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Destra e sinistra esistono, contrariamente a quanto sostengono Lega e M5s

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Esponenti di questo governo sostengono che non ci sono più Destra e Sinistra perché i problemi non sono esclusiva dell'uno o l'altro schieramento.

Peccato che sia loro sfuggito che le soluzioni e proposte per superare quei problemi siano invece un'esclusiva della Sinistra (da non confondere con quella parlamentare che non c'entra nulla con quello schieramento!) e non della Dx (che da sempre difende gli interessi delle classi privilegiate e lo stato vigente limitandosi soltanto a qualche piccolo ritocco insignificante).
 
Il risultato della negazione di questa evidente distinzione storica porta inevitabilmente ad affrontare i problemi in modo superficiale perché manca in chi la pronuncia un immaginario collettivo di società radicalmente alternativo a quella attuale da fondare su un'economia di tipo autenticamente solidale e sulla concezione di uno Stato basato sul senso civico della gente che lo compone.
 
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Commenti all'articolo

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 1 giugno 2018 15:29
    Truman Burbank

    Certamente si: esiste una destra arroccata su posizioni di potere conquistate con mezzi discutibili ed esiste una sinistra che si richiama al popolo elo consulta quando ha dei dubbi. Non è difficile vedere che la nuova sinistra (Lega+M5s) si oppone al potere consolidato della destra di PD+FI, ambedue che schifano le elezioni, i conportamenti volgari (da leggere con la "r"moscia: "volgavi") del popolino ignorante, la nazione italiana.

  • Di gottardo (---.---.---.14) 1 giugno 2018 19:37

    A me questi articoli superficiali, imbottiti di parafrasi troppo complicate (tranquillo sig. Rettore, le capisco comunque), non piacciono proprio.

    A esempio prendiamo l’ultimo paragrafo. Che razza di concetto! Sbagliato e anche mal espresso. Sì, è vero, destra e sinistra esistono nelle menti chiuse di coloro che non riescono a inquadrare le cose diversamente da, appunto, destra e sinistra. Destra e sinistra sono esistite, in Italia, tanti anni fa - chi lo nega? Ed esistono ancora, nella testa delle persone che pensano male. Ma sistema pensionistico e scuola pubblica, per esempio, da chi sono state istituite in Italia, dalla sinistra? Quindi non si può dire, storicamente, che certi concetti siano appartenuti solo alla sinistra. Ma lo stesso si può dire oggi, in questa situazione confusa, dove chi è di destra si comporta da destra, chi è a sinistra si comporta da destra, e chi si comporta più da sinistra che da destra viene accusato di essere fascista.

    Certi concetti, come destra e sinistra, passano, esattamente come il concetto di "diverse razze umane" dovrebbe, e lo sta facendo, passare. Le cose cambiano.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.98) 2 giugno 2018 11:00

    Sinistra e Destra certamente esistono ancora, così come esiste un Centro che in Italia fu interpretato dalla DC/Partito Popolare, con forte identificazione ecclesiastica, all’interno della quale esistevano due grandi correnti, progressista/conservatrice. La cosa importante, in Italia, è l’inizio ed il prodotto è la nostra Costituzione. Si scontrarono allora i blocchi PCI/PSIUP e DC che, pur seguendo la loro impostazione/sogno ideale, in nome della Democrazia e delle libertà democratiche, trovarono un compromesso tramite la cessione dei DOGMATISMI insiti nei loro ideali, non rinunciando agli ideali ma rendendoli DEMOCRATICI, tenendo in conto che vincere le elezioni significa solo che una parte del popolo ha aderito alle tue idee, ma che l’altra parte non può mai essere "schiava" della parte elettoralmente preponderante: sempre ed i ogni caso, tutte le esigenze vanno rispettate quando non siano antidemocratiche o liberticide. In ogni caso la Costituzione Italiana è certamente di centro-sinistra. 

    Sinistra/Destra/Centro che spesso ha connotazione religiosa, non sono altro che ideologie, rappresentano il "Paese Ideale secondo noi" quindi hanno un traguardo. C’è una strada da percorrere, quali sono i passi? Si indicano durante la campagna elettorale, con le promesse elettorali, che devono/dovrebbero essere mantenute. A quel punto, ripetutamente, a volte o sempre alternando le varie posizioni, democraticamente si raggiungerà, non tanto "l’ideale", ma la Libertà Democratica. Il neo liberismo, che sembrerebbe post-ideologico, è in realtà una ideologia ben precisa, si fonda sull’assunto "lasciate fare il mercato, il mercati si regolano da soli", bene, mia opinione, questo riporterà la grandissima parte dei popoli, nuovamente, alla "servitù della gleba". Il post-ideologismo dei partiti odierni, "anti" praticamente tutto e con soluzioni miracolistiche immediate, portati alla protesta ed allo scontro, raggiunte le stanze dei bottoni, NON hanno una visione lunga, faranno anche fatica a sopportare le proteste e le critiche che verranno da più parti. Oggi, non avendo una ideologia, un ideale, un orizzonte da indicare agli elettori, dovranno affrontare scontri, anche sconfitte, assaggiare il calice amaro di promesse che non si possono mantenere o che, se mantenute, spaccherebbero ancora di più la Nazione, dovranno scegliere: la demagogia, il nemico (nella storia sempre esterno), l’imposizione di norme culturali e/o xenofobe, stampa e mezzi di comunicazione asservite al potere magari tramite "carota (soldi) e bastone (sopraffazione)"! O si conformeranno al confronto democratico a rischio di sconfitta? Il non scritto, ma espresso nell’arco degli anni, nel Contratto del cambiamento, è assai maggiore e più preoccupante di quanto si legge nelle 58 pagine. Ad esempio:"Fontana" Ministro della Disabilità, anti-abortista - anti-LGBT - anti-femminista, tratterà tutti i suoi -anti- come se fossero disabilità? I semi del fascismo, caro Gottardo, sono sul campo. Sì che c’è destra e sinistra in Italia, di certo l’una e l’altra, sono state tradite proprio dal PD e dal PDL (o FI), che sono diventati "palude".
    Scusate, 
    Un Saluto
    Es.

