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Il vero scopo del massacro di Gaza

Israele sa bene che Hamas non può essere sconfitto perché è l’espressione della volontà dell’intera popolazione di Gaza e quindi, per Israele, Gaza deve essere messo interamente in ginocchio e questa "politica" è stata applicata dagli israeliani contro Gaza , sin da quando Hamas ha trionfato nelle elezioni regolari e democratiche che si sono svolte a Gaza in presenza di oservatori dell’ONU e della UE quasi tre anni fa. Se vogliamo ricordare, anche subito dopo l’insediamento del governo di Hamas a Gaza, le voci provenienti da Israele che circolavano, sostenevano che ci sarebbe stato un’imminente attacco con l’invasione di terra della striscia di Gaza perché Israele non avrebbe tollerato la vittoria degli islamici nei territori occupati, in quel momento l’opinione pubblica israeliana era pronto per attacco decisivo a Gaza, ma il governo israeliano ha dovuto fare marcia indietro perché non era ancora pronto l’opinione pubblica mondiale ed era passato poco tempo dalla conferma della regolarità e democraticità delle elezioni che hanno portato Hamas al governo a Gaza.

Ora, dopo più di 500 morti causati dai bombardamenti israeliani contro una popolazione civile privo di difesa da parte di un esercito regolare, privo quindi di una difesa antiaerea che avrebbe poututo bilanciare un’pò le forze in campo , ma anche privo di qualsiasi tipo di rifiugio antiaerea per mettere al riparo i civili dai bombardamenti indiscriminati che Israele compie con le bombe GBU-39 anti bunker, tutti attendono la decisione israeliana sulla invasione via terra di Gaza che dovrebbe avenire con l’invio dei carri armati e soldati all’interno di Gaza.

In realtà qualche tentativo di prova da parte israeliana ci è stata a partire delle ore 19.00 locali del sabato e finora i combattimenti via terra hanno causto la distruzione di un carro Merkav israeliano e di almeno tre mezzi corrazzati da parte dei palestinesi ed è confermato l’uccisione di almeno 5 soldati di Tshal ed il ferimento di almeno altri 40 in questi combattimenti. tuttavia, i vertici militari israeliani stanno prendendo tempo perché hanno ancora a mente ciò che è successo nell’2006 durante l’invasione del Libano all’esercito israeliano quando il Tshal fu costretto a ritirarsi con umiliazione ed il fallimento totale sul piano strategico dal Libano.



Anche se i carri armati israeliani si muovono con gran fracasso intorno a Gaza, non si sa se realmente avranno il coraggio di muoversi nel vero campo di battaglia del centro di Gaza, sembra che verranno usati semplicemente, come è stato in passato, per terrorizzare la popolazione civile delle periferie della strisca di Gaza per farli scappare verso il centro e quindi, per craere ulteriori disaggi a Hamas che è ancora al governo di Gaza. 

Gli israeliani sono consapevoli del motivo ufficiale del riserbo del loro ministro di difesa Barak di far seguire ai bombardamenti aerei un attacco di terra totale. E’ stato loro ricordato innumerevoli volte che le peggiori perdite subite dall’esercito nel corso della seconda intifada avvennero nel 2002 durante l’invasione del campo profughi di Jenin.

Gaza, come gli israeliani sanno benissimo, è un campo profughi gigantesco. I suoi stretti vicoli, impossibili da attraversare per i carri armati Merkava, obbligheranno i soldati israeliani a combattere in campo aperto. Gaza, nell’immaginario israeliano, è una trappola mortale per Tshal.

In modo analogo, nessuno ha dimenticato il pesante dazio pagato dai soldati israeliani durante la guerra di terra con Hezbollah nel 2006. In un paese come Israele,l’opinione pubblica è diventata indubbiamente ossessionata da una guerra nella quale in buona parte verrà messa in prima linea.

Quella paura viene solamente aumentata dalle notizie diffuse dai media israeliani che Hamas sta pregando per avere la possibilità di coinvolgere l’esercito di Israele in un pericoloso combattimento. La decisione di sacrificare numerosi soldati a Gaza non è quella che Barak, leader del Partito Laburista, prenderà così alla leggera, con le elezioni tra sei settimane!

