• sabato 26 maggio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
  Home page > Attualità > Società > "I cervelli non fuggono dall’Italia, si tratta solo di mobilità della (...)
di Riflessioni Urbane (sito) venerdì 18 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(4 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

"I cervelli non fuggono dall’Italia, si tratta solo di mobilità della ricerca"

Quella che in Italia è ancora un sogno, ed ancora lo sarà, all'estero è già una realtà.

E’ difficile non commentare un articolo sì fatto dal titolo “Nessuna fuga di cervelli dall’Italia. E’ la normale mobilità della ricerca”, è eloquente già di suo. A detta del nostro ex Ministro della Salute Ferruccio Fazio, oserei dire quasi indignato da certe leggende metropolitane che ruotano attorno alla casta dei Ricercatori, bisogna smetterla di dire che c’è una fuga di cervelli italiani all’estero: “Oggi in Italia non abbiamo un’emorragia di cervelli - dice - ma una fisiologica scelta dell’estero per i ricercatori”.

Questa affermazione suscita in me qualche dubbio in merito alla conoscenza, da parte del nostro ex Ministro, di quanti ricercatori - forse consiglierei a Fazio di usare indici statistici a riguardo - scelgano “fisiologicamente” di lasciare il proprio Paese - qui invece farei una correzione “lessicale” considerato che, nella vastità della parola “Paese” piccoli particolari, o meglio ancora inezie, quali famiglia, affetti, amici, insomma un po’ la vita del singolo individuo, si diluiscano terribilmente - e di quanti invece sono indotti a farlo rebus sic stantibus.

A quanto pare però per Fazio si tratta di meri particolari che sicuramente agli occhi dei lettori, incantati da un sì perfetto discorso sofistico, rimangono celati. Non solo. Nell’articolo viene anche sottolineato che i ricercatori non vanno all’estero a scopo di lucro, ma spinti unicamente ad ottenere quel ruolo tanto desiderato, promesso in Italia, ma che in effetti non è mai esistito.

La responsabilità del malcontento dei ricercatori è quindi imputabile solo agli stessi ricercatori ignari, fino ad ora, che “l’età media di un ricercatore è di 7 anni: una professione che non si può fare per tutta la vita”. Difatti aggiunge l'ex Ministro: “Per questo servono delle regole chiare, in modo che i ragazzi sappiano cosa li aspetta e quale potrà essere il loro percorso professionale”.

Mi viene da pensare allora che, per le generazioni future, vogliose di intraprendere questo lavoro, il messaggio è chiaro: “Ragazzi, abbiate un piano B di riserva perché dopo 7 anni il gioco finisce; per tutti voi altri ricercatori che avete ormai scelto questa strada, non vi rimane che “fisiologicamente” andare all’estero“.

La domanda che farei all'ex Ministro è la seguente: “Sig. Ministro, la Regola dei 7 anni vige solo in Italia, considerato che all’estero ci sono ricercatori che si nutrono di sapere per tutta la vita, retribuiti dignitosamente e per i quali, dopo 7 anni, non suona nessun campanello d’allarme?”. La Regola dei 7 anni é nata unicamente per fronteggiare una fila, ormai indecente, di ricercatori precari italiani tutte vittime di false promesse?

Tuttavia mi rincuora sapere che ai suoi occhi siamo “una risorsa importante”. In effetti a pensarci bene i ricercatori italiani possono ritenersi fortunati perché non sono stati abbandonati completamente a se stessi come i ricercatori cinesi mandati in Usa senza problemi. Al contrario Fazio ha concluso dicendo: “Stiamo cercando di tenerli collegati con l’Italia con varie attività e progetti, anziché farli tornare”.

Questa affermazione non può che essere estremamente rassicurante per chi, come me, é stata indotta fisiologicamente a lasciare il proprio Paese per inseguire quello che in Italia è ancora un sogno, ed ancora lo sarà, ma che all’estero è realtà: la Ricerca.

(di Giorgia)  

 

LEGGI ANCHE: "La fuga dei cervelli all'estero"

  

Casa originale di questo articolo
di Riflessioni Urbane (sito) venerdì 18 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(4 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità


Pubblicità

Sondaggio

Sei favorevole alla possibilità che una coppia omosessuale adotti dei bambini?


Voter

Palmares

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.