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Euforia o paranoia? Le conseguenze della marijuana

Perché reagiamo in maniera così diversa alla cannabis?

Maureen Dowd, 62 anni, editorialista del New York Times e premio Pulitzer, è stata vittima di un bad trip sotto l'effetto di cannabis. Il pasticciaccio brutto si è verificato dopo che lo Stato del Colorado aveva legalizzato l'uso ricreativo di questa droga, e la giornalista aveva deciso di fare un po' di ricerca sul campo. Gli effetti? Uno “stato allucinatorio”.

Per otto ore la povera Maureen è rimasta sul suo letto, in un albergo di Denver, incapace di fare altro che pensare al fatto che sarebbero successe cose terribili, tipo che sarebbe morta. Forte di questa esperienza, il premio Pulitzer ha lanciato un dibattito sul tema dei pericoli legati alla cannabis, legale in alcuni Stati americani.

Ma l'esperienza personale può valere come criterio oggettivo? Come può una stessa droga avere effetti così profondamente diversi, a seconda dei soggetti?

La faccenda è problematica. La cannabis, infatti non è una sola e stessa droga: al suo interno vi sono decine di composti chimici che sembrano avere effetti vari (e a volte opposti) sul sistema nervoso. Le due componenti principali, il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD) sono oggetto di molti studi. Nel 2010, un'equipe di ricerca ha dimostrato il fatto che pretrattare una persona con il CBD può proteggerla dagli effetti più spiacevoli del THC, come ad esempio la paranoia.

Uno studio simile è stato condotto nel 2012: i partecipanti avevano ingerito compresse contenenti una sola delle due molecole (che nella cannabis sono mischiate). I volontari che avevano assunto le compresse di THC mostravano una maggiore tendenza a reazioni paranoidi e allucinatorie, rispetto a coloro che avevano ingerito il CBD.

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Struttura molecolare del THC

I ricercatori si sono quindi spinti oltre, sottoponendo i soggetti a un test in cui si chiedeva di indicare la direzione di una serie di frecce comparse su uno schermo (la maggior parte puntava direttamente a sinistra o a destra, ma ogni tanto ne comparivano alcune inclinate). Il test serviva a mostrare la diversa risposta dei soggetti a stimoli omogenei o eterogenei. Chi aveva preso il CBD mostrava maggiore attività cerebrale, e sapeva agilmente indicare le frecce inclinate: la reazione era quella tipica di una persona sobria, la ripetizione di uno stesso stimolo non suscitava interesse, l'attenzione si manifestava nei confronti delle frecce inclinate.

Al contrario i soggetti sotto effetto di THC si eccitavano cerebralmente più per gli stimoli ripetitivi che per quelli eccentrici: da qui, i ricercatori hanno concluso che il THC potrebbe catalizzare una capacità di mettere la routine in secondo piano.

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Struttura molecolare del CBD

Essere in grado di dirigere l'attenzione, discriminando in tempo reale gli stimoli in base alla loro priorità, è una caratteristica fondamentale del funzionamento del nostro cervello. Il motivo per cui il THC indurrebbe una forma di paranoia potrebbe essere determinato da questa incapacità di distinguere i particolari rilevanti da quelli superflui: il THC ci indurrebbe a concentrarci sulle minime cose in maniera ossessiva.

La fondamentale differenza negli effetti psicotropi dei due composti della cannabis spiegherebbe la varietà di sintomi che essa può causare, in base naturalmente al profilo neuropsicologico dei consumatori (euforia, calma, paranoia, rilassamento). La composizione chimica della cannabis è dunque un fattore necessario a spiegare la tipologia degli effetti, ma non solo: da un punto di vista neurofisiologico, il cervello potrebbe sintetizzare le molecole di THC e di CBD in proporzioni diverse.

E poi c'è il fattore psicologico.

Le differenti reazioni psicologiche alla droga possono dipendere da questioni estremamente varie. Se si pensa che l'alcool contiene un'unica sostanza psicotropa, e non due, come la cannabis, e ciononostante l'ebbrezza alcoolica si manifesta in modalità molto differenti, si capisce che dev'esserci altro, oltre la chimica. Anche nel caso dell'alcool, alcuni studi hanno tentato di mostrare in che misura i fattori psicologici giocano un ruolo nella qualità della sbronza (soprattutto in merito all'incapacità di pensare alle conseguenze delle proprie azioni).

Il mondo della ricerca non è ancora giunto ad un consenso unanime, ma è chiaro che il tipo di reazione che abbiamo nei confronti degli stupefacenti dipende da una serie di fattori contingenti (la circostanza in cui ci troviamo), psicologici (il carattere, la personalità), neurochimici (il tipo di interazioni tra le molecole psicotrope e le nostre strutture neurali), chimici (la qualità della droga) e genetici.