Ma c’è un altro problema che gli sta dando eguale motivo di esitazione.

Nonostante la retorica popolare in Israele, nessun alto funzionario crede realmente che Hamas possa essere sconfitto, sia dal cielo o con battaglioni di soldati. Hamas è semplicemente Gaza.

Questa conclusione è stata riconosciuta nelle fiacche giustificazioni offerte finora per le operazioni di Israele. “Ristabilire la calma nel sud del paese” e “cambiare l’ambiente di sicurezza” sono stati preferiti alle precedenti dichiarazioni, come “estirpare l’infrastruttura del terrore”!

Un’invasione il cui vero scopo sarebbe il rovesciamento di Hamas richiederebbe, come si rendono conto Barak e i suoi funzionari, una rioccupazione militare permanente di Gaza, ma uno stravolgimento del disimpegno da Gaza – partorito nel 2005 dalla mente di Ariel Sharon, all’epoca primo ministro – comporterebbe un enorme impegno militare e finanziario da parte di Israele. Ancora una volta occorrerebbe assumersi la responsabilità degli aiuti alla popolazione locale, e l’esercito sarebbe obbligato a svolgere pericolose operazione di vigilanza negli accampamenti di Gaza.

In effetti, un’invasione di Gaza per spodestare Hamas rappresenterebbe un’inversione di tendenza nella politica di Israele dagli accordi di Oslo dell’inizio degli anni ’90.

Fu allora che Israele consentì al leader palestinese da tempo in esilio, Yasser Arafat, di ritornare nei territori occupati nel nuovo ruolo di capo dell’Autorità Palestinese. Ingenuamente, Arafat pensava di guidare un governo ombra ma, in verità, diventò il più importante mercenario di Israele.
Arafat fu tollerato nel corso degli anni ’90 perché fece ben poco per fermare l’effettiva annessione di vaste zone della Cisgiordania da parte di Israele, attraverso la rapida espansione degli insediamenti e l’imposizione ai palestinesi di rigide limitazioni sugli spostamenti. Piuttosto Arafat si concentrò nel potenziamento delle forze di sicurezza dei suoi lealisti Fatah, contenendo Hamas e preparando una condizione di Stato che non arrivò mai.

Quando scoppiò la seconda intifada, Arafat dimostrò di non servire più ad Israele e la sua Autorità Palestinese fu via via indebolita.



Dalla morte di Arafat e dal suo disimpegno da Gaza, Israele ha cercato di consolidare la separazione fisica della Striscia dalla molto più ambita Cisgiordania. Anche se in origine non era tra le aspirazioni di Israele, il controllo di Hamas su Gaza ha contribuito in modo significativo a quello scopo.

Israele ora è fronteggiato da due movimenti nazionali palestinesi. Il primo è Fatah, di stanza in Cisgiordania e guidato da un presidente debole, Mahmoud Abbas, che è ampiamente screditato per la corruzione e per essere sottomesso a Israele, mentre Hamas, di stanza a Gaza, si è guadagnato sempre maggiore fiducia perché sa dimostrare di essere il vero guardiano della resistenza palestinese all’occupazione israeliana.

Incapace di distruggere Hamas, Israele ora sta considerando l’idea di vivere a fianco del gruppo armato.
Hamas ha dimostrato di poter imporre il suo predominio su Gaza come fece una volta Arafat su entrambi i territori occupati. Il problema in discussione nel governo israeliano e nella stanza dei bottoni della guerra è se, come Arafat, Hamas può essere colluso con l’occupazione. Si è dimostrato forte, ma può rendersi utile anche ad Israele?

In pratica, questo significherebbe la sottomissione di Hamas piuttosto che il suo annientamento. Mentre Israele sta cercando di potenziare Fatah in Cisgiordania offrendogli una carota, sta utilizzando l’attuale massacro di Gaza come un grosso bastone con cui sottomettere Hamas.

L’obiettivo ultimo di Israele è un’altra tregua che, senza mettere fine all’assedio israeliano di Gaza, fermi solamente il lancio di razzi artigianali Qassam verso Israele, perché quei razzi artigianli insignificanti di fronte alla potenza militare del terzo esercito del mondo, stanno diventando un simbolo della resistenza palestinese e presto(con la vicinanza della scadenza del mandato di Abbas) porebberò portare alla estensione del potere di Hamas anche alla Cis-Giordania, insomma; gli vogliono qualcosa come il cessate il fuoco di sei mesi fa che è appena terminato, ma a condizioni ancor più favorevoli ad Israele.

