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Gli assenteisti della Pubblica Ammistrazione

Come sempre accade, tutti si scagliano contro i capri espiatori ma nessuno si chiede il perché di certi fenomeni. Se gli impiegati della PA, acronimo per Pubblica Amministrazione, avessero da smaltire tassativamente un carico di lavoro congruo per le otto ore della loro giornata lavorativa, il fenomeno semplicemente non esisterebbe.

Costringere un individuo a stare ogni santo giorno che dio ci dà per otto ore dietro ad una scrivania senza avere nulla da fare, è una vera e propria tortura psicologica. E’ comprensibile che gli assenteisti additati alla pubblica riprovazione se ne vadano a passeggio. Salvaguardano la propria psiche. Allora di chi è la colpa? dei dirigenti? Anche, ma non solo, la colpa è dei politici che hanno organizzato la macchina burocratica. Si creano uffici che non hanno una seria ragion d’essere, se non per procacciarsi consensi, uffici che potrebbero essere accorpati con altri ecc. A ciò si aggiunge che la burocrazia è una macchina che spesso quando si muove fa danni. Danni seri, impedisce la formazione di nuovi posti di lavoro e ne distrugge molti degli esistenti. Quando al malcapitato che ha in mente di creare una nuova impresa e quindi creare nuovi posti di lavoro gli si chiede una esagerata serie di documenti ognuno dei quali deve essere vagliato da uffici che danno l’ok dopo mesi di tempo, in sostanza si creano ostacoli spesso insormontabili. Tutto ciò ha un costo di tempo e di denaro tale da smorzare ogni entusiasmo. Il danno per il Paese è incalcolabile. Il risultato è declino, fuga all'estero di imprese, imprenditori, lavoratori, capitali.

Il PIL, altro acronimo del cui abuso faremmo volentieri a meno, significa Prodotto Interno Lordo, in parole povere che tutti possano comprendere, non è altro che quanto il Paese produce con il lavoro. Se il PIL è modesto rispetto alle necessità e alle potenzialità del Paese, il debito pubblico sale sia in senso assoluto che in percentuale. In sintesi, è di vitale importanza per l’economia promuovere la crescita e per promuovere la crescita è necessario rimuovere gli ostacoli al lavoro: eccessiva pressione fiscale, burocrazia kafkiana, infrastrutture stradali e informatiche inadeguate, amministrazione della giustizia inefficiente e politicizzata.

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