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 Home page > Tribuna Libera > E la banda cantò

E la banda cantò

Anche chi stimiamo può deluderci.

E la banda cantò.

La banda di piccoli caimani, che a spada tratta continua a difendere il privilegio di un individuo pregiudicato che a qualunque costo vuole dimostrare di essere al di sopra della legge, ha, il 12 marzo, come già annunciato e poi smentito (probabilmente per non far schierare le forze dell'ordine), invaso il tribunale di Milano.

Durante la manifestazione gli scherani del capo si sono esibiti in una performance canora cantando l'inno italiano; l'inno di quella stessa Italia che, tutti insieme, hanno portato alla rovina con un malgoverno che ha di fatto prodotto il più grande saccheggio della storia della repubblica riducendo lavoratori, piccola e media borghesia e centinaia di migliaia di piccole e medie aziende alla fame. Con quest'ultima sceneggiata da molti definita eversiva si è raggiunto il limite massimo della sopportazione e se la grande menzogna, la ostentata, falsa convinzione che nei confronti del 'Cav' sia in atto una persecuzione giudiziaria non avrà termine si dovranno trovare, a mio avviso, forme di sostegno più consistenti e chiare di quattro frasi scritte su qualche giornale al fine di fornire alla Boccassini e a tutti i magistrati di Milano e di Napoli la certezza che una moltitudine di persone per bene è con loro e li sostiene.

L'atto becero e inaccettabile tende sicuramente a intimidire i giudici che dovrebbero secondo i desideri di Berlusconi e dei suoi corifei assoggettarsi, come nel ventennio fascista, all'autorità politica.

Il disegno del Pdl è chiaro a chiunque abbia un minimo di conoscenza della politica: proteggere il loro ras dai processi e nel contempo presentarlo alle, probabili, prossime elezioni politiche nelle vesti di un perseguitato politico.

La Santanchè che in tempi non troppo lontani (2008) da portavoce de "La Destra-Fiamma Tricolore" ebbe a dire: (dati Wikipedia) "Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali" e "Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare".

Bene questa donna che, come potete constatare, brilla non solo per quantità di plastica di cui si è dotata, ma anche per la sua indiscussa coerenza, l'altro giorno sera a "Linea Notte" difendeva con le unghie e con i denti quel tanto vituperato Silviuccio, sostenendo che mandare al S. Raffaele la visita fiscale fosse stato un atto di mancanza di fiducia, era come aver detto a Berlusconi che è bugiardo. Non so se ridere o piangere, ma è evidente che la cara Daniela è rimasta la sola a credere che Berlusconi non dica bugie poiché tutti, persino all'estero, sanno che è un mentitore di professione.

Sono fermamente convinto che si dovrebbe organizzare una manifestazione a sostegno di tutti quei giudici che sono impegnati in compiti difficili e hanno bisogno di sentire che il paese è con loro.

Nel pomeriggio dei tre giorni fa l'altro come annunciato sin dal giorno prima una delegazione (e che delegazione) formata "nientepopodimenoche" da Cicchitto, noto socialista di destra (sic!), Gasparri, arcinoto per aver concepito la più indegna legge sulle telecomunicazioni esistente al mondo e infine Alfano "il garzone di Berlusconi" è salita al Colle per presentare, udite udite, le loro lagnanze a Napolitano. Cosicché costoro invece di chiedere scusa per quello che avevano fatto il giorno prima hanno ripetuto il solito ritornello, quello che ascoltiamo ormai da vent'anni: "Il povero Berlusconi è vittima di una persecuzione giudiziaria".

Bene, cosa ha fatto il capo dello stato per rispondere alle assurde pretese di questi signori?

In serata dopo aver convocato il CSM ha diramato (che delusione sig. Presidente) un comunicato nel quale sostenendo, a ragione, che la manifestazione del Pdl era da condannare, ma per contro ha ammonito i magistrati a lasciar recitare a Berlusconi il ruolo politico che gli compete. Ha praticamente, da consumato politico, dato un colpo al cerchio e uno alla botte ingenerando così una confusione in seguito alla quale stamani i giornali di ogni parte politica tirano le sue parole, quelle che convengono, dalla loro parte.

Egregio Presidente Napolitano, mi creda io la stimo e le voglio bene (sono anch'io di Napoli) ma non posso esimermi dal dirle che lei questa volta ha sbagliato. Lei doveva semplicemente dire che quella ignobile scena che sembrava una sequenza tratta da "Il Caimano" di Moretti era qualcosa di pericolosamente eversivo che non deve mai più ripetersi e che i magistrati vanno lasciati in pace e soprattutto non presi in giro con finte malattie, false nipoti di Moubarak o più generalmente ridicoli legittimi impedimenti derivanti da impegni inventati ad hoc per non presentarsi in tribunale.

La storia politica del "Caimano" che sembrava del tutto archiviata ci mostra, come vedete, i suoi colpi di coda e a noi del centro sinistra spetta essere vigili onde impedire che episodi simili o peggiori (ne sarebbe capace credetemi) abbiano a verificarsi.

I giorni che ci attendono sono di vitale importanza per il nostro paese, ma, a mio giudizio, anche per la coesione del Pd. Le lotte intestine che stanno prendendo corpo non lasciano presagire nulla di buono e quelli che asseriscono che con Renzi le cose sarebbero andate meglio e che con la sua candidatura il 'Cav' non si sarebbe presentato o hanno la vista corta o sono in malafede.

Chi può pensare che un megalomane del calibro del "signor Tv", con tanti guai giudiziari ancora da sistemare, avrebbe rinunziato a candidarsi?

Io certamente no!

Quanto a Renzi, che inopportunamente, considerato il momento, attacca Bersani, vivrà la più grossa delle delusioni se alle prossime elezioni sarà candidato premier poiché, questa è la mia opinione, perderà tutti i voti di quelli che come me vogliono un partito che guardi meno al centro e più a sinistra, più a lavoratori e pensionati e meno a banche, assicurazioni e grandi aziende.

Forse l'errore di Bersani, per il quale ho votato e di cui ho grande stima, è stato proprio quello di avere troppo spesso ammiccato a Monti che certamente non è Berlusconi, ma che comunque nel recuperare un po' di credibilità internazionale dell'Italia ha massacrato, senza pietà, pensionati e lavoratori.

 

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