  • Di gottardo (---.---.---.192) 3 giugno 2018 07:41

    Gentile sig. Salvà,

    grazie per la spiegazione ma, complice forse il poco spazio, questa mi pare un po’ un minestrone.

    Il discorso sulla democrazia lo condivido: la maggioranza del popolo deve essere rispettosa comunque delle minoranze. Ma questo concetto esula dal concetto destra/sinistra. E poi non sono d’accordo sul fatto che la nostra Costituzione sarebbe di "centrosinistra": ho l’impressione che si tenda, nell’articolo e nel suo commento, a confondere diritti sociali e concetti politici con l’ideologia di sinistra, insomma a dire che libertà, uguaglianza, democrazia, diritti universali, sono esclusivo patrimonio della sinistra.

    Sono invece d’accordo sulle sue affermazioni riguardo al liberismo e alla presunta auto-regolazione del mercato. E’ chiaro che il mercato si auto regola in una sola direzione: ognuno cerca di avere più soldi, e chi ne ha maggiormente tende, e ci riesce, ad averne ancora di più. Sono pienamente d’accordo. Ma non mi pare corretto, da questo concetto, derivare che la sinistra, siccome è contro il libero mercato, è l’unica politica che può diminuire le diseguaglianze sociali. Perchè insieme alla voglia di regolare il mercato, che approvo parzialmente, con la sinistra mi devo prendere uno Stato ingombrante e inefficiente, una visione del mondo del lavoro che non sta più in piedi (la difesa a oltranza del "lavoratore" contro ogni ragionevolezza), la negazione delle radici culturali del nostro popolo. Insomma, l’ideologia di sinistra è nata in un momento storico che ormai non c’è più, è antiquata; aggiungiamo poi il bizantinismo (cioè scarso pragmatismo) della nostra politica, figlia del nostro popolo, e il risultato è ben visibile.

    Dall’altra parte, la destra non eccelle, perchè sostanzialmente è lo specchio della sinistra. Ma dico io, si può regolare il mercato - in alcuni aspetti - senza essere xenofobi? Si può difendere la proprietà privata senza sparare alla schiena di chiunque entri nel mio giardino? Può lo Stato gestire infrastrutture strategiche di un Paese, senza creare carrozzoni? Per esempio: io voglio l’acqua pubblica, come dice (o dovrebbe dire) la "sinistra". Ma non credo che un partito di sinistra sia capace a darmela e, anche se lo fosse, aggiungerebbe che devo pagare 400 scadenze fiscali l’anno e che occorre costruire una TAV anche se la linea già presente è sottoutilizzata (perchè fare la TAV significa ricevere finanziamenti da ridistribuire - lasciamo perdere a chi e come).

    Lei capisce che da quando destra e sinistra sono nate, il mondo è cambiato parecchio, ma quelle due ideologie no. Ci sono stati stravolgimenti enormi: è arrivata la Cina, l’Islam, l’America, l’Europa, l’immigrazione, l’inquinamento, la non sostenibilità del modello di sviluppo, ma per destra e sinistra il mondo, da quel mosaico coloratissimo che è, è rimasto in bianco e nero. A dire il vero, un piccolo cambiamento nei partiti c’è stato: non si definiscono più "destra" o "sinistra", ma centro-destra e centro-sinistra. Perfino loro si vergognano. Io non mi vergogno a definirmi post ideologista (che non vuol dire neo-liberista, sia chiaro).

    Saluti,
    Gottardo

  • Di GeriSteve (---.---.---.17) 3 giugno 2018 11:48

    DESTRA E SINISTRA

     

    Come già scritto da altri, il fatto che tanti politici targati sinistra abbiano agito come destra ha aumentato la inadeguatezza di quei termini, dovuta principalmente al fatto che Destra e Sinistra sono concetti piuttosto relativi e piuttosto superati.

     

    Relativi perchè sottintendono un progresso verso un traguardo. Quel traguardo era sommariamente descritto come libertà, legalità fratellanza, uguaglianza, giustizia sociale, democrazia, partecipazione. Ma quando si va nei particolari ci sono pareri diversi.

     

    Superati, perchè il pensiero socialista e progressista dell’altro secolo non aveva contemplato diversi problemi che invece oggi sono fondamentali e urgenti per il mondo intero e le cui risposte sono difficilmente inquadrabili in destra-sinistra.

     

    L’inquinamento ambientale, l’inquinamento demografico (sovrapopolazione), carenza di spazi e di risorse, la globalizzazione, lo sviluppo produttivo, il cosumismo, l’esistenza di poteri transnazionali non controllabili dalla politica dei governi nazionali, la compressione dei diritti dei lavoratori dovuta alla concorrenza di lavoro schiavistico e alla migrazione di persone miserabili e supersfruttabili, le invasioni di masse di migranti, gli effetti dell’automazione sulla produzione di merci e sull’uso di conoscenza, la possibilità di distruggere il mondo con poche bombe, quella di uccidere individui da un altro continente, sono tutti problemi a cui è difficile dare risposte e ancor più difficile inquadrarli in destra-sinistra.

     

    GeriSteve

     

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