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Fare la pace con Fini? Mi faccio concavo o convesso

Fare la pace con Fini? Mi faccio concavo o convesso

“Fare la pace con Fini? Per fare la pace, prima ci deve essere una guerra. Io non sono mai stato in guerra con nessuno, e litigare è cosa estranea al mio Dna. Anzi - ha aggiunto Berlusconi -, dico sempre che mi faccio concavo o convesso a seconda dell’interlocutore, pur di far sempre prevalere il dialogo, il confronto amichevole. Questo vale anche per i rapporti con il Presidente della Camera”.

Queste le parole di Silvio Berlusconi intervistato dal settimanale Oggi e sempre a proposito di questo argomento, il Premier continua così: ”In un grande partito può anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi però si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti. Fini - è l’opinione di Berlusconi - non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl è in vigore fin dal primo giorno, tanto è vero che io stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni. Se si stabilisce questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi con l’indimenticabile Tatarella”.

Durante l’intervista gli viene rivolta la domanda se Fini resterà nel Pdl e Berlusconi risponde così: "Credo che il traguardo del Pdl sia stato anche per lui un traguardo storico irreversibile, per il quale valeva e vale la pena spendere le nostre migliori energie politiche. Non posso perciò credere che si voglia mettere in discussione questo risultato. Sarebbe una enorme delusione innanzitutto per i nostri elettori. Il nostro popolo, il Popolo della libertà - conclude Berlusconi - non lo capirebbe”.

Bene essendo Berlusconi, come dice lui, concavo e convesso, subito dopo, sembra quasi smentire se stesso dicendo in una intervista on line ai suoi militanti che avevano mandato le domande a forzasilvio.it: "L’unità del Pdl ha dato al governo la forza di affrontare la crisi economica e porre l’Italia al riparo dalla speculazione. Incrinare questa unità sarebbe un errore imperdonabile, una prospettiva cui mi opporrò con tutte la mie forze, sicuro di interpretare la volontà della nostra gente. Il nostro non è un ’partito’ ma un grande movimento di popolo in cui siamo tutti orgogliosi di riconscerci, io per primo. La parola ’partito’ - incalza - non mi è mai piaciuta perché indica una parte, una divisione mentre il Pdl è un movimento che si rivolge a tutti, completamente diverso dai vecchi partiti, dominati da nomenklature. Un movimento, ricorda, nato dal basso per volonta della nostra gente" .

Quindi questo grande ed enorme movimento che è nuovo rispetto al vecchio, che non parla mai di lega, cosa vuol fare? Vuol fare la pace con Fini? Oppure questo nuovo movimento vuole il pensiero unico, concavo e convesso contemporaneamente?

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