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 Home page > Attualità > Politica > Gli italiani non lo vogliono più

Gli italiani non lo vogliono più

Lo ha lasciato prima la seconda moglie Veronica Lario, poi Gianfranco Fini, la settimana scorsa i milanesi e tra un po’ lo abbandonerà anche Bossi. Il Cavaliere è disperato perché è sempre più solo. Sono lontani i tempi in cui era l’italiano più in vista e più adorato, quello che faceva schizzare l’audience delle trasmissioni con le sue celestiali apparizioni. Un tempo indirizzava e condizionava non solo lo stile di vita e le abitudini degli italiani ma anche i loro credi e le loro idee politiche. A Milano ha visto calare le sue preferenze da oltre 50000 a meno di 28000. Sono numeri elevatissimi ma qualcosa tra il cittadino italiano ed il Presidente Berlusconi si è irrimediabilmente rotto.

I cattolici gli imputano una vita sregolata e troppo lontana dai dettami cristiani. I laici lo vedono come un baciapile ed uno che si ingrazia le sottonane dei cardinali solo per meri tornaconti politici. I liberali si sono accorti che la rivoluzione liberale lungamente promessa sin dal lontano 1994 è uno spot alla “Mediashopping”. Ai socialisti non convince perché in lui non c’è un reale interesse al progresso della società ma solamente un attaccamento morboso al “suo popolo” (che coincide con il suo elettorato). I radicali lo considerano colui che ha accelerato i mali della partitocrazia e della “peste italiana” .

I democratici lo giudicano uno scherzo della democrazia. I repubblicani lo vedano più adatto alla res privata. Per la maggior parte dei costituzionalisti è un dilettante del diritto. Per i padri costituenti rappresenterebbe tutto quello che il nostro paese avrebbe dovuto evitare.

Per i meridionali è troppo sbilanciato a nord, per i Leghisti accontenta troppo spesso “i terroni”.

Per la stampa estera è una macchietta da avanspettacolo, per Muammar Gheddafi è un ex amico, per Putin è ancora per un po' un compagnone. Per Barak Obama è una nullità rispetto a Giorgio Napolitano.

Il presidente della Repubblica cerca di contenerlo, il Presidente della Camera lo osteggia in tutti i modi, il Presidente del Senato lo asseconda come una madre premurosa. La Corte Costituzionale gli cassa le leggi. La Corte di Cassazione si deve pronunciare sui referendum, e se non stoppa quello sul nucleare e sull’acqua gli italiani gli toglieranno il “legittimo impedimento” .

Per i giudici di Milano Berlusconi è un poco di buono, per Ruby un benefattore, per Emilio Fede un perseguitato, per Daniela Santanchè è un malato di cancro (delle procure). Per Noemi è papi, per la Minetti ha il culo flaccido, per Lele Mora è un ottimo p.r, per Comunione e Liberazione non è più affidabile. Per i milanisti non va più votato anche se il loro presidente vince lo scudetto.

Per gli ex di Forzaitalia è scivolato a destra, per Storace è troppo moderato, per gli ex An va bene tutto purché sia (fatto fuori Fini). Per Scajola ha smarrito la bussola. Per i Responsabili non ha abbastanza poltrone. Per Pionati è un disastro.

La maggior parte degli italiani comunque lo ha abbandonato.

Mai come in questo momento Berlusconi è si sente solo. Non si arrende al fatto pero' che la gente non lo vuole più vedere né sentire. Per questo per la settimana che rimane ai ballottaggi di Milano e Napoli ha preparato una serie infinita di presenze in televisione. Cercherà di intrufolarsi come un ospite sgradito nelle case degli italiani per chiedere il loro voto. Continuerà a dire che Pisapia è un comunista dei centri sociali e De Magistris un giudice giacobino, tacciandoli come pericoli per la democrazia non accorgendosi che la vera anomalia di cui gli italiani sono ormai saturi è proprio lui. 

Napoletani e milanesi non mancate il vostro appuntamento con la storia, velo chiede (per favore) la maggioranza degli italiani.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.255) 28 maggio 2011 16:50

    C’è solo un piccolo particolare . Una parte di italiani sono malavitosi conclamati o potenziali ,una buona parte sono evasori fiscali impuniti ,una buona parte hanno un livello intellettuale appena sufficiente per la classificazione della specie ,poi ci sono i ruffiani ,i cortigiani e gli opportunisti per i quali Silvio è una vera risorsa (vedi la Lega) , infine ci sono i politicamente " di destra " che vedono in lui l’uomo forte , il simbolo di una destra reazionaria a tutto tondo.

    Pensi che lo abbandoneranno ? Io non credo proprio .Silvio per tutti questi è come la gallina dalle uova d’oro.
    La soluzione la devono trovare tutti gli altri , quelli che lo vedono come il fumo negli occhi e come un pericolo per la democrazia . E qui sta il vero problema perchè tra un distinguo e l’altro non si riesce a formare un fronte compatto o quantomeno la maggiore delle minoranze .
    Staremo a vedere se è arrivata la volta buona , ma credo che il distacco di questo sfortunato paese da Berlusconi non sarà indolore . Può succedere ancora di tutto.Quindi piano a cantare vittoria.
  • Di pv21 (---.---.---.34) 28 maggio 2011 17:45

    Tagliando >

    Era il 1994 quando la Zanicchi suggeriva di “provare a far governare” l’imprenditore Berlusconi.

    Dopo 17 anni le
    centinaia di miliardi di debiti accumulati dai suoi governi fanno 1/3 dell’intero nostro Debito. Ora la Corte dei Conti avverte che dovremo ridurre il Debito di circa 46 miliardi l’anno, per 3 anni. Non solo.
    Nell’ultimo decennio, dice l’Istat, il ritmo di crescita della nostra economia è stato appena la metà della media europea. Nel 2010 il PIL è fermo al 94,7% di quello del 2007 (ante-crisi) che rivedremo solo dopo il 2014.
    La capacità di spesa delle famiglie si è ridotta di oltre 1300 euro e l’indebitamento medio supera i 20mila euro. Un quarto dei cittadini è a rischio povertà (esclusione) e l’80% dei pensionati (Inps) non arriva a 1000 euro al mese.
    Sono 5 milioni gli italiani senza una regolare occupazione e più di 2 milioni sono i giovani nullafacenti.

    E l’imprenditore Berlusconi? Il suo reddito è quasi quadruplicato, passando dagli 8,6 milioni del 2000 ai 41 del 2010.
    A fine 2009 affermava che eravamo “usciti dalla crisi meglio degli altri”.
    Quella crisi che, ex-ripresa passata a “semi-crescita”, continua a gravare sul paese come Se fosse Stagnazione

  • Di pv21 (---.---.---.34) 28 maggio 2011 17:55

    Ultim’ora >

    Era il 1994 quando la Zanicchi suggeriva di "provare a far governare" l’imprenditore Berlusconi.
    Dopo 17 anni perfino gli imprenditori sentono il "bisogno" di sfilare in corteo.
    Il tempo non cancella le Voci dentro l’Eclissi di uomini esempio di coerenza, rigore, impegno civile ...

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