L’assedio selvaggio applicato da Israele che per molti mesi ha privato la popolazione di Gaza di beni essenziali ha fallito il suo scopo. Piuttosto, Hamas si è rapidamente interessato ai tunnel per il contrabbando che sono diventati un’ancora di salvezza per gli abitanti. I tunnel hanno aumentato, in egual misura, le finanze e la popolarità di Hamas ed hanno fatto capire agli israeliani che Gaza e Hamas sono il punto di lancio della resistenza palestinese.

Non dovrebbe costituire una sorpresa il fatto che Israele non si sia solo preoccupato di colpire la leadership di Hamas e che invece ha bombardato Gaza, colpendola in ogni sua parte ivi compreso i tunnel come anche la case , e che ha ucciso un numero considerevole di poliziotti, i garanti della legge e dell’ordine a Gaza come anche donne e bambini come semplici abitanti di Gaza.
Le ultime voci indicano che Israele sta ora progettando di estendere i bombardamenti aerei alle organizzazione di assistenza di Hamas, gli enti benefici che sono la base della sua popolarità cioé alle scuole, mense, ospedali, orfanotrofi ed altro .
La campagna aerea sta attaccando la possibilità di Hamas di ricoprire realmente il ruolo di governante di Gaza, gli israeliani stanno cercando di indebolire le basi del potere politico di Hamas quindi, l’attacco non è per distruggere Hamas militarmente ma per indebolirlo in patria e per renderlo incapace di sostenere ancora la resistenza nonché l’assistenza ai palestinesi sotto assedio.

A quanto pare Israele spera di convincere la leadership di Hamas, come ha fatto per diverso tempo con Arafat, che i suoi interessi più importanti saranno raggiunti collaborando con Israele. Il messaggio è: lasciate perdere il vostro mandato popolare di resistere all’occupazione e concentratevi invece sul rimanere al potere, magari con il nostro aiuto che consiste in non attaccarvi come aviene con il presidente palestinese Abu Abbas che si trova in Cis-Giordania.

Nelle nebbie di guerra, gli eventi potrebbero ancora intensificarsi a tal punto che una pericolosa invasione di terra non potrà essere evitata, specialmente se Hamas continuerà a sparare razzi su Israele. Ma qualunque cosa accada, è quasi certo che alla fine Israele e Hamas diranno di sì ad un altro cessate il fuoco.

Il problema sarà se nel farlo Hamas, come Arafat in precedenza, perderà di vista il suo compito principale, quello di obbligare Israele a porre fine alla sua occupazione.
 
Si tratta quindi di una guerra imposta dalle forze occupanti(Israele) alla resistenza palestinese che con Hamas esprime l’ultimo suo baluardo.

Jonathan Cook*

Fonte: http://globalresearch.ca/
Link: http://globalresearch.ca/index.php?...
1.01.2009

*è uno scrittore e giornalista e vive a Nazareth, in Israele. Il suo ultimo libro è “Disappearing Palestine: Israel’s Experiments in Human Despair” (Zed Books). Il suo sito web è www.jkcook.net

Commenti all'articolo

  • Di Rocco Pellegrini (---.---.---.2) 5 gennaio 2009 11:27
    Rocco Pellegrini

    vergognoso articolo filoiraniano pieno di falsità e di assurdità.
    Come puoi ben vedere Israele ha iniziato l’operazione di terra ed è penetrato a fondo nella striscia di Gaza.
    Hamas è un’organizzazione terrorista ed antisemita ed i palestinesi dovrebbero cercre di prendere le distanze da un gruppo che porta la piena responsabilità della tragedia che li sta colpendo..... 

