
“Non è questa la conoscenza; conoscenza è un sentiero che ha un cuore”, queste parole segneranno la strada da seguire. Dopo tutta una serie di circostanze strane molto strane avviene l’incontro determinante: siamo all’isola di Simi In Grecia, Grazia si sveglia di notte con la sensazione di essere in alto sotto una cupola luminosa. Guardando in giù vede il suo corpo steso sul letto e vede il suo corpo vecchio e raggrinzito, poi una voce le parla dentro: "non puoi combattere da sola le forze del male, devi chiedere aiuto, colui che sa come si combatte il male è qui”. Grazia Francescato poi si ritrova nel corpo come se provenisse da un altro universo. La mattina dopo la Francescato sa che non si è trattato di un sogno e apprende da Rea, colei che l’ha invitata, e che aveva conosciuto a S’ Miguel nelle Azzorre, altra coincidenza, che nell’isola tutti avevano visioni profethiche e che al porto c’era addirittura un Pope che decifrava I sogni.
Tornata in Italia quel gioco tra lei e l’arcangelo fatto di segni ritrovamenti coincidenze, illuminazioni continuava sempre, uno dei segnali più suggestivi si ebbe in Puglia, si era recata come Presidente del WWF e i rappresentanti locali dell’associazione le proposero di fare una passeggiata a vedere la neve nella meravigliosa foresta umbra. Giunti lì, racconta Grazia Francescato, ”ad una svolta della strada mi fu indicato una traccia scura, appena visibile nella neve e mi fu detto che quello era il sentiero che un tempo percorrevano i Sammechelere nel loro pellegrinaggio verso Monte Sant’Angelo... Mi informai curiosa di sapere chi fossero I Sammechelere e venni così a sapere che così venivano chiamati in dialetto pugliese i devoti di San Michele. Sapevo che a Monte Sant’Angelo c’è un santuario famoso, meta di pellegrinaggio da secoli, ma non sapevo che fosse dedicato a San Michele. Un tempo i pellegrini partivano da Vieste, attraversavano a piedi i boschi del Gargano per poi inerpicarsi sul monte fino al santuario.Ciò veniva fatto ogni anno la notte del 29 settembre”. "Dovunque andassi c’era l’irruzione dell’Arcangelo, che con prepotenza e ironia continuava a farmi sentire la sua presenza e il suo invito a muovermi in certe direzioni. San Michele mi ha dato tre messaggi: