico effetto quello di spostare il 60% degli elettori su partiti e movimenti politici populisti ed antisistema. I media e l’establishment hanno condotto prima l’attacco al M5S indebolendolo e quando hanno capito che il pericolo più che dal M5S veniva dalla Lega hanno cambiato registro.

Il M5S grazie a Conte e a Grillo si è rivelato una forza politica responsabile portatrice di cultura politica democratica e riformatrice. Detto questo la prima cosa che va evidenziata è che questo non è un governo di sinistra e che di rosso in aggiunta al giallo del M5S non c’è nulla. Il governo Conte 2, per usare le definizione di Marco Travaglio, nasce nell’alveo della cultura ordoliberista e del modello di capitalismo renano. Definire questo governo giallo – rosso o arrovellarsi se ad aver vinto è stato il M5S o il PD non serve a nulla ed è solo strumentale. Il Governo Conte 2 nasce perché entrambe le forze politiche hanno scelto di condividere l’ordoliberismo anzicchè un modello di capitalismo ad esso alternativo.

Con il Governo Conte 2 i ceti dominanti nazionali ancora una volta, come avvenne nel ‘92, hanno scelto di stare in questa UE. Lo fanno provando a giocare con Conte un ruolo da protagonista rispetto alla necessità sempre più impellente di rimodellare in una qualche misura le istituzioni e le norme che regolano il funzionamento di questa UE. La crisi economica tocca il cuore dell’UE: la Germania. La crisi tedesca, ormai ufficialmente in recessione, ha effetti anche sulla nostra economia ed è per questa ragione che ipotizzare un rallentamento delle politiche di austerità non è cosa peregrina. Non a caso si parla di tenere in piedi il QE. Compito di una politica riformatrice è quello di inserirsi nelle contraddizioni del sistema per modificarlo.

Il Capitalismo, come si evince dalla storia, ha dimostrato fino ad ora di avere in se gli anticorpi giusti che gli consentono di superare le crisi da esso stesse prodotte. All’indomani della seconda Guerra mondiale il capitalismo di ispirazione anglosassone si autoriformò adottando politiche keynesiane. I governi occidentali per trent’anni, sia di destra che di sinistra, hanno adottato politiche keynesiane. Le politiche economiche keynesiane vanno in crisi a partire dagli anni 70. L’UE è dominata dal modello ordoliberista e dall’idea dell’economia sociale di mercato. Tale idea nasce come terza via alternativa al liberalismo anglo-sassone e al controllo diretto da parte dello Stato dell’economia. Le idee che stanno alla base dell’ordoliberismo sono la regolamentazione e la disciplina attraverso l’introduzione di norme miranti a far funzionare il mercato evitando che vada in crisi con la conseguente fine degli stessi regimi politici liberali. Lo Stato ordoliberista è uno Stato regolatore e forte.

La crisi del 2007 – 08 ha fatto prendere atto alle elites europeiste che, di fronte al pericolo nazionaliberista, bisogna introdurre una nuova disciplina o quanto meno riformare quella esistente. Con la crescita di consenso da parte della Lega le elites europeiste hanno reagito aprendo il dialogo con il M5S. In questi anni il M5S ha rappresentato le istanze provenienti dagli strati emarginati della società italiana. Le istanze sociali del quale il M5S si è fatto carico, di fronte al pericolo rappresentato dalla disgregazione dell’UE, sono diventate un costo sopportabile da parte delle elites nazionali ed europee. Se questi sono gli scenari il Governo Conte 2 è l’unica chance per evitare che l’Italia contribuisca all’implosione dell’UE.

Ipotizzare che il Governo Conte 2 duri almeno fino a dopo l’elezione del Presidente della Repubblica non è peregrino. Sono partito dicendo che con la fine del governo M5S – Lega siamo in presenza della fine della seconda repubblica che sia così lo evinco da alcuni dati. Il primo è uno dei temi cari al M5S e cioè la riduzione del numero dei parlamentari al quale si aggiunge la richiesta del PD di rivedere il sistema elettorale in senso proporzionale. Una tale ipotesi non è il ritorno alla Prima repubblica, è invece il riconoscimento che la politica post ideologica ha vinto. E’ con la nascita del Governo Monti che di fatto assistiamo alla nascita di governi post ideologici. La differenza non è più tra destra e sinistra ma tra chi è europeista e chi non lo è, tra chi accetta e fa proprio il modello dell’economia sociale di mercato e chi pensa di poter perseguire un modello di capitalismo alternativo. Solo per inciso anche Russia e Cina sono sistemi economici capitalisti. La differenza con gli altri partiti è che mentre il M5S ha dichiarato sin dal suo nascere di essere post ideologico gli altri non lo hanno ancora fatto anche se poi nella pratica si comportano come tali.

La trasformazione del sistema politico che avremo nei prossimi anni, con la riduzione dei parlamentari e l’introduzione di un sistema elettorale proporzionale, aprirà scenari ad alleanze impensabili. Dal dibattito in corso evinco che il ritorno al bipolarismo è solo una pia illusione. Il Governo Conte 2 produrrà effetti costringendo a ripensarsi non solo sul M5S e sul PD ma anche sui partiti che formano il centrodestra. La leadership di Salvini, se il governo Conte 2 dura, non andrà oltre la primavera. La proposta economica di Salvini mirava a superare la crisi economica facendo leva sul regionalismo differenziato. Con la Lega all’opposizione le risposte al sistema produttivo lombardo veneto e più in generale padano che sta subendo la crisi tedesca dovrà darla il Governo Conte 2.

