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Genova, Ponte Morandi | Come vivere sotto una cupa minaccia? Sopra le case deve esserci il cielo, non un’autostrada

Potrebbero non essere necessarie le parole davanti alle fotografie in quanto sono documento veritiero di una realtà vissuta, se non altro durante l'inquadratura e lo scatto. 

E fu così che nel 2012 Michele Guyot Bourg ci presenta su Facebook alcune immagini da lui eseguite a quel mostro della modernità che era il Ponte Morandi: "Nel 2012 ho pubblicato parte di una mia ricerca fotografica effettuata negli anni '80 sull'incidenza negativa dell'autostrada sul quotidiano vivere accanto e sotto questa opera e l'avevo intitolata "VIVERE SOTTO UNA CUPA MINACCIA".

Allora mi era costata circa quattro anni di ricerca tra Nervi e Voltri e nelle vallate Bisagno e Polcevera. All'epoca ha avuto un grande successo in molte città italiane e Circoli privati tranne che a Genova che alle istituzioni non era piaciuta. Chissà perché! Ne ripubblico una parte in questa purtroppo tragica circostanza per ricordare che alla fine dopo quasi quaranta anni non è cambiato niente."

Ma come hanno potuto costruire quella tenaglia enorme sopra l'esistenza di case persone e le loro cose più care? Come? Quale incuria enorme e sfacciata può avere dato permesso allo Stato di vivere in quel modo pericoloso incivile malato?

Chi è Michele Guyot Bourg? E' un non più giovane signore genovese, che "ama la fotografia da sempre ed è a questa che ha affidato il compito di trasmettere il suo modo di vedere e interpretare il mondo che lo circonda Usa il bianco e nero per particolari reportages, ed il colore come sorgente di piacere visivo e contemplazione estetica che soltanto nella musica può trovare il suo analogo. Le sue fotografie sono state esposte in varie parti del mondo: dalla Cina alla Russia, dal Sudafrica alle Americhe e nella quasi totalità nelle nazioni europee.Le riviste “Qui Touring”, “Historia”, “Reflex”, “New Age” hanno pubblicato i suoi servizi fotografici.

E’ stato insignito del “BFI” (benemerito della fotografia italiana) e del “EFIAP” (Excellence de la Federation Internationale de l’Art Photographique) " Ho letto la sua biografia" 

La biografia di questo signore (privo di qualsivoglia atteggiamento arrogante e/o supponente) l'ho tratta da una mostra avvenuta nel novembre 2017 alla galleria delle Arti del centro Sottostrada: "Questa volta la mostra offrirà uno spaccato dalle tinte oscure che rappresenta senza filtri un realtà che riguarda Genova e i genovesi rappresentata meravigliosamente dal fotografo Michele Guyot Bourg dal titolo:“LA TENAGLIA” Vivere nell’ombra di una cupa minaccia.

Enormi pilastri di calcestruzzo, collegati da pesanti solettoni precompressi, gettano ombre cupe sulla nostra città, soffocano come una tenaglia interi rioni di un suburbio sempre più triste e spento. Anche il “mugugno”, sacro diritto concesso ai Liguri da sempre, sembra non avere più fiato: l’ombra ed il frastuono dei viadotti autostradali lo hanno soffocato rendendo obbligatoria la rassegnazione. La sensazione angosciante di questo quadro, o meglio, di questo spaccato di “non vita” genovese, ce lo comunica drammaticamente Michele Guyot Bourg attraverso le sue fotografie.

La mostra, MAI ESPOSTA A GENOVA, resterà in stallo fino al 14 dicembre al CENTRO SOTTOSTRADA, Salita Superiore della Noce n. 41r - San Martino Genova".

Come scrive in un commento alle fotografie di Michele Guyot Bourg, un suo amico FB Marco Fantechi, "Sopra le case deve esserci il cielo, non una autostrada..."

Ringrazio Sandro Tupini, per avermi mandato con un messaggio Facebook il post che aveva condiviso delle sue fotografie, fatte prima di questa ennesima strage italiana.

Doriana Goracci

Commenti all'articolo

  • Di Paolina Pac (---.---.---.141) 17 agosto 2018 22:39

    La cosa particolare è per noi le case... abbracciate al ponte rappresentavano ormai una cosa assolutamente normale e consueta con cui convivere quotidianamente.