Perché dunque Maureen Dowd ha passato una notte di infernale paranoia nel suo albergo di Denver? La risposta della scienza non è univoca. Quindi la prossima volta prudenza, Maureen.

 

Foto: Flickr, Wikimedia

 

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.83) 19 giugno 2014 10:25

    La marija è così... ti aiuta a guardarti dentro quando non hai il coraggio di farlo da solo, e se fumi puoi scoprire di essere un pennivendolo (per esempio) e entri in paranoia. La Marija è per le persone belle dentro, per quelli come voi ci vuole il vino...

    • Di (---.---.---.17) 19 giugno 2014 10:53

      Se le persone hanno bisogno della Marija per essere belle dentro e guardarsi dentro, significa che senza non sono granché.

    • Di (---.---.---.83) 19 giugno 2014 11:09

      di bisogno hai parlato tu... sei tu che hai bisogno di interferire sulla vita degli altri perchè la tua, evidentemente, è miserabile... io, nonostante che so benissimo che il vino fa tanto ma tanto male e più di qualsiasi altra droga, non vado in giro sragionando di proibizionismo....

    • Di (---.---.---.17) 19 giugno 2014 12:15

      Io non ho mai detto che ti si debba impedire di farti una canna, sei tu che mi stai attribuendo questo.


      Trovo solo molto deprimente questo autoincensamento condito ai fumi di maria.

      Le persone sono quello che sono, con o senza fumo.

      Ci sono persone sensibili che scelgono di bere o di drogarsi, come ce ne sono tra chi è astemio e non fa uso di droga.

      Ci sono insensibili tra i fumatori e i bevitori, come nel resto della popolazione.

      Il problema è che tu credi di essere migliore degli altri, un incompreso fumatore. La società non ti capisce, la maria si. Il problema è questo ed è un problema tuo, non mio.

      Per me ti puoi fare tutte le canne del mondo, prenditela con chi legifera.
    • Di (---.---.---.76) 21 giugno 2014 12:12

      Chi legifera, purtroppo, lo fa grazie all’indifferenza di quelli come te. La “società non mi capisce”, troppo onore caro amico di Barabba! Se la società è quella che ha eletto Hitler, sostenuto Mussolini, rieletto Scelba, Andreotti, eccetera, eccetera, eccetera…. Ma ( anche se non certo grazie a quelli come te ) la “societa” cambia! Nei Paesi Bassi (ma anche in tutti i paesi nordeuropei , anche se non così tanto tempo), così come in molti Stati degli U.S.A o in altri del Sud America, la “società” è cambiata. In India la marijauna è legata alla religione più che per i rasta giamaicani! Tu giri intorno alla questione… sei fuori dal mondo… sei uno spettatore… Cerchi ogni giorno – e ogni giorno te ne offrono una – prove scientifiche che la marijuana fa male - e ogni giorno scientificamente vieni smentito. Devi arrenderti, il problema è dentro di te, e a te la marijuana darà sempre paranoia!

    • Di (---.---.---.140) 21 giugno 2014 18:51

      —"Chi legifera, purtroppo, lo fa grazie all’indifferenza di quelli come te."

      Certo come no, te la canti e te la suoni. Io nel 93 ho votato per la depenalizzazione dell’uso personale delle droghe leggere, indifferente ci sarà chi si fa le canne dalla mattina alla sera, si stona e non vede il mondo attorno.

      — "La “società non mi capisce”, troppo onore caro amico di Barabba! Se la società è quella che ha eletto Hitler, sostenuto Mussolini, rieletto Scelba, Andreotti, eccetera, eccetera, eccetera…. "

      ehehehehe, domanda: che ti sei fumato prima di uscirtene con questa argomentazione? O sei così naturale? :)

      — "Ma ( anche se non certo grazie a quelli come te ) la “societa” cambia! Nei Paesi Bassi (ma anche in tutti i paesi nordeuropei , anche se non così tanto tempo), così come in molti Stati degli U.S.A o in altri del Sud America, la “società” è cambiata."

      Oh, allora vedi che quando vuoi la società non è così cattiva e brutta... Quanto vittimismo!

      — "In India la marijauna è legata alla religione più che per i rasta giamaicani!"

      E scommetto che è per una questione religiosa che vuoi farti le canne, vero? No, perché altrimenti quest’altra argomentazione non c’entra niente, a meno che tu non scriva dall’India.

      — "Tu giri intorno alla questione… sei fuori dal mondo… sei uno spettatore…"

      Beh, per fortuna che ci sono quelli come te che vivono nel mondo e non assistono. Tu nella questione ci sei immerso e si vede da quello che scrivi, te lo assicuro.