    • Di Truman Burbank (---.---.---.119) 5 gennaio 2009 23:02

      1) Se ci sono falsità segnalale.
      2) Non esiste una convenzione ufficialmente accettata su cosa sia terrorismo (alcuni importanti stati si sono opposti ogni volta che si voleva arrivare ad una risoluzione), sono invece abbastanza accettati i concetti di elezioni regolari ed Hamas ha vinto a Gaza elezioni certificate da osservatori internazionali.
      3) Il termine "antisemita" è un concetto autoreferenziale, esso solitamente parla della persona che lo sta usando, non di chi è oggetto del discorso. Mi spiego meglio: un ufficiale della marina militare tende a dividere il mondo in marinai e civili, un dottore organizza il mondo in dottori e pazienti, un italiano spesso considera italiani e stranieri, un padano potrebbe considerare i padani ed i non-padani (terroni e affini?), insomma le categorie usate da una persona indicano la sua visione del mondo. Se il termine "antisemita" è usato da un ebreo esso ha ancora senso, ma se chi lo usa non è ebreo il suo uso indica che egli è schiavo o servo di un sistema di pensiero impostato da altri per i propri fini.
      4) Credo i palestinesi possano decidere da soli, ma questo cambia poco il discorso precedente.

  • Di max (---.---.---.238) 5 gennaio 2009 17:55

    hamas può essere stato eletto dalla maggioranza del popolo palestinese, ma è un’organizzazione terroristica che lancia missili su un paese vicino e che utilizza kamikaze pieni di esplosivo. vedi te se è il caso di invocare le leggi democratiche...

  • Di Truman Burbank (---.---.---.119) 5 gennaio 2009 22:38

    Ottimo articolo, che chiarisce fin dall’inizio come Hamas sia semplicemente il partito di governo in Palestina e per questo sia bersaglio della pulizia etnica dei nazisti. Forse pecca un po’ di ottimismo. Troppo spesso il crimine paga ed i nazisionisti hanno un imponente apparato di propaganda alle loro spalle, che copre regolarmente i loro crimini.

    Va notata la strategia selettiva usata dai nazisti nella loro pulizia etnica: colpire soprattutto i capi, uccidendo chiunque osi alzare la testa, in modo da ottenere un branco di pecore pronte per il macello. Per lungo tempo questa strategia funzionò in Sudafrica, applicata dalla minoranza bianca sulla maggioranza nera. In modo più raffinato viene replicata dai sionisti, anche con l’invio di SMS terroristi ai palestinesi. Ma alla lunga i boia del sudafrica dovettero cedere. Lo stesso potrebbe succedere in Palestina, ma bisogna resistere ad ogni costo.

    L’invasione di terra a Gaza potrebbe essere l’inizio della fine per quell’insulto al diritto internazionale che è l’entità sionista, se la guerra dura a lungo.

  • Di reza (---.---.---.38) 5 gennaio 2009 22:51


    Jonathan Cook non è filo iraniano ma un ebreo scrittore israeliano e giornalista che vive a Nazareth in Israele.
    Siete cosi stupidi che non guardate nemmeno bene chi è autore dell’articolo che ho voluto pubblicare qui perché sapete che siete perdenti se , come ben si nota, siete filo israeliani o altro, ma comunque dalla parte del torto ?
    E’ allora cé ancora speranza per voi, ma questo è un altro discorso.

