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PD e PDL: pulizia e promesse

C'è chi incanta serpenti e chi smacchia giaguari. 

Le squadrette composte di solito da due o tre donne che sfacchinano tutti i giorni facendo la spola tra un condominio e l’altro mentre, sottopagate e spesso senza contributi, fanno arricchire qualcuno senza scrupoli, sanno bene come si fa a tenere puliti gli androni e le scale dei palazzi: prima una bella scopata, poi si fa una “prima passata” con lo straccio bagnato e infine si butta via l’acqua sporca, si sciacqua bene il panno, e si fa la “seconda passata” quella definitiva, decisiva.

Questo è esattamente quello che il Partito Democratico ha fatto organizzando primarie per designare il leader, ancora primarie per stabilire le liste per i parlamentari e infine ha istituito una commissione, presieduta da Berlinguer, che, operando con grande rigore, ha completato il lavoro fatto.

Insomma proprio come le operaie delle pulizie il PD ha, se mi passate la metafora, scopato e lavato due volte.

Costretto da questo limpido modo di affrontare la questione morale, argomento che è oggi all’ordine del giorno anche per altre formazioni politiche attualmente presenti nel panorama elettorale, andiamo a vedere come il Cav. ha finto di ripulire la compagine di incompetenti (dovrei usare altri aggettivi) che ha portato al saccheggio e alla conseguente rovina del nostro Paese.

Rimanendo nell’ambito della similitudine sopra usata possiamo affermare che Berlusconi ha certamente scopato (è quello che fa meglio d’ogni altra cosa) ha poi fatto un’approssimativa “prima passata” mentre della seconda, quella definitiva, si è completamente dimenticato. Non appena, con grande sofferenza, è riuscito a convincere Cosentino, Dell’Utri, Scajola e qualche altra figura di secondo piano a farsi da parte, ecco che come i funghi sono spuntati altri inquisiti tra i quali Fitto

A costui è arrivata persino, in primo grado, una condanna a quattro anni di reclusione. Il povero uomo ha abbaiato le solite frasi contro le sentenze a orologeria, ma quanto a dimissioni, passi indietro o qualcosa di simile (vedi quello che ha fatto Giannino per una mancanza molto meno grave) non se n’è parlato proprio. Ma cosa volete che faccia un sottoposto quando il suo capo con la faccia più bronzea del mondo porta in giro la medesima condanna? E cos’altro dire di Formigoni, Cesaro, Verdini... Mi fermo qui, per carità di Dio e per ragioni di spazio.

Al di la di questi argomenti ormai conosciuti da tutti quelli che seguono la politica con un briciolo di assiduità e che, sono certo, si regoleranno di conseguenza, questo è il momento in cui il popolo del PD deve fare l’ultimo sforzo per poter afferrare quella vittoria che, credetemi, è a portata di mano.

Siamo come dei maratoneti che devono percorrere l’ultimo chilometro. Questi ultimi mille metri ci obbligano, dico obbligano, ad andare in giro per spiegare a quelli che non l’hanno ancora capito quanto sia pericoloso credere di aver già la vittoria in tasca e soprattutto quanto sia vano credere alle promesse fasulle che il Caimano, pur di rimanere a galla, va facendo dagli schermi di tutte le emittenti televisive.

Spiegherò perché la restituzione dell’IMU di cui blatera è una clamorosa balla o se fosse vera, un errore che porterebbe ad altri disastri finanziari: in un primo momento il sultano a riposo ha sostenuto che i soldi per questa restituzione sarebbero venuti fuori da un accordo con la Svizzera sul recupero di euro portati all’estero illegalmente. Quando gi hanno fatto capire che una cosa del genere avrebbe richiesto anni per essere tradotta in moneta reale allora ha dirottato su un prelievo da farsi dalla “Cassa Depositi e Prestiti” che custodisce tramite i libretti postali i soldi dei piccoli risparmiatori italiani.