      — "Cerchi ogni giorno – e ogni giorno te ne offrono una – prove scientifiche che la marijuana fa male - e ogni giorno scientificamente vieni smentito. Devi arrenderti, il problema è dentro di te, e a te la marijuana darà sempre paranoia!"

      Veramente la dà a te, non sono mica un tuo nemico, né vado cercando prove scientifiche che la marijuana faccia male. Non so a chi credi di rivolgerti, forse all’omino che vive nel tabacco, ma stai prendendo un grosso granchio. E per fortuna che il paranoico sono io...

    • Di (---.---.---.129) 7 settembre 2014 23:11

      che commento bizzarro ... la marja e per le persone belle dentro ... quindi ... già sono belle,non diventano belle o scoprono di essere belle ... interpreta meglio le frasi scritti ... ed e verissimo ,se non si sta bene con se stessi,la canapa può prendere malissimo,E UN RIVELATORE DI COSCIENZA !

  • Di (---.---.---.8) 19 giugno 2014 10:31

    Vorrei lasciare un commento volutamente semplicistico.. La cannabis amplifica il proprio stato d’animo "reale", tutto qui. Chi sta bene, sta meglio. Gli altri, rinuncino...

  • Di (---.---.---.17) 19 giugno 2014 10:55

    All’autore dell’articolo: forse ho capito male, ma la frase


    "Al contrario i soggetti sotto effetto di THC si eccitavano cerebralmente più per gli stimoli ripetitivi che per quelli eccentrici: da qui, i ricercatori hanno concluso che il THC potrebbe catalizzare una capacità di mettere la routine in secondo piano".

    mi sembra contraddittoria. Se ci si concentra più sugli stimoli ripetitivi che su quelli eccentrici, la routine dovrebbe essere messa in primo piano, non in secondo, rispetto agli eventi non previsti. A rigor di logica, ma forse ho capito male il senso.
    • Di (---.---.---.186) 19 giugno 2014 12:17

      Caro lettore, effettivamente la frase è un po’ ambigua.

      Provo a chiarire il senso: gli stimoli ripetitivi, che un livello d’attenzione normale considererebbe "routine", sotto effetto di THC non divengono mai routinari. Cioé con il THC la "routine passa in secondo piano" perché agli stimoli ripetitivi viene data attenzione come se fossero continuamente sorprendenti. Il THC cancella l’idea di routine, insomma.

  • Di (---.---.---.61) 19 giugno 2014 14:57

    Un paio di volte l’ho provata e sono sicuro era roba buona, devo dire che non mi ha fatto effetto, anzi al contrario solo sentire l’odore mi provoca fastidio e malessere al punto che mi viene anche male di testa. Penso invece che la Cannabis se usata in altri modi, non fumata, sia una pianta pregiata con notevoli qualità terapeutiche.

  • Di (---.---.---.178) 19 giugno 2014 15:37

    L’effetto della cannabis non solo è soggettivo, ma cambia addirittura a seconda dello stato d’animo. Nel caso della Sig. Maureen credo ci sia stato un effetto di aspettativa(volendo sperimentare e non sapendo cosa sarebbe potuto succedergli, in genere questo tipo di esperienze non è raccomandabile farle in solitudine la prima volta, meglio se si ha vicino un assuntore abituale che può essere rassicuratore), e quindi il non lasciarsi andare all’effetto ma al contrario di dominare lo stato d’animo le ha provocato la cosiddetta "paranoia". Anche se personalmente uso cannabis e haschis da molti anni non mi sento sempre nello stato d’animo giusto per farlo, quando devo affrontare momenti più difficili e delicati della mia vita preferisco non usarne, proprio per evitare il fatto di arrivare ad avere un eccessiva autocritica che diventa deleteria, ma ripeto è soggettivo ed anche nella stessa persona non sempre uguale.

  • Di (---.---.---.28) 20 giugno 2014 13:42

    Bravo 178.


    Marijuana e cannabis possono essere positive o negative, in dipendenza di tanti fattori. Non voglio negare la scienza, ma a volte essa cozza contro l’esperienza di decenni o secoli, e spesso si contraddice. L’essere umano è molto più di una macchina chimica: gli studi e gli esperimenti che si rifanno a quel modello vanno presi con le pinze.

    Il modo giusto per "provare" a fumare una droga leggera è quello di essere in una cerchia di buoni amici. Come dice 178, l’errore della giornalista è stato quello; se invece di una droga leggera avesse assunto qualche cosa di più pesante, le conseguenze avrebbero potuto essere peggiori. E’ stata irresponsabile.

  • Di (---.---.---.193) 22 giugno 2014 18:20

    Questo articolo è pieno di cazzate cosi gigantesche che fanno rizzare i peli. Smettila di fare disinformazzione e di scrivere stronzate del genere... non commento ancora.. ho letto troppa merda..

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