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di Giovanni Mistero martedì 19 aprile 2011 - 7 commenti oknotizie
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Cosa c’è dietro lo stop al nucleare. Acqua pubblica ai francesi e legittimo impedimento

La notizia è giunta in redazione ieri: il Governo aveva deciso di dismettere il programma nucleare. Fonti interne ci hanno chiarito lo scenario e le ragioni di questa scelta che vedono un accordo Parigi Roma che da una parte toglie la costruzione delle centrali ad AREVA e dall'altra affida la gestione dell'acqua pubblica a VEOLIA.

SPECIALE: Leggi la guida al voto di AgoraVox

Nucleare in Italia: il Governo decide di soprassedere sul programma nucleare, lo fa inserendo una moratoria nel decreto legge omnibus, all'esame dell'aula del Senato, che prevede l'abrogazione di tutto l'impianto normativo che attiene la realizzazione di impianti nucleari nel Paese.

L'emendamente recita: "Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare".

Ad abbracciare la linea Berlusconi in persona, da sempre scettico nei confronti del programma atomico ma schiacciato dalla lobby nucleare. Sebbene alcune voci leghino questa scelta ad un sondaggio realizzato la scorsa settimana che avrebbe dato al 54% la percentuale di italiani intenzionati a recarsi alle urne il 12 e 13 giugno (quindi oltre il quorum) le ragioni sono più ampie.

Prima di prendere questa decisione il Governo ha intavolato accordi con la Francia per dare una "contropartita" alla perdita economica che ne sarebbe derivata. Raggiunta l'intesa, stamane, AREVA - il colosso mondiale francese del nucleare che si sarebbe dovuto occupare della costruzione delle nostri centrali - ha iniziato la dismissione dei suoi uffici romani.

Il Governo era ben cosciente che il raggiungimento del quorum avrebbe comportato la bocciatura non solo della legge sul Nucleare ma anche quelle sul Legittimo Impedimento e sulla Privatizzazione dell'acqua.

E' stato proprio su quest'ultimo punto che è nata la contropartita da offrire oltralpe, attraverso un patto che sposta gli interessi economici dal nucleare all'acqua e dovrebbe garantire a VEOLIA una consistente presenza nel suo processo di privatizzazione (l'azienda francese è uno dei leader mondiali nel settore della gestione urbana degli acquedotti, dei rifiuti e dei trasporti). I mediatori italiani hanno dovuto fare una vera e propria corsa contro il tempo per cercare di giungere ad un accordo che soddisfacesse Parigi e che potesse essere ratificato già il 23 Aprile, giorno dell'incontro tra Berlusconi e Sarkozy.

Il Governo ha, così, trovato il modo di liberarsi di un referendum chiave che rappresentava, dopo Fukushima, il vero motore della votazione e l'elemento che avrebbe portato i cittadini alle urne.

In un colpo solo si è disinnescata una possibile bomba elettorale in mano alle opposizioni (il pericolo nucleare), si è portato a casa il Legittimo impedimento e si è continuato il processo di privatizzazione dell'acqua pubblica.

La controversia, poi, lascia ancora margini di manovra a futuri colpi di mano "nucleari" poiché l'emendamento di oggi in Senato elimina l'obbligo della stesura dei decreti legislativi di applicazione sul nucleare. Ma i decreti approvati finora non decadono, così come la legge numero 133/08 che dà il via alle centrali. E' uno stop, non una abrogazione mentre il referendum avrebbe abrogato la legge.

di Giovanni Mistero martedì 19 aprile 2011 - 7 commenti oknotizie
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  • 6 votes
    (xxx.xxx.xxx.135) 20 aprile 2011 01:19

    Appunto. L’ennesima porcata... Anzi, stavolta quattro al prezzo di una!
    Detto senza mezzi termini. Di altri beni/servizi privatizzati ad un certo punto abbiamo dovuto farcene una ragione, seppur a malincuore, ma sull’acqua proprio non ci riesco, solo a provarci mi sento violentato non nel mio essere uomo o donna, ma proprio come essere umano. Sarò apocalittico, eppure nessuno riuscirà a distogliermi da questa convinzione. L’acqua è troppo importante: è la nostra vita, siamo fatti di acqua! Non riesco proprio a capire cosa contenga la scatola cranica di coloro che non hanno voglia di "perdere tempo" per andare a votare contro la privatizzazione dell’acqua, non capiscono che non votando votano contro se stessi, proprio come esseri umani. Sarò ripetitivo, eppure, personalmente, ritengo la mercificazione dell’acqua un vero abominio, una delle cose per cui c’è da vergognarsi di appartenere al genere umano. Mi auguro con tutto il cuore che il popolo italiano si renda conto di cosa rischiamo non andando a votare per questi referendum. Se per un’assurda ipotesi fosse possibile, sarei pronto fin da ora a votare 58 milioni di volte...

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