    • Di Doriana Goracci (---.---.---.36) 18 agosto 2018 00:07
      Doriana Goracci

      già, un abbraccio mortale che per un soffio non c’è stato. Non so se sarà fatta giustizia ma questo abuso della pazienza altrui, è terribile, e il volto umano delle persone che come in ogni parte del mondo vedono la casa come rifugio e le strade che la circondano come luogo sicuro e conosciuto...cambia. Basta guardare come sorridono al campo di bocce, mentre stendono i panni e sfogliano un album di foto con il mostro dietro che a me sembrano rimanere smorfie di dolore, acuto, buio sordo anche se i sordi e i ciechi sono ben altri. Grazie per il suo commento Paolina

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.177) 18 agosto 2018 08:11
    Doriana Goracci
    Cristian Cecala, era in viaggio verso l’Isola d’Elba con sua moglie, Dawna, e sua figlia, Krystal di 9 anni.L’auto è stata trovata dai vigili del fuoco, nella notte, completamente schiacciata, sotto un grosso blocco di cemento che faceva parte del pilone della struttura crollato nei pressi dell’argine sinistro del Polcevera, anche stramale-detto Ponte Morandi. I morti sono 41 e non sono numeri.

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 19 agosto 2018 12:49

    L’arroganza di costruire strade sulla testa della gente è inacettabile, eppure è accaduto, e non solo in Liguria.

     

    Io vivo a Roma, dove con la costruzione della "tangenziale est" a normali cittadini è successo di trovarsi automobili subito fuori della finestra, sotto o sopra la loro testa. Una di quelle finestre è stata utilizzata dal rag. Fantozzi per prendere al volo un autobus.

     

    Era necessario? forse sì, perchè Roma è cresciuta con una viabilità inacettabile per una metropoli. Forse anche un ponte Morandi era diventato necessario per Genova. La crescita impone di queste necessità.

     

    Ma il principio del diritto a vivere avendo sopra la propria testa il cielo e null’altro (neanche le inacettabili luci che ti cancellano le stelle) è indiscutibile, va affermato e difeso. Come?

     

    La politica deve regolare le scelte e l’economia: al vivere dignitoso si deve dare un valore anche economico, per cui nel costo della costruzione di un ponte sulle case va computato il costo di costruire o acquisire altrove delle case belle, dotate di servizi e con un cielo stellato sulla testa.

     

    Dovrebbe essere perfino superfluo scriverlo, e invece...

     

    GeriSteve

    • Di Doriana Goracci (---.---.---.137) 19 agosto 2018 13:43
      Doriana Goracci
      mi raccontava stamattina un’amica romana che c’è stato in questi giorni un documento credo su Skipe per il ponte della Magliana, molto interessante. Lei è certa che all’epoca chi abitava sotto al ponte Morandi fu indennizzato con il valore della casa stessa...E inoltre so di coppie anche giovani, intervistate al tg che hanno acquistato proprio li sotto la casa, e devono pagare il mutuo, molto recentemente. Sembra sia un problema di tiranti, ma non voiglio neanche iniziare una discussione su questo. Io ne ho scritto perchè queste foto degli anni ’80, ora che Michele Guyot Bourg ha 88 anni, vanno conosciute. A me hanno aperto gli occhi che li tenevo chiusi ogni volta che ci passavo sopra e ho ritenuto che non fosse superfluo farle conoscere , vedere quella realtà da dentro le case con il mostro a un passo, sopra di lato alla testa. Per non parlare di quale aria si respirasse, roba da quartiere Tamburi dell’Ilva.
      Grazie GeriSteve, concordo totalmente su quanto hai scritto. Grazie per averlo fatto.
  • Di Doriana Goracci (---.---.---.137) 19 agosto 2018 13:34
    Doriana Goracci

    ATTENZIONE per chi ha letto il post che ho scritto su Genova, faccio riferimento alla mostra delle foto di Michele Guyot Bourg che è avvenuta a Genova lo scorso anno in novembre al Centro Sottostrada e ormai da tempo chiusa. Mi spiace che alcune persone siano inutilmente andate...speravo che fosse chiaro il riferimento virgolettato che avevo fatto vorrà dire che aggiorno anche direttamente l’articolo. Grazie per la grandissima condivisione che avete avuto

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