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#HashtagCheAmo: il prof. Beccarelli risveglia la cultura sui social

Ad oggi Twitter è uno dei massimi canali per la diffusione delle informazioni. Grazie ad esso circolano in tutto il mondo a suon di cinguettii le notizie più disparate. Si può twittare tra amici, ma anche ai politici, alle star, e persino al papa. In questo turbinio di informazioni virtuali che ha risucchiato tutti gli abitanti del globo, sembra che la sezione “Cultura” sia stata ahimè lasciata nell'ombra. Per fortuna ci ha pensato un professore della provincia di Parma a risvegliare l'interesse degli italiani. Massimo Beccarelli, docente di Lettere e consigliere della Biblioteca “Manara” di Borgotaro, ha dimostrato che, forse, gli abitanti del Bel Paese non hanno ancora messo i libri nel dimenticatoio. La scorsa estate ha infatti lanciato una serie di “parole chiave” culturali, come #classicidaleggere, #bibliotecaideale e #iversicheamo, che hanno scalato la vetta degli hastag più letti dagli italiani. Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con lui e porgli alcune domande per capire la genesi di questo fenomeno virtuale.

 

1) Come è nata l'idea di creare degli hashtag sui libri?

L'idea mi è venuta seguendo l'hashtag #Leucò, promosso dalla Fondazione Cesare Pavese, che era nato per riscrivere “Dialoghi con Leucò” sotto forma di tweet. Era però un lavoro complesso, e mi sono chiesto se non fosse possibile pensare a qualcosa di più popolare. Così ho lanciato #iversicheamo, per citare poeti e poesie famose e condividerle con altri. E' stato però #classicidaleggere, lanciato nell'estate scorsa, ad avere il maggior successo, e a raggiungere per due volte il primo posto negli argomenti di tendenza in Italia, ad agosto 2013 e a gennaio 2014.

 

2) Si aspettava di avere un riscontro così forte?

No, non l'avrei mai pensato. Considerate che di #classicidaleggere hanno parlato anche “Panorama” e il “Corriere della Sera”. E' bello vedere che ci sono ancora tanti appassionati della lettura, che amano scambiarsi pareri, opinioni, impressioni sui libri letti. Credevo inoltre che sarebbe stato un fenomeno passeggero, invece, anche recentemente, nel mese di marzo, un altro mio hashtag dedicato ai libri, #bibliotecaideale, ha raggiunto i primi posti delle tendenze. In quel caso ne ha parlato anche “Vanity Fair”.

 

3) Come fa a gestire tutti i contatti su Twitter durante i periodi in cui vengono lanciati gli hashtag? Fa da solo o la aiuta qualcuno?

In effetti può sembrare strano, pur avendo ormai oltre 6500 follower, ma il mio account l'ho sempre gestito da solo. E' una cosa piuttosto impegnativa e, non a caso, i momenti di maggior successo dei miei hashtag sono coincisi con i momenti in cui avevo più tempo a disposizione, come le vacanze estive, il periodo natalizio o quello pasquale.

 

4) Ci sono state critiche da parte di qualcuno visto che oggi viene fatta polemica su qualsiasi argomento?

No, a parte rarissimi casi, ho sempre ricevuto parole di apprezzamento e sono stato invitato a proseguire.

 

5) Da questa esperienza è trasparito se i tablet stanno soppiantando il cartaceo o se si stanno solo affiancando ad esso?

Mi sembra che i due supporti ancora convivano. Molti si dichiarano estimatori del libro cartaceo, ma quasi altrettanti lodano i vantaggi dell'ebook.

 

6) Dato il successo, le case editrici sono in qualche modo intervenute per orientarsi sui gusti del pubblico?

Alcune case editrici, come Rizzoli, Utet, Giunti, hanno partecipato, con i loro account, ai miei hashtag. L'impressione è che seguano con attenzione questi fenomeni per capire cosa interessa ai lettori.

 

7) Pensa di continuare?

Certo, mi piace pensare che sui social network si possa fare anche cultura. Inoltre questo, per me, è un hobby e una passione.

 

E allora non dobbiamo far altro che collegarci ed aspettare il prossimo cinguettio per scoprire di più sul mondo dei libri e della cultura. Potete seguire Massimo Beccarelli @mbeccarelli su Twitter per essere sempre aggiornati sugli hashtag di nuova tendenza, e leggere il suo blog, dove troverete altre interessanti pillole culturali. Buon Tweet a tutti e un Grazie con la G maiuscola al Professor Beccarelli per aver lanciato questa nuova ed interessante tendenza.

 

 

Fonte: Wikimedia

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