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 Home page > Attualità > Istruzione > Facciamo che siano i precari l’apertura del Tg1

Facciamo che siano i precari l’apertura del Tg1

In mezzo allo strepitare del gossip di regime - servito dai 5 tg berlusconici in modo da non infastidire il sultano e nello stesso tempo da allietare e distrarre il popolo bue - flebile e nascosta è la voce dei cittadini e dei lavoratori che non riescono a sbarcare il lunario.

Tre questi migliaia di precari della scuola stanno abbandonando per sempre il posto di lavoro dopo molti anni di servizio e senza alcuna tutela sindacale. Per loro fortuna hanno trovato una donna tosta e fantasiosa che li sta aiutando via web,
Franca Corradini, ma nessuno ne parla ed i ras sindacali dopo averle messo il bastone fra le ruote provano ora a rubarle la scena...

Da tutta Italia sabato 5 settembre salirà la contestazione dei precari e sarebbe veramente un sogno che per un giorno dei cittadini in carne ed ossa aprissero il primo servizio serale del Tg1...

Qualche volta fa bene sottrarsi al circo mediatico che ci inonda, ogni giorno, di notizie gossipare.

Tutta robaccia che ruota intorno alle ossessioni di Berlusconi, senza mai citarle direttamente, s’intende e senza peraltro mai entrare neanche vagamente nel merito delle circostanze accadute, in modo che nessuno ci capisca nulla.

Preferiscono apparecchiare un bel buffet mediatico dove tra rutti, singulti, dichiarazioni smozzicate, carne al vento e corna varie nessuno capisca il perché della notizia e cosa c’entri berlusconi. Il risultato è ottenuto: distraggono ed allietano il popolo bue con tutte le notizie laterali possibili senza toccare i dati sensibili

Gridano, strepitano, piangono e fottono, senza aver detto nulla : fanno ammuina, come l’esercito borbonico all’arrivo dei piemontesi.

In questo contesto come far arrivare notizie importanti? Come riuscire a parlare di cose serie ed urgenti?

In tv si parla infatti poco e male delle lotte che i lavoratori ed i cittadini in carne ed ossa compiono ogni giorno per sbarcare il lunario e non perdere il posto.
In genere occorre rischiare la vita o almeno la fame e la sete sopra una gru a trenta metri da terra per aver l’onore di un titolo dei media.

In questi giorni tocca ai precari della scuola dimostrare il contrario e non sanno più che inventare per riuscire a svolgere in positivo anche mediaticamente la loro battaglia per conservare il posto e per mantenere un ruolo dignitoso alla scuola pubblica.

Per fortuna alla ribalta c’è la nostra fantasiosa e determinata
Franca Corradini , amministratrice de la conoscenza rende liberi , la quale nel web ha animato fin dall’inizio questa protesta, organizzandone le forme, i tempi, gli strumenti di lotta e gli obiettivi. Il tutto insieme ai precari di tante città d’Italia.

Deve stare attenta, come sempre succede, a difendere il proprio lavoro dai tanti avvoltoi che da destra e sinistra, arrivando a giochi fatti, tentano di sottrargli i meriti se non addirittura le intere battaglie, magari dopo averle messo per settimane continuamente i bastoni fra le ruote…

Ma lei é una tipa tosta, la conosciamo bene, sta facendo venire il mal di testa a molti , anche all’interno dei sindacati, i quali disperatamente cercano di recuperare un ruolo rappresentativo che in concreto non hanno e che a parere di chi scrive difficilmente avranno anche in futuro, abituati come sono a cogestire il potere ed a far digerire porcate più che a svolgere degnamente la loro funzione precipua, ovvero la tutela dei lavoratori e della scuola pubblica.

Ecco il suo post, preso dal blog A Scuola di bugie in cui si annuncia la manifestazione del prossimo 5 settembre.

Vai Franca sei tutti noi…

By Crazyhorse70 e Rosellina

 

Il comunicato dei precari



In tutta Italia si stanno diffondendo iniziative, per lo più autogestite, contro i tagli agli organici che secondo la Ministra Gelmini dovevano essere quasi indolori.

Bugie, come al solito tante bugie….

E’ venuto il mese di agosto e, con notevole ritardo sui tempi previsti, sono iniziate le convocazioni sui posti disponibili.

Le bugie di Gelmini e di alcuni sindacati “pompiere” si sono sciolte come neve al sole.

La conta è iniziata.

La decimazione pure.

I precari hanno cominciato a toccare con mano quale sarà la loro sorte nel prossimo, anzi immediato, futuro.

La rabbia ha iniziato ad assumere varie forme: da quelle ironiche (Arezzo e Treviso) a forme estreme come lo sciopero della fame, incatenamenti, minacce di suicidio.

A questo punto è importante dare un segnale forte, univoco e unitario.

Per questo motivo è nata l’idea di proclamare per sabato 5 settembre

NO GELMINI DAY

con presidi davanti alle prefetture di tutte le province italiane

Ognuno sceglierà come condurre la gestione del presidio. Suggeriamo di invitare la cittadinanza a difesa di lavoratori, quelli della scuola, che , come tutti i precari statali, non trovano difese nemmeno nello statuto dei lavoratori e della scuola pubblica che subirà un ulteriore impoverimento qualitativo, oltre che quantitativo.

Qui sotto il testo di un volantino da distribuire, liberamente modificabile, già utilizzato in varie province italiane.

Sopra trovate il logo dei precari "in mutande”, anch’esso liberamente utilizzabile anche nel profilo facebook come segnale di adesione.

Tutta Italia sabato 5 davanti alle prefetture!

PRECARIO SEDOTTO ED ABBANDONATO DALLO STATO

Per anni siamo serviti a far funzionare la scuola per coprire i posti che non erano messi a ruolo.

Ora lo stato intende disfarsi di noi senza una parola di ringraziamento senza neppure tentare un timido “SCUSA MI DISPIACE…”

Noi senza lavoro.
Le scuole in grandi difficoltà anche per operazioni semplici come l’apertura e la chiusura degli edifici, per non parlare della didattica, e di tutte le attività di insegnamento.

Tutto ciò mentre i nostri politici non intendono rinunciare ai LORO GRANDI E PICCOLI PRIVILEGI DA ELETTI…DAI BONUS PER I VIAGGI GRATIS AL GELATO NELLA BOUVETTE DELLA CAMERA………..

Dopo un lungo fidanzamento durato anni e anni lo Stato non solo non ci porta al matrimonio promesso ( posto fisso ) ma ci abbandona letteralmente in …..mutande.

Siamo qui a manifestare il nostro dissenso, la nostra rabbia e a chiedere alla cittadinanza tutta il sostegno alla nostra battaglia per avere ciò che la Costituzione si fa pregio di citare quando recita :

“LA REPUBBLICA ITALIANA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO “

QUESTO NOI CHIEDIAMO: LA POSSIBILITA’ DI LAVORARE !!!

I PRECARI DELLE SCUOLE

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