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Fine della sceneggiata: Maroni e Berlusconi si alleano

Finalmente la sceneggiata tra PDL e Lega, protrattasi per alcune settimane è giunta al suo epilogo naturale. L’accordo c’è; alleluia! Sembrerebbe che Maroni non abbia voluto che lo spettacolino si concludesse prima per aspettare che Manuela Privitera, con le sue rivelazioni, facesse aumentare il già cospicuo numero di inquisiti della Lega in modo da poter competere, impresa veramente ardua, ad armi pari col partito del Cav.

I termini dell’accordo cui sono giunti ieri notte il Cinese e il Musicista sono semplicemente un irrilevante dettaglio.

Maroni governatore e Berlusconi capolista in Lombardia? Bene! Anzi male.

Poi, questa è bella: il Cav. lancia un’opa sul ministero dell’economia. Il “fidanzatino” vuole fare il ministro dell’economia. Mamma mia che impressione, direbbe Alberto Sordi.

Come potete constatare, malgrado il botro nel quale ha precipitato il nostro paese, “Mister TV” sarebbe pronto a riprendere, insieme alla sua cricca della quale fan parte alcuni noti “socialisti di destra” come Sacconi, Cicchitto, Verdini, Brunetta etc, il saccheggio volontario o per mera incompetenza, dell’Italia. 

Per nostra fortuna questa volta la loro resterà solamente una pia illusione.

Intanto mentre Bersani, malgrado la partecipazione a 8 e1/2 di ieri sera, risulta essere più defilato quanto ad apparizioni televisive, il Prof. Monti non perde occasione per parlarci dal piccolo schermo, senza tuttavia, mai spiegarci perché, tradendo la promessa fatta più volte, non abbia imboccato la via del ritorno al rettorato della Bocconi. Dalle suggestive teorie da lui enunciate recentemente sembra di vivere in un mondo rovesciato. Apprendiamo così, ascoltando i suoi magistrali interventi che Vendola e Fassina sono due conservatori e che lui, il bocconiano, è un vero riformista. Temo si definisca riformista per non spaventare Casini e Fini, ma se potesse, se non avesse il timore di allarmare il Vaticano e i pluto-potentati massonici che lo appoggiano, confesserebbe di esser un vero rivoluzionario. Ci spiega infine che non ha potuto portare a termine la sua rivoluzione perché PD e PDL glielo hanno impedito omettendo, colpevolmente, di precisare che il PD gli ha impedito, per quello che ha potuto, di massacrare ancor di più pensionati e lavoratori e quelli del PDL invece non hanno voluto, e, al professore non è costato molto accontentarli, che si tassassero i grandi patrimoni e che si penalizzassero, per una volta almeno, i numerosi gruppi di potere come assicurazioni, banche, petrolieri etc.

Rimanendo sul fronte dell’economia segnalo che molti simpatizzanti del PD di provenienza PCI – PDS che avevano tirato, con la partenza di Ichino un sospiro di sollievo, sono rimasti un po’ perplessi per la cooptazione da parte di Bersani del prof. Carlo Dell’Aringa.

Per carità, massima stima per questo illustre economista della Cattolica di Milano, ma, quali margini di operatività avrà Stefano Fassina se gli affianchiamo una sorta di clone di Ichino?

A me sembra che proprio Fassina, attuale responsabile del settore economia e lavoro del PD, che ha, fra l’altro, raccolto una messe di voti alle “parlamentarie”, sia più vocato a fare gli interessi di tutti quei lavoratori e pensionati che oggi si trovano in una reale e drammatica situazione di disagio economico.

Alleggerire, anche parzialmente, le ristrettezze economiche in cui versano queste fasce sociali impoverite dalla crisi potrebbe essere la chiave di volta per dare una scossa alla stasi dei consumi e avviare più generalmente la ripresa di cui abbisogna il nostro paese.

Sono tutti problemi cui saremo chiamati a dare risposte, ma adesso pensiamo prima a vincere le elezioni.

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.67) 9 gennaio 2013 09:18

    Caro Serra ,due ubriachi quando non hanno un lampione a cui appoggiarsi si sostengono a vicenda ,per cui che Silvio_PDL e Bobo_Lega si sarebbero ricongiunti era assolutamente scontato .Da soli cadrebbero dopo due passi.

    Noto tuttavia , con un certo stupore , che anche gli articolisti più attenti e competenti cadono nei tranelli "inventati" dal bassotto di Arcore ,abboccando agli stereotipi che il "fidanzatino" dissemina in tutte le tv .Eccone due ,purtroppo anche in questo pur lodevole articolo :

    a) Il Monti che non mantiene la parola .
    La coerenza di Monti era subordinata alla coerenza del cavaliere impavido che aveva precedentemente promesso (?!!!) di ritirarsi .Se Silvio si candida (scontato per il sottoscritto ) ,Monti si candida .Perché ? Per stopparlo e per impedirgli di rispolverare il noto motivetto "anticomunista " che utilizza per catturare gli imbecilli che abbondano in questo paese. Questo era il primo mandato che Monti aveva ricevuto dal pianeta Terra .Questa era le vera "mission " ,poi veniva il risanamento finanziario.

    b) Monti non è il riformista che si autodefinisce .
    Falso ,Monti è l’unico vero riformista che ha mai avuto questo disgraziato paese perchè stava riformando la mentalità e il costume civico da quinto mondo degli italici ,introducendo quei criteri etici e morali oltreché istituzionali che sono patrimonio dei popoli più civili .
    Questa opera pedagogica meritoria ,basata sull’esempio , è quanto di più riformista si potesse concepire .Ergo Monti è riformista nella accezione più profonda del termine.

  • Di paolo (---.---.---.67) 9 gennaio 2013 15:38

    Ovviamente Serra non c’entra nulla.

  • Di (---.---.---.49) 9 gennaio 2013 17:37

    Beh, egr. Paolo, francamente che una persona come Monti, anzi una persona qualunque subordini la propria coerenza a quella di Berlusconi mi sembra più di una forzatura: un assurdo. Fra l’altro il motivetto dell’anticomunismo è saltato fuori fin dai primi interventi televisivi e poi senza Monti il PD avrebbe sconfitto più facilmente il Cav:
    Quanto al "vero riformista", altro è mettere tasse quà e là solo per fare cassa ( so che era necessario) e altro è fare riforme che migliorino la condizione di chi sta male e non ce la fa più. Quando il "Tecnico puro" non è un politico di professione fa fatica a immaginare che dietro i numeri che deve far quadrare ci sono persone in carne e ossa.
    Alcune vere riforme (liberalizzazioni) le ha fatte Bersani quando era al governo.
    "Riformista" e "moderato" sono due parole abusate. Delle riforme, come sosteneva Erich Fromm, spesso si riempiono la bocca coloro che non vogliono cambiare alcunchè o solo qualche cosina irrilevante. Quanto ai "moderati" chi sono costoro? Berlusconi, Brunetta, La Russa si definiscono tali svuotando così questo termine del suo vero significato. 
    Facciamo così lei si tiene Monti e io prendo Bersani.

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