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di Monia Badalamenti lunedì 5 luglio 2010 - 0 commento oknotizie
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Generazioni in bilico. Vendesi illusioni per atipici fantasmi

Imperversano le pubblicità su prestiti e mutuo per lavoratori atipici . E sono tutte false.

Sarà capitato a molti di trovarsi tra le mani un opuscolo pubblicitario su prestiti facili e veloci aperti a tutti: dipendenti, autonomi, pensionati e ‘atipici’.

Sulle categorie dei lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato e determinato, sui pensionati, sugli autonomi (con partita iva) per grandi linee è tutto chiaro. Ma esattamente che cosa è un lavoratore atipico?
Andiamo per gradi.
 
Chi sono e quanti sono. Si tratta di ‘collaboratori’ e ‘consulenti’ assunti da aziende grandi e piccole per cui prestano servizio con contratti di collaborazione occasionale, co.co.pro. e incarico professionale, che non prevedono lavoro di tipo subordinato, e per definizione sono ‘autonomi’, con o senza partita iva. In questa categoria si fanno rientrare spesso anche i contratti a tempo determinato (che, comunque godono dei diritti previsti dal CNL e non dovrebbero trovarsi tra gli ‘atipici’, in quanto definiti ‘tipici’ dall’ordinamento italiano e disciplinati dalla legge).
 
Parlando in unica soluzione di ‘precari’ si stima che dal 1992 ad oggi nel nostro paese sono aumentati del 45% e si consideri che già nel 1999 rappresentavano oltre il 57,7% dei nuovi posti di lavoro flessibile, grande novità del mercato del lavoro per gli anni 2000 (rapporto Istat 1999).
 
Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Istat la situazione lavorativa della popolazione italiana per il 2009 non migliora, anzi è in continuo peggioramento e colpisce soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni. Rispetto al 2004 i precari sono aumentati quasi del 17% (fonte: indagine Cgia Mestre 2009). Sono quasi 3000 i giovani inoccupati (che non lavorano e non studiano) e il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato quasi al 25%. Non si parla dei trentenni-quarantenni. E ci auguriamo che il margine d’errore sia davvero basso per queste stime, perché a vivere dentro il paese la situazione si direbbe ancora più grave.
 
Enrico Giovannini, presidente dell’Istat ad una conferenza tenutasi il 26 maggio scorso per la presentazione del Rapporto Annuale (fonte: comunicato stampa Istat) ha detto che le tendenze del momento imporranno ai giovani di oggi “un impegno straordinario e difficilissimo”. Cioè, ha spiegato meglio “da essi dipenderà il nostro futuro”. E, se è vero e giusto che dobbiamo guardare avanti e non farci abbattere dalla recessione, quale futuro ci aspetta se proprio quei giovani da cui dipenderemmo tutti si trovano a fare i conti nelle loro tasche vuote, veri ‘fantasmi’ di questo sistema?
 
La maggior parte di loro, di quelli che hanno la fortuna di lavorare, ha un contratto a progetto, è un atipico. E si mettono pure a ingannarli.
 
Riguardo ai prestiti e mutui per lavoratori atipici, contrariamente a quanto declamato dalle pubblicità, nessuno degli istituti di credito, banche ecc, li eroga se non dietro ‘garante’. In più, per loro, i cosiddetti spread (italiano: oscillazione; specie di interessi sul costo del denaro applicato sui prestiti fiduciari ipotecari) e i tassi di interesse sono più alti per via della precarietà che non garantisce alla banca la sicurezza della restituzione, che pertanto ‘deve’ tutelarsi dall’inadempimento. E se ne tutela ancora con una polizza assicurativa dell’importo superiore a quello del prestito stesso.

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