L’imu secondo “il Cinese” verrebbe restituita a chi, possedendo una casa, l’ha pagata, ma ciò avverrebbe anche con i soldi di tanti piccolissimi risparmiatori che magari la casa non ce l’hanno e non devono ricevere niente.

Insomma i poverissimi restituirebbero l’IMU ai meno poveri e alla piccola, media e alta borghesia.

È davvero commovente! Inoltre come già si è visto quando la cosa è stata annunciata, i gruppi finanziari, che considerano avventata questa manovra, al solo annuncio hanno fatto sì che lo spread, il giorno successivo, salisse di alcune decine di punti. Immaginiamoci cosa accadrebbe se il provvedimento fosse realizzato: lo spread andrebbe su almeno di cento, centocinquanta punti e altri miliardi si aggiungerebbero agli oltre duemila che costituiscono il nostro debito.

La cosa terribile è che questi ulteriori debiti verrebbero spalmati sull’intero popolo italiano e così come è accaduto per l’Alitalia e per le “quote latte” anche i poveri pagherebbero per le boiate dei furbi.

Io, dal canto mio, sono sicuro che scongiureremo questo rischio e ce la faremo. Traggo questa convinzione dalle parole di Bersani. L’ho attentamente ascoltato quando qualche giorno fa è venuto a Marcianise e ieri sera in piazza del Plebiscito a Napoli. Dopo una simpatica introduzione di Geppi Cucciari, il segretario ha pronunciato un discorso che grondava serietà da ogni parte.

Niente promesse mirabolanti alla “apriti sesamo” come quelle di una persona che conosciamo. (Vi prego non pensate subito ad “Ali Baba e i quaranta ladroni anzitutto perchè quaranta potrebbe risultare un numero approssimato per difetto e poi perchè io volevo semplicemente dire che la situazione drammatica in cui si trova il paese non può essere risolta con qualche parolina magica).

Le sue, quelle di Pier Luigi, sono state le parole di una persona franca, seria, che non illude. A chi lo ascoltava ha, nondimeno, indicato la via per uscire da questa tragica situazione nella quale chi ne è l’artefice si presenta agli italiani come un verginello snocciolando le stesse promesse che fa da vent’anni e dimenticando di aver governato una buona parte di questi ultimi quattro lustri.

Il candidato premier del PD ha proseguito garantendo, poi, che l’IMU sulla prima casa verrà abolita o ridotta a un'inezia, in maniera progressiva, a quasi il 90% di quelli che l’hanno pagata. I minori introiti saranno recuperati spalmando la medesima tassa sui grandi patrimoni immobiliari.

Ha continuato promettendo che le imprese che vantano crediti dalle pubbliche amministrazioni cominceranno a ricevere subito le prime tranche di soldi. Si procederà immediatamente alla ristrutturazione di scuole, ospedali e territori idrogeologicamente dissestati. Questo e tantissime altre cose tutte serie e fattibili dovrebbero mettere in circolo un po’ di danaro in modo che ci si possa avviare verso la tanta sospirata ripresa economica. Tutto questo, ha tenuto a precisarlo, fatto in funzione di creare nuovi posti di lavoro e diminuire drasticamente la disoccupazione che ci affligge.

Infine, questo lo dico io, se non approvano a stretto giro di posta una legge sul falso in bilancio, una sul conflitto d’interessi, e non abrogano le leggi ad personam, avranno avuto dopo cinquanta anni per l’ultima volta il mio voto.

Ho fiducia in questo Bersani. È persona che mantiene gli impegni, l’ho capito quando a Marcianise a fine comizio stringendogli la mano gli ho chiesto “Ce la farai a far rinascere l’Italia e il mio Sud?” mi ha risposto guardando, con i suoi occhi di brava persona, diritto nei miei: "Ce la faremo tutti insieme".

In bocca al lupo, caro segretario.

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