    E poi, Israele sarà penetrato nel angolo più buio della sua storia verognosa pieno di crimini contro umanità invece che nel "profondo di Gaza" dove quei terroristi di Tshal non avranno mai le palle per entrare.
    Nella notte tra sabato e domenica scorsi ci hanno provato ma ben 31 terroristi israeliani sono stati uccisi perché non si trovavano a 1o mila piedi ma sulla terra palestinese e li ci vuole corraggio per entrare, oltre 90 di questi terroristi sono stati gravemente feriti e ben 3 (1-2-3 per chi non sa contare) terroristi israeliani sono stati fatti prigioniero da Hamas tra cui un assassino con gradi di colonello del reparto di Golan .
    La notizia di "combattimenti casa per casa" è assolutamente falso ed è opera di Memri e di Debka che sono organi di disinformazione del mussad dai quali i media e i giornali occcidentali hanno ordine tassativa di prendere le notizie su tutto ciò che accade nel medioriente e non altrove.
    Che i sionisti siano razzisti e peggio dei nazisti si era capito, ma pian pianino la gente capirà che i sionisti e i filo sionisti sono contro la libertà e contro la democrazia.
    Questo è dimostrato dai fatti e non dalle mie parole.
    Questa notte probabilmente i terroristi israeliani ci riporveranno con qualche altro disperato tentativo ma ogni loro mossa finirà solo ad approffondare di più Israele nel pozzo senza fondo in cui si trova perché sono solo dei colgioni che non hanno capito che di fronte loro non cé un esercito che combatte ma un intero popolo; quello glorioso ed eroico che è il Popolo paletinese.
    Pensate un’pò quale sarà il grado di gloria e dell’eroismo che gli abitanti di Israele potranno raggiungere se davvero si adoperano per una pace coi paletinesi !
    Non sarà che siete vittime della vostra stessa propaganda !?!
    Non sarà che alla fine chi usa l’inganno come metodo di propria affermazione resta vittima del propria inganno come accadde a Bush !?!
    Ma non illudetevi cioé, lo potete anche fare poiché dai vostri commenti si capisce che siete solo degli stolti senza speranza di salvezza, ma cercate di lasciarvi un spiraglio di speranza restando leali se vi è possibile !!!
    Questa guerra non è la fine della storia. Non certo per i palestinesi e meno che meno per Hamasa. Anzi, ne è solo l’inizio. Dipenderà anche da quei altri poveracci che vivono dall’altra parte sotto l’effetto dell’inganno dei loro governanti, ma non è la fine della storia né per loro né per i paletinesi, se essi accettano che tutti insieme di quella gente che vive in quella terra bruciata dall’odio, sono degli esseri umani con eguali diritti e eguali doveri , uno verso altro e tutti loro verso l’umanità, come tutta l’umanità verso loro. 
    I generali dell’esercito dei terroristi israeliani lo sanno, i leader criminali israeliani lo sanno, lo sa ogni esperto di Medio Oriente che l’Hamas può prendere il controllo della Cisgiordania nel giro di poche ore.
    Quindi non illudetevi che il detto "se poi ci sarà il fuoco dell’inferno ci tocccherà solo per pochi giorni perché siamo il popolo scelto" possa funzionare sulla terra, se pensa cosi si è fanatici ragazzi!!!
    Se accusate gli altri del "fanatismo religioso", prima o poi toccherà anche a voi di essere vittima delle vostre stesse accuse.
    Certo, di fatto l’Autorità palestinese e Fatah controllano per ora la Cisgiordania, ma questo solo grazie alle forze israeliane. Una volta presa la Cisgiordania, la numerosa popolazione israeliana del centro sarà in balia di Hamas. Per chi non lo capisca, sarebbe la fine dell’Israele ebraico. Potrà accadere oggi, potrà accadere domani, non è una questione di “se” ma di “quando”. Poiché Israele non riuscirà a distruggere Hamasa ma lo rafforza in modo incredibile. Allora tutto Israele sarà sotto il tiro dell’Hamas e dell’Hezbollah e quindi, o Israele fa la pace con questi due suoi veri antagonisti, o la società israeliana crollerà e Mahmood abbas non ci potrà fare niente, come non potrà nessun’altro leader politico del mondo.
    Nessuno mi potrà mai convincere che come se fosse una partita di calcio devo fare il tifo per solo una parte e malgrado la netta stretta della propaganda sionista sull’informazione in tutto l’occidente, non potete far passare nemmeno le parole di un israeliano che non lo pensa come i nazisti che danno l’ordine di bormardare donne e bambini di GAZA ?
    Non mi diverte vedere che due popoli si annientino a vicenda, non mi diverte vedere l’ingiustizia chi che né sia vittima, ma gli orrori di Israele non li potete cancellare con la propaganda
    .
    La punizione collettiva di Hitler contro il ghetto ebraico di Varsavia di ieri e l’attacco vile di Israele di oggi alla popolazione civile di Gaza sono la stessa identica cosa: crimini contro l’umanità.

  • Di AMALIA (---.---.---.145) 17 gennaio 2009 23:49

    visitate queste site e mettetevi al posto della gente civile di GAZA
    http://www.zshare.net/video/53615165ce62d17b

    http://www.elfarra.org/gallery/gaza.htm <http://www.elfarra.org/gallery/gaza.htm>
    Maisara- Gaza

     
    NO ALLA GUERRA .....I BAMBINI E LA GENTE CEVILE CHE PAGA 

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