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Crotone: le proteste dei ragazzi senza risposte

Tutti i nodi stanno venendo al pettine. Sono all'incirca duecento gli studenti del comprensorio che hanno protestato davanti alla sede della ex provincia per per avere il rdiritto a riscaldarsi. Si tratta di ragazzi provenienti da Mesoraca, Cutro e le Castella che chiedono di poter studiare in aule al passo con i tempi, e che si ritrovano invece in aule fredde a battere i denti. Lo slogan della protesta era: "I dipendenti si pagano e noi battiamo i denti", senza sapere che i dipendenti sono da cinque mesi all'incirca che non vedono il becco di un quattrino e rischiano di trascorrere il Natale più nero della loro vita.

Dopo l'abolizione di Del Rio degli enti provinciali, ci si ritrova senza servizi e con nuovi disoccupati che faranno senz'altro risparmiare una manciata di denari al governo, distruggendo diritti e dignità. Se qualcuno ci avesse detto anzitempo che anche le province avrebbero rischiato il tracollo, destinati ad essere cancellati, avremmo fatto fatica a crederci ed avremmo tacciato di insania mentale chi stava narrando una simile storia. Ed invece ci siamo svegliati un giorno per scoprire un'amara realtà puntellata da inefficienze ed anomalie difficili da digerire.

Crotone ha un territorio fragile, a causa di un dissesto idrogeologico provocato dalle piogge ed all'inquinamento ambientale, lontano anni luce da una svolta annunnciata ma mai attuata, con difficoltà di ordine quotidiano che non permettono nemmeno di avere ciò di cui si necessita. Così mentre viene strombazzato il Ponte sullo Stretto come opera che ci farà uscire dalla palude dentro la quale camminiamo, Crotone vive sospesa tra un passato di cui ricorda i fasti, resi attualmente nefasti da uomini che hanno deciso di amputare braccia e gambe ad un corpo sano, rendendolo inattivo ed incapace di stare in piedi.

Riforme annunciate per far ripartire il Paese ma che ci hanno riportato indietro di secoli se le strade del circondario non sono percorribili, se le scuole stanno cominciando a fare i conti con l'impossibilità di avere il minimo necessario.

Eppure Renzi nella sua magnanimità ha concesso ai ragazzi un bonus di 500 euro per spenderlo in attività culturali; ma quali, viene da chiedersi, se in questo lembo di sud è come invitare a pranzo un ospite e non avere nemmeno la tavola per apparecchiare.

Protestano intanto i ragazzi del socio pedagogico Satriani di Mesoraca,dell'itc di Cutro, e dell'Alberghiero le Castella. Le loro richieste da chi saranno accolte, se la provincia non c'è più, se i dipendenti sono stati accompagnati alla porta. Chi si farà carico di tutto questo? I prefetti, ritornati a svolgere funzioni amministrative come si usava un tempo durante il fascismo. Prefetti e super prefetti saranno all'altezza di fornire risposte, oppure a chi chiede verranno garantite legnate sul groppone?

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