La tenuta della Lega dipenderà molto dalle risposte che darà Conte. Riduzione del cuneo fiscale e riduzione della pressione fiscale possono essere alcuni degli strumenti ma non credo che saranno gli unici. Se Conte riuscirà a dare risposte adeguate al Lombardo - Veneto assisteremo alla fine della leadership di Salvini con la Lega che tornerà ad essere solo la Lega nord con lo sciogliersi come neve al sole del fenomeno leghista nel Mezzogiorno. Non sarà solo questo aspetto che darà la cifra del mutamento al quale potremmo assistere, ma anche il regionalismo differenziato e come verrà attuato o le politiche sociali e del lavoro. Della concezione ordoliberista fanno parte istituti giuridici miranti a mediare il conflitto sociale dovuto all’errato funzionamento del mercato. Le politiche attive del lavoro e la stessa concertazione imprese/sindacati sono parte integrante del sistema proprio del Paese che dell’ordoliberismo ha fatto una religione, la Germania.

Per completare l’analisi saranno interessanti le prossime elezioni regionali che si terranno in Umbria, Emila Romagna e Liguria, si potrà testare se l’intesa M5S – PD è destinata a realizzarsi anche in ambito regionale. In conclusione cio che ho provato a descrivere sono possibili tendenze, molto dipenderà dalla durata del Governo e dalle politiche che verranno messe in campo. Una cosa mi pare di poter affermare il Governo Conte 2 inciderà in modo profondo sul sistema politico italiano imponendo a tutti di ripensarsi ed è questo il segnale che indica la fine della Seconda Repubblica e la nascita della Terza. 

Foto: Wikipedia

Commenti all'articolo

  • Di La vera verità (---.---.---.122) 6 settembre 14:19

    Il governo si è appena insediato, ma già si è capito da che parte penderà e soprattutto di che cosa si occuperà. Atto primo: il nuovo esecutivo ieri ha impugnato la legge regionale del Friuli Venezia Giulia, perché, come recita testualmente il comunicato di Palazzo Chigi, «discrimina i migranti». Atto secondo: il Conte bis riunito d’urgenza ha indicato in Paolo Gentiloni il rappresentante italiano destinato a fare il commissario alla Ue, prendendo il posto di Pierre Moscovici. Se il buongiorno si vede dal mattino, è chiaro dove andranno a parare i ministri che hanno giurato ieri nelle mani del presidente della Repubblica. In barba ai sentimenti e agli orientamenti politici degli italiani, sarà un governo che favorirà l’immigrazione, anzi gli immigrati, e in particolare promuoverà l’occupazione, non quella delle persone rimaste senza lavoro, ma dei trombati e della nomenklatura politica che si vuole riciclare. Nominare commissario Ue un ex presidente del Consiglio che ha governato per oltre un anno senza essere mai stato scelto dagli italiani e che, alla verifica del voto, è stato mandato a casa senza troppi complimenti, con il peggior risultato mai conseguito dalla sinistra in tutta la sua storia, non significa solo disprezzare le opinioni di chi vota, togliendo valore allo strumento della consultazione popolare, vuol dire anche avere in testa un progetto di conquista del potere.

    Già, nulla ci toglie dalla mente che il nuovo esecutivo sia nato per una esigenza di conservazione del sistema, che non ha nessuna intenzione di cambiare al mutare delle maggioranze politiche, ma vuole perpetuare il proprio controllo sullo Stato e sugli apparati della Repubblica

  • Di I servi della germania (---.---.---.160) 6 settembre 14:52

    La Germania sul conte bis: "Governo sensazionale"

    6 Settembre 2019

    Si festeggia per la nascita dell’esecutivo giallorosso: Italia più vicina all’Ue. Die Welt definisce "sensazionale" la formazione del governo tra M5S e Pd

    Giorgia Baroncini

    L’Europa continua a festeggiare per la nascita del governo giallorosso. L’esecutivo europeista piace molto a Bruxelles che nei giorni della crisi italiana ha spinto apertamente per la formazione di un Conte bis.

    Tra tutti i leader, è sicuramente Angela Merkel la più felice: quando la trattativa 5S-Pd sembrava dover fallire, era intervenuta la Cancelliera con una telefonata al Nazareno per fermare i sovranisti. E alla notizia della nuovo esecutivo giallorosso, dalla Germania sono subito arrivati complimenti e congratulazioni.

    I tedeschi sono felici per aver evitato il "pericolo Salvini" e il quotidiano Die Welt, come riportano le agenzie, ha persino definito "sensazionale" la formazione del governo tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico. "Non si era mai sentito, in tutta la storia d’Italia del dopoguerra ricca di colpi di scena, che una coalizione tra populisti critici dell’Ue e dell’immigrazione potesse trasformarsi in un’alleanza di riformisti amici di Bruxelles", scrive riferendosi alla fine del governo formato da pentastellati e Lega e alla nascita dell’alleanza giallorossa. Un cambio repentino che non entusiasma il quotidiano ma che, dall’altro lato, ha portato all’avvicinamento dell’Italia con Ue.

    Die Welt si è infatti concentrato sulla formazione dell’esecutivo, notando come al Pd siano stati assegnati ministeri strategici per i rapporti tra Italia e Ue. Uno tra tutti, il ministro dell’Economia e delle Finanze guidato da Roberto Gualtieri, già presidente della commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo. "Chi altro se non Gualtieri, potrebbe espandere lo scarso margine di manovra tra gli investimenti necessari all’Italia e i rigorosi parametri di bilancio dell’Ue?", si domanda il quotidiano.

    Infine un appunto sul neoministro degli Esteri, Luigi Di Maio: la sua assegnazione, si legge, è un atto "più simbolico che politico". In generale però la squadra piace molto alla Germania, sempre più felice di questo governo europeista

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