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Le strane somiglianze tra un romanzo Mondadori e un film di Haneke

 

Se fossimo tra le pagine della Settimana Enigmistica, non potremmo che chiedervi: trova le differenze. Ma questo non è il caso di due vignette appaiate, “che differiscono solo in 7 piccoli particolari”, come recitano le istruzioni di uno dei giochi più famosi della famosa rivista di giochi e cruciverba. Questo che vi presentiamo – con tutte le cautele, visto che al momento si tratta solo di una scheda editoriale – è il curioso caso di un romanzo – dal titolo, probabilmente provvisorio, di “La fine di un’infanzia felice” - in uscita tra qualche mese, a marzo, presso la casa editrice più importante del Paese, Mondadori.

Il libro è a firma dello scrittore Gian Mario Villalta (la scheda si trova sul sito di anticipazioni e novità editoriali Wuz.it). Che cosa colpisce di questo riassunto di trama del libro di Villalta? La sua estrema somiglianza con la trama di un film del regista Michael Haneke, “Niente da nascondere” (Caché il titolo originale), vincitore del premio per la miglior regia al festival di Cannes nel 2005. Naturalmente nessuno ha intenzione di parlare di plagio o di scopiazzatura maldestra, anche perché del romanzo di Villalta al momento si conosce soltanto la trama anticipata su Wuz.it dalla casa editrice di Segrate. Però, messe a confronto, le trame del romanzo di Villalta e del film di Haneke fanno un certo effetto. Quando sarà pubblicato, leggeremo con attenzione il libro di Villalta e verificheremo le nostre sensazioni iniziali. Per ora, ci limitiamo a questa curiosa constatazione.

Niente da nascondere” (film di Michael Haneke, 2005, tratto da Ondacinema.it)

Tutto ha inizio con l'invio di una cassetta video al domicilio di Georges, un affermato e benestante conduttore francese di una rubrica televisiva dedicata ai libri. Le sicurezze della sua esistenza protetta si incrinano quando comincia a ricevere strani messaggi, impossibili da codificare: videocassette con immagini sue e dei suoi familiari ripresi di nascosto dalla strada, inquietanti disegni infantili e violenti. Georges non ha idea di chi possa mandarglieli, ma quando il contenuto delle cassette diventa più personale, appare evidente che il mittente è qualcuno che lo conosce molto bene. Le videocassette inviate successivamente sono avvolte in inquietanti disegni raffiguranti il viso di un bambino che vomita sangue e che hanno a che vedere con qualcosa accaduto a Georges tanti anni prima…Georges è sempre più preoccupato per sé e la sua famiglia, e anche il rapporto con la moglie comincia a compromettersi.

La fine di un’infanzia felice” (romanzo di Gian Mario Villalta, in uscita nel 2013. Tratto da Wuz.it)

Da qualche anno la vita di Guido sembra andare per il meglio. La collaborazione con la casa editrice Gemina, con cui aveva pubblicato un libro di alpinismo, ha portato dei successi editoriali e adesso Guido è un editor conosciuto e rispettato. Ma un giorno riceve un pacco che porta una firma familiare: Sergio Casagrande. Sergio, l'amico di giovinezza, che dopo il dramma che li ha toccati è scomparso nel nulla. Col cuore che gli batte, apre il pacco e ci trova dentro un dattiloscritto che parla proprio di loro, la loro giovinezza, il primo incontro, le prime sigarette, i giri in motorino nella campagna friulana, la caccia alle rane. Fino alla tragedia che ha segnato la fine della loro amicizia e che si sono portati dentro tutta la vita: la morte in un incidente del fratellino di Guido, un ragazzino con problemi cognitivi. Guido va avanti avidamente nella lettura. E scopre che, almeno nel libro, Sergio spia e pedina Guido da più di un anno. Sarà finzione o realtà? 

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