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High School Musical: fenomeno di massa inspiegabile e baratro del cinema?

Sì. Era una domanda retorica...Mi sono introdotta ad una pomeridiana per spiare l’antropologica visione della moda tredicenne di oggi, e anche più giovane considerando i bambini presenti...Sono uscita con un occhio vitreo e pulsante e un brivido freddo lungo la schiena. E’ questo il futuro?

Partendo dalla classifica affidabilissima pubblicata dal New York Times sui film più visti, dopo essermi ripresa dal successo tremendo e spaventoso del film sul chihuahua, la seconda cosa più scioccante che si può constatare è la presenza del terzo capitolo di High school musical. Mi sono informata a dovere e grazie a dei biglietti gratuiti mi sono lanciata nella marea di mamme e bambini in un teatro della mia città per assistere al Musical. Era da tempo che mi incuriosiva il fenomeno, che non è culturalmente confortante come la diffusione di Harry Potter che quantomeno spinge i bambini alla lettura oltre che ad avvicinarsi al cinema.

Il tema, a quanto pare, vede coinvolta una scuola americana che propone la sua eterna squadra di basket con il suo piccolo playmaker e una nuova alunna cervellona entrambi con la passione per il musical e il canto. Ahimé però, la società americana del "vinci sempre, impegnati di più" li confina uno in un gruppo sportivo, l’altra nel club di scienze costringendoli così ad aderire ad un entourage ben definito trascurando la loro vera passione. Sì perchè come ben sappiamo in ogni liceo oltreoceano e anche qui da noi ci sono delle aggregazioni a seconda dell’orientamento stilistico (alternativi, skater, patiti delle griffe), sportivo (basket, baseball, football, calcio), culturale (scacchi, scienza, matematica, informatica). Inutile stupirsi dell’incanalamento e della pressione a cui il bambino è sottoposto dovendo far parte perforza di uno di questi gruppi che lo convincono che prendendo parte a uno di questi il suo futuro sarà già definito. Non poteva mancare inoltre la figura della vipera carina a cui tutti vogliono assomigliare, che sfoggia il nome di una razza di cane dal pelo elettrizzato (Sharpay), ma che domina la scuola come se fosse sua, costringendo il resto dei ragazzi a seguirla come farebbero delle pecorelle in cerca del gregge perduto. State avendo dei ricordi grazie a Grease? Bravi,in effetti gli elementi ci sono eccome.

Chiaramente il messaggio morale del musical, delle pellicole in sala e del film per la tv High School Musical, nato su Disney Channel, si rivolge all’integrazione. Se sei un ragazzino a cui piace ballare e cantare anche se sei nato per fare altro non è detto che tu non possa esprimerti in entrambe le cose, coltivando la tua individualità.
Detto questo, mi concentrerei sul musical in se che a Torino è stato messo in scena dalla compagnia della Rancia una delle più famose compagnie in Italia, che porta nei teatri successi come A Chorus Line, Jesus Christ Superstar, Grease. Non mi posso certo esprimere per quanto riguarda gli altri spettacoli, ma la versione proposta di High School Musical, considerando le attenuanti del "è creato per i bambini" e "il cast è davvero intonato", risulta quantomeno imbarazzante. Testo incredibilmente fastidioso, arrangiamento dei pezzi noioso senza considerare che sono impietosamente tradotti e anche malino, recitazione sopra le righe e sempre con la classica voce da attore impostato, anche se quindicenne o giù di lì. In tutto si salvano giusto un paio di attori/ballerini. Uno interpreta praticamente solo un bruco, ma molto bene se non altro, e l’altro l’amico della sciantosa Sharpay con la chiara passione per Liza Minnelli e un talento innato per la danza (sono ancora molto invidiosa della sua spaccata).



L’attore è tale quando la recitazione risulta impalpabile, di norma non ci si dovrebbe accorgere che chi è sul palco recita una parte. Questo purtroppo non avviene con i protagonisti, dotati di voce anzichenò, ma Jacopo Sarno (Troy Bolton) ride di diaframma come il peggiore dei lord inglesi dell’ottocento tanto da farti storcere il naso, Denise Faro (Gabriella Montez) ha l’espressione di Bernadette per tutta la durata dello spettacolo con il leggero e urticante surplus della voce di Barbie principessa delle fate. O Barbie raperonzolo fate voi.

La chiave di volta però è il pubblico che si reca a questi spettacoli, il vero interesse antropologico di assistere ad una pomeridiana, anche se non ti convince, sta nell’osservare le persone che la affollano. Ogni bambino ha la sua moda passeggera personale, ognuno di noi ai suoi tempi aveva qualcosa per cui dimostrava un interesse spasmodico per un anno per poi disinteressarsene l’anno dopo. Ma questo fenomeno ha dato vita a bambine con spalle scoperte, minigonne, stivali e cinture, alcune madri con gonne a scacchi, tinte di due colori, tacchi 13. Come l’età dei loro figli a cui vorrebbero ancora assomigliare. Il dato sconfortante non è l’emulazione, ma il GENERE di emulazione. Quella che porta una bambina di cinque anni a sfoggiare la pancia, muovere il bacino come se ballasse la lambada e appoggiarsi sul fianco portando la manina alla vita, come le donne super truccate dei bassifondi di Los Angeles, che parlano con il dito spianato muovendo il busto. Cosa si sente dopo aver assistito al fenomeno di massa dell’anno? Terrore. Come dopo un film di Dario Argento dei vecchi tempi, davvero i modelli sono cambiati così tanto? E io che speravo nel ritorno della Carrà come ispirazione di classe e monumentalità...
La domanda del secolo, meglio le spalline o le bambine investite dagli ormoni a otto anni? Io la risposta la so.

