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I costi della Chiesa. Il ministro piange, noi pure... il prete no.

 

Durante la presentazione della manovra finanziara il ministro Elsa Fornero ha avuto un "toccante" momento di commozione mentre parlava dei tagli riguardo le pensioni con un conseguente pianto che ha toccato nel profondo i nostri animi.

Se però il ministro piange noi non saremo da meno perché è proprio il pianto che ci aspetta una volta vista la manovra attuata da Monti & co, dal ritorno dell'ICI (adesso IMU) all'aumento dell'IVA (dal recente 21% al 23%) a partire dalla seconda metà del 2012.

Noi poveri mortali non competenti in questa materia, nella nostra incompetenza, possiamo però facilemente comprendere che chi ha di più dovrebbe pagare di più, e invece si vanno a toccare sempre i poveri contro ogni logica.

Ma nel paese dove 'l sì sona, la logica corrisponde all'illogica e quindi a pagare sono sempre gli stessi; sinceramente mi sento di poter dare un consiglio ai vari ministri per prevenire altri pianti: che ne dite se cominciassimo a toccare qualche pensione d'oro,qualche stipendio milionario e perché no cominciassimo a far pagare qualche tassa alla Chiesa Cattolica?

Si avete capito bene, alla Chiesa Cattolica. La suddetta non paga alcuna tassa o imposta anzi è agevolata da sgravi fiscali e finanziamenti pubblici molto consistenti (di gran lunga superiori a quelli verso la scuola pubblica o i disoccupati o i disagiati) che naturalemente sono composti dalle tasse che tutti noi, credenti e non, paghiamo di tasca nostra.

Per chi non lo sapesse l'UAAR (Unione Atei Agnostici Razionali) ha realizzato una valida inchiesta sui costi della chiesa cattolica rintracciabile sul sito I costi della Chiesa. L'analisi fornisce dati supportati da documenti e prove che testimoniano quanto la Chiesa Cattolica guadagna (perché di guadagno si parla) dalle nostre tasse.

Naturalmente non si chiede di pagare l'ICI (o IMU) sulle parrocchie perché in quanto luogo di culto devono essere libere, ma si chiede di pagare le tasse sulle migliaia di proprietà e aziende che la chiesa cattolica possiede sul suolo italiano.

Per fare un esempio: se un libero cittadino apre un albergo dovrà, come è giusto che faccia, pagare tasse su tasse; se un religioso apre una qualsiasi attività non pagherà alcuna tassa perché sicuramente sarà definito come "luogo di culto". Luogo di culto sì, ma del "Dio Denaro".

Questo articolo è stato pubblicato qui

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