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 Home page > Attualità > Politica > Crisi del debito: opportunità per cambiare le Istituzioni

Crisi del debito: opportunità per cambiare le Istituzioni

Nel suo recente discorso di Palermo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha auspicato "una revisione complessiva di assetti istituzionali, di realtà economiche e di comportamenti diffusi [….] uno sforzo di cambiamento e di coesione nazionale". Insomma la crisi come opportunità per una nuova e migliore posizione di equilibrio del sistema delle nostre Istituzioni di sfondo.

Ovviamente è compito della politica proporre al cittadino una adeguata visione del rinnovamento da perseguire; il vostro cronista si limiterà a fare un po’ la storia della concezione dello Stato durante i suoi centocinquanta anni di esistenza.

Per farlo è utile fare una premessa: provate a tracciare su di un piano due assi cartesiani ortogonali ed a scrivere la variabile Sovranità nel senso delle ascisse crescenti e la variabile Socialità nel senso delle ordinate crescenti.

L’asse delle ascisse indicherà nello spostamento verso destra un sempre maggiore potere politico popolare. Ad esempio una dittatura di qualsiasi colorazione politica si collocherà verso l’estremo di sinistra. L’asse delle ordinate indicherà nello spostamento verso l’alto il crescere dell’attenzione del sistema politico alle esigenze della popolazione. Ad esempio uno stato liberale, attento solamente all’ordine pubblico, si collocherà verso l’estremo inferiore. Questo semplice diagramma può aiutare a descrivere le varie fasi attraversate dallo Stato italiano.

La prima di queste fasi è quella derivata dal Regno di Sardegna e dal suo Statuto Albertino, che ne faceva una monarchia assoluta ma illuminata. Possiamo assumere per essa il punto “A”. Andiamo male con la Sovranità ed anche con la Socialità non brilliamo. Sono stati anche gli anni della repressione militare dei fermenti meridionali successivi all’unificazione e di Bava Beccaris, con contorno di fucilate sui dimostranti di Milano. Proprio di più non è possibile assegnare a questa fase.

La seconda fase è quella del ventennio fascista, quando lo Statuto Albertino è stato di fatto messo da parte dal Plebiscitarismo mussoliniano. Possiamo assegnargli il punto “B”, evidenziando sia il grave venir meno della partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica sia l’asservimento delle Istituzioni agli interessi della classe dominante.

La terza fase è quella delle Prima Repubblica ed ha inizio con l’adozione della Costituzione repubblicana. Siamo faticosamente passati al punto “C”. La sovranità è del popolo, sia pure in limiti contenuti a causa di poco democratiche leggi elettorali; l’attenzione al benessere della popolazione è significativa, anche se l’apparato repressivo dello Stato resta dominante ed anche se siamo ben lontani dal welfare delle democrazie del Nord Europa.

Dove dobbiamo andare? Ogni forza politica dovrebbe dire la sua con estrema chiarezza, ove volesse seguire il suggerimento del Capo dello Stato. Il dibattito politico dovrebbe portare ad almeno un paio di indicazioni compiute e, infine, i cittadini con il loro voto potrebbero fare la propria scelta.

Il momento del dibattito sarebbe di fondamentale importanza per l’intero percorso decisionale. Ad esempio al cittadino si dovrebbe spiegare come si vuole affrontare l’emergenza mafia, alla luce degli insuccessi delle repressioni militari del fenomeno del brigantaggio; come si vuole affrontare l’emergenza del Meridione, alla luce degli insuccessi di decenni di intervento straordinario; come si vogliono affrontare le molteplici discrasie del sistema economico, dalla mancanza di competitività, alle pratiche mercantili scorrette, alle discrasie dell’informazione, etc.; come si vogliono tutelare i diritti di libertà e le istanze di giustizia dei cittadini ; come si vuole consentire ai giovani di poter definire i propri piani di vita, senza le attuali incertezze del precarietà e della carenza di lavoro in genere; come si intende tutelare le categorie sociali più deboli e più fragili e, per questo, più bisognose di sostegno; come si intende regolare la partecipazione popolare alla politica; e così via. In definitiva si dovrebbe indicare dove si desidera spostare il punto “C”.

Comunque sia di ciò, il Presidente della Repubblica continua a mietere consensi ed il suo indice di gradimento ha da tempo raggiunto percentuali bulgare.


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