L’Onu chiede il ritiro della legge sulle intercettazioni
“Il governo Italiano deve lasciar perdere la legge sulle intercettazioni: se approvata, rischia di minare il godimento della libertà di espressione”, queste parole sono state dette da Frank La Rue relatore speciale delle Nazioni Unite per la libertà d’espressione... e annuncia una missione in Italia, nel 2011, per esaminare il diritto alla libertà di espressione, e alla libertà di stampa.
La Rue si dice “consapevole” che le intenzioni del disegno di legge non vogliono limitare diritti garantiti, che la legge vuole affrontare le “implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy”, ma proprio su questo punto la legge è da rivedere ”non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione”. E invita il governo Italiano a prendere ”in considerazione i rilievi mossi, in particolare da giornalisti e organizzazioni della stampa”, e offre contestualmente “aiuto tecnico” affinché il testo sia conforme agli “standard internazionali dei diritti umani sul diritto alla libertà di espressione”. Le Nazioni Unite si dicono pronte a istituire una missione entro il 2011 per monitorare stabilmente la libertà di stampa.
La nota dell’Onu ricorda pure che chi non è accreditato come giornalista può essere condannato alla reclusione fino a quattro anni: ”Una sanzione così severa - ha sottolineato l’esperto - minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l’Italia è parte”. Continuando poi a parlare della legge dice che “una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere e una sanzione fino a 10mila euro per i giornalisti e 450mila euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato (...) queste disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico, quali la corruzione, data l’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, sottolineata a più riprese dal Consiglio d’Europa”, ha osservato La Rue.
Per il Presidente dei deputati dell’Italia dei valori Massimo Donadi le parole dell’esperto dell’Onu confermano l’inaudità gravità del disegno di legge, dice Donadi: ”Dopo il dipartimento della Giustizia americano, dopo l’Ocse ora persino l’Onu dice che il ddl intercettazioni va abolito (...) una simile concentrazioni di critiche, tutte provenienti da organismi internazionali - sottolinea - non conosce precedenti e si giustifica soltanto con l’inaudita gravità di un provvedimento che è insieme criminogeno e lesivo del fondamentale diritto costituzionale alla libertà di informazione (...) ci domandiamo, cosa aspetti ancora questa maggioranza a prendere atto che, per seguire i deliri senili anti-giudici e anti-stampa di Berlusconi, sta mettendo a rischio la sicurezza e la credibilità del Paese”.