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 Home page > Attualità > Istruzione > Gelmini: "una mensilità in più ai professori migliori"

Gelmini: "una mensilità in più ai professori migliori"

Pieter Brueghel il vecchio - Land of Cockaigne 1567 dettaglio.


La Gelmini ci prova con l’albero della cuccagna

Ecco l'esercito dei prof, l'un contro l'altro armati. Il prof di ginnastica contro quello di matematica, quello di italiano contro quello di musica. Vale di più intonare bene il DO RE MI o salire sulla pertica?

Disegnare una mela o una poesia a memoria?

Il sogno della Gelmini è quello di dividere gli insegnanti, metterli uno contro l'altro in un'assurda competizione per un pugno di dollari.

Ma che attinenza può avere un simile progetto strampalato e propagandistico con i bisogni della scuola.

Nelle aule ci sono insegnanti che sicuramente hanno bisogno di formazione poiché fanno sempre più fatica a svolgere il loro lavoro.

La capacità di trovare un modo per comunicare con gli studenti, di trovare un'empatia con loro, senza cui non è possibile alcun apprendimento, non si apprende sui libri ma ha bisogno di essere sostenuta da formatori esperti di comunicazione, di rapporti interpersonali, di psicologia.

La scuola sembra ormai una fabbrica dove i lavoratori non sono in cassa integrazione giusto perché la materia prima è sempre lì, ma dove nessuno sa che farne, nessuno riesce a coltivare questa ricchezza, cioè l' intelligenza e la fantasia dei ragazzi, in qualcosa di più di un semplice 5, 6 o 7 che il più delle volte misura il grado di furbizia dei ragazzi nel districarsi dalle piccole trappole delle valutazioni.

La formazione non ha più alcun peso, anzi andando avanti così nessuno sarà neanche più in grado di offrirla.

Invece la valutazione è sempre più importante, perché si premia il merito, le capacità del singolo.

Cerchiamo il grande nuotatore in una società dove si lotta per non affogare in una vasca da bagno. Perché la medaglia d'oro fa sempre spettacolo, mentre la miseria di tutti possiamo sempre tralasciarla, anzi sostituirla con un bello spot.

Senza contare i rischi di attribuzione clientelare e mafiosa per questi premi, il clima da leccata generale che è tanto caro ai nostri cari (im)potenti. Tutta gente che ha fatto della prostituzione il metodo selettivo per eccellenza. Prostituzione e sottomissione in tutti i sensi, fisica e intellettuale, che è forse peggiore.

No Mariastellina cara, la scuola non ha bisogno delle tue sperimentazioni per valorizzare il merito, della carotina sventolata in bella vista dopo una marea di calci nel didietro.

E' un sistema deleterio di insultare i protagonisti di un lavoro che richiede impegno e dignità, competenza e passione. Gli insegnanti hanno bisogno di aiuto, di aggiornamento pagato e non fatto a loro spese con la chimera della medaglia!

Hanno bisogno del sostegno dei genitori, che ormai sono totalmente assenti dalla scuola perché considerati soltanto come un ulteriore fastidio, invece che una risorsa.

Hanno bisogno di una formazione psicologica, perché la vita nelle aule è dura per tutti, e se non si hanno strumenti per accogliere e comprendere le più svariate esigenze dei ragazzi si rischia di uscirne con i nervi a pezzi e di rimetterci la propria salute.

Queste sono le situazioni della scuola.

Ma Maria stellina fa tutti contenti!

Ha piantato l'albero della cuccagna e la festa continua!

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Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.126) 28 novembre 2010 23:45

    Sono pienamente d’accordo con te e aggiungo un particolare che può contribuire a far capire come la scuola pubblica sia arrivata a questi punti .

    C’e’ un peccato originale , un peccato , si badi bene , compiuto a fin di bene per eliminare il sotterfugio , le raccomandazioni e tutti i bypass di questo paese : le graduatorie di inserimento .
    Appesi nei Provveditorati c’erano (non so se oggi è ancora cosi’) i punteggi che cumulavano i requisiti richiesti, i corsi post , alcuni disagi territoriali , famigliari ecc. (sono ricordi lontani)
    Cosa assolutamente democratica ma che nascondeva l’insidia della mancanza di un minimo di valutazione attitudinale e anche , perchè no , una valutazione sulla preparazione .
    In sostanza si pensava che la laurea , sic et simpliciter ,certificasse l’idoneità .
    In questo modo nella scuola sono entrati buoni e cattivi , impegnati e fannulloni , svilendo di fatto la professione perchè gli uni e gli altri pari erano da un punto di vista retributivo .
    A meno di non sentire il fuoco sacro della vocazione , il passaggio a " ma chi me lo fa fare " e’ stato quasi automatico.
    Non è infatti casuale che mentre le scuole primarie hanno mantenuto un buon livello , le secondarie hanno maggiormente risentito del fenomeno .
    Quindi , per concludere , un meccanismo premiale per incentivare la professione prima o poi dovrà essere escogitato . Speriamo che sia su basi oggettive e non rimesso al giudizio del papocchio di turno.

    paolo

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