Commenti all'articolo

  • Di Elena Paciello (---.---.---.78) 10 novembre 2008 16:42

    Come sempre, ironica e mai di cattivo gusto. Ottimo commento, ottimo spirito.

  • Di virginia (---.---.---.96) 11 novembre 2008 16:50

    Brava Cafènoir (o Ambra)

    E’ da qualche tempo che anch’io inorridisco nel vedere bambine vestite come tante Barbie da operetta e bambini con pantaloni vita bassa come portano i loro amichetti più grandi.
    Sono davvero esterrefatta da quello che racconti. A me è bastato dare un’occhiata al High School Musical n.2 che è andato in onda su Canale 6 di Mediaset, per scappare disgustata.
    Ma che ci vogliamo fare più che scandalizzarci? Possiamo denunciare l’orrore ogni volta che ci capita di imbatterci. Quanto sono più carine le bimbe con abitino da bambine, scarpette da bambine e cappellucci da bambine...

    • Di Cafenoir (---.---.---.108) 11 novembre 2008 17:25
      Ambra Zamuner

      Grazie Virginia... in effetti più che inorridire... però ti racconto un aneddoto: ieri ho sentito mia cugina che per il suo compleanno va a vedere high school musical 3 al cinema. Ho una serpe in senooo, che ci posso fare? Ha 12 anni, già che non si vesta come una pazza mi è di conforto... e che consideri il musical riadattato "brutto" mi fa sperare ahhaah, come sono crudeli e poco diplomatici a volte i bambini... mi rimane sperare che le passi..Ecco gli adulti però proprio non li capisco...soprattutto i genitori, adulti.

  • Di gloria esposito (---.---.---.144) 11 novembre 2008 19:12

    cara cafenoir,
    mi piace davvero la tua sensibiltà:l’ho notata l’altro giorno quando si dibatteva su obama e tu hai cercato di calmierare gli animi per evitare di far scadere la discussione(mission impossible con certa gente)
    Detto cio’ ,vorrei contribuire al tuo scritto:quando andavo alle elementari erano in voga le "zeppe",quei tacconi orribili e chi oltre a non portarli era anche disinterassata a "sailor moon" ,il cartone animato di moda all’epoca, era una sfigata e quindi immediatamente emarginata perchè "non abbastanza grande".Cambiano i tempi e magari i bambini di adesso sono ancora peggio di quelli di allora, ma il dato reale è che l’omologazione c’è sempre stata e sempre ci sarà e chi avrà il coraggio di essere diversa dovrà soffrire un bel po’ prima di essere accettata(a me è capitato in prima persona).E non tutti vogliono pagarne il prezzo.High school musical e il suo successo ne sono la prova.
    ciao e grazie per lo spunto.
    Gloria

    • Di cafenoir (---.---.---.108) 11 novembre 2008 19:31

      Ti ringrazio, uno ci prova sempre... personalmente sopporto poco chi urla tanto senza dire nulla e in giro di gente così ce n’è abbastanza sbattuta anche su ogni canale nazionale...
      Sì è vero l’epoca delle zeppe me la ricordo, e i gruppi sono ben mostrati anche in questo film disney per far poi passare il messaggio morale che se hai qualche ispirazione personale non vuol dire che devi essere rigettato dalla società, in questo caso dalla piccola società della scuola, ma non credo che quello che passi sia proprio il messaggio morale ahimè. Passa più la moda della gonnellina, dell’atteggiarsi... ieri sera hanno dato Grease su italia1 e mi sono ricordata che io ballavo e ascoltavo le canzoni, che erano belle, mica ci pensavo a vestirmi di pelle e a mettermi il tacco rosso 12...è vero che i tempi cambiano...ma un po’ di trincee con i sacchi di sabbia non andrebbero costruite? Così per evitare che tuo figlio diventi una specie di strano freak...poi c’è di mezzo anche la componente sessuale che comunque ora inizia prima a manifestarsi.Se pensiamo ad esempio che Sailor Moon era creata come eroina sexy con la divisa dai giapponesi che son deviati sull’argomento, ma da noi passava giusto la zeppa, o il codino tondo...
      Eppure per quanto il mondo sia cambiato i figli li crescono ancora i genitori...Io solo ora mi sono accorta che quando Pollon urlava "sembra talco ma non è serve a darti l’allegria" non si riferiva alla farina e poteva essere frainteso...ma chi ci pensava allora!
      Il discorso della crudeltà poi ci sta tutto, ancora oggi se un tuo compagno non ha il vestitino o il jeansino firmato è un pezzente, non so voi ma io a riguardare le foto delle medie mi chiedo cos’avessi in testa.. con la differenza che nessuno me lo faceva pesare...e i miei compagni non erano certo Coco Chanel in quanto ad eleganza...l’integrazione non dovrebbe avere età...

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