L’inchiesta sullo scandalo Croce Rossa continua, e in questo articolo approfondiremo le irregolarità e anomalie che avvengono nel Corpo Militare, una delle sei componenti della CRI. Una componente ai più sconosciuta ma con un ruolo strategico nella vita del nostro Paese perché opera in diversi settori, e ultimamente svolge numerosi servizi, tra cui quella della gestione degli ex cpt. Suscitando numerose denunce da parte delle associazioni che si occupano della difesa dei diritti umanitari visto il trattamento inumano riservato nei confronti dei clandestini. Qui potrete visionare un video alquanto terrificante.
Il Corpo Militare della Croce Rossa esplica le proprie attività istituzionali sia in tempi di guerra e sia in tempi di pace, è un corpo ausiliario delle Forze Armate ed ha la stessa struttura gerarchica e stesso stato giuridico dell’Esercito Italiano. Ricordiamoci bene che non è una struttura privata ma pubblica e la retribuzione dei volontari della CRI proviene direttamente dal Ministero della Difesa, quindi da noi contribuenti.
Come ogni struttura e organizzazione, il Corpo Militare è regolato da un ordinamento, il 484/Regio Decreto del 1936 che ne determina lo stato giuridico, il reclutamento, l’avanzamento ed il trattamento economico ed amministrativo del personale.
Regolamento che in questi anni non è stato rispettato, e in barba ad ogni norma giuridica e istituzionale si sono commesse gravi irregolarità. Tutte dimostrate e denunciate da ben due ispezioni, una del 2006 ed un’altra nel 2008. In parole povere i volontari del corpo militare che possono essere richiamati solamente in casi particolari dove c’è una vera esigenza di operatività come appunto il terremoto, inondazioni oppure nei teatri di guerra come è accaduto in Iraq, sono passati senza nessuna giustificazione in servizio continuativo. Numerosi volontari, ed esattamente 877 militari sono passati illegittimamente da uno stato di rapporto di lavoro a tempo determinato a quello continuativo.
Allora facciamo un passo indietro di qualche anno.
E arriviamo nell’epoca , perché sembra già passata un’era, in cui come commissario straordinario della Croce Rossa c’era Maurizio Scelli, l’uomo che ha creato un buco spaventoso di migliaia di euro nel bilancio della CRI, l’uomo che con “scelleratezza” acquistava auto blu nuove, lussuose , luccicanti, comprate nonostante le leggi varati dal parlamento che obbligavano un taglio del 50 per cento alla spesa per l’acquisto delle auto blu.
Commissario Rocca a me sembra di capire che con la faccenda della Sicilia.. voglia distogliere l’attenzione sulla GRAVE faccenda dell’Abruzzo.... ma non sarà mica perchè c’è di mezzo una LETTA ????
Sulla vergogna della CRI Siclia, di nome Siciliana servizi emergenza (SI.S.E.) spa detentrice del servizio 118 in sicilia, societa con capitale in house alla CROCE ROSSA ITALIANA, molte testate in Italia si sono interessanre dello scandalo vergognoso di sperpero di denaro pubblico.
Anche nel Corpo Militare, si sono spesi molti denari per richiamare personale, a carattere discrezionale, con scopi clientelari, ed avanzamenti di carriera al grado superiore senza i requisiti, vedremo se finalmente si scopriranno i responsabili, militari e civili di tale scempio amministrativo.
di sganapino(xxx.xxx.xxx.100)15 ottobre 2009 18:18
Questi sono gli articoli che mi demoralizzano. Mentre si cerca di pompare l’acqua fuori dalla stiva, vi sono persone che ogni giorno aprono falle nel bilancio pubblico. Invano l’Europa ci dice che il nostro Bilancio è preoccupante. Vi posso dire che c’è un Centro di Studi economici francese-serio-che assicura che, con l’anno nuovo, l’Italia sarà costretta dai propri conti fuori controllo a misure molto impopolari. Ho il timore che ormai non si riesca più ad evitare l’affondamento del Titanic.
Ottima seconda parte, una inchiesta che lascia non poco sconcertati, finanziamenti dello Stato gestiti non si sa come e non si sa da chi!! Ma questo ente avrà una contabilità fiscale?? Ci saranno registri...
Speriamo che questo Commissario Rocca, riesca a farci vedere chiaro ed a mettere un pò di ordine in qualcosa che secondo me è inaccettabile!!
Ornella
Forse ti sei persa qualche dettaglio.
Il Comm. Rocca su cui tu (e forse altri tre) fai tanto affidamento, si DIMOSTRA parte INTEGRANTE di QUESTA MAFIA. Leggi, rileggi, e decidi.
Ciao.
(Lo Zito sta a Rocca come la guardia sta al LADRO/MAFIOSO: tu da che parte stai??)
di l’incarcerato(xxx.xxx.xxx.9)16 ottobre 2009 01:45
Caro Tiziano, Ornella sta dalla nostra parte e se è la persona che penso io, lei ha perso un figlio prorpio a causa della mafia e sta conducendo una battaglia molto importante. Non serve che citi Salvi visto che nel primo articolo ho fatto un’ intervista dettagliata a Lo Zito con relativi documenti come ci sono anche qui.Le interviste ai diretti interessati vanno fatte, questa è serietà. Poi sta alla gente farsi un opinione in merito.
La domanda che Ornella ha posto è leggittima, anche perchè i registri delle entrate e delle uscite, relative ad esempio alle donazioni, fìno adesso nessuno li ha visti.
ps ORNELLA DI LACRIME NE STA SPENDENDO MOLTE, TROPPE...
di l’incarcerato(xxx.xxx.xxx.133)16 ottobre 2009 11:44
Intanto a proposito del video denuncia che ho postato, ecco una denuncia grave da parte di un medico della croce rossa:
“C’è una continua e incessante richiesta di benzodiazepine. E una grossa richiesta di sedativi e ipnotici.” Ad affermare il massiccio utilizzo di psicofarmaci nel centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria a Roma è forse la fonte più attendibile. Il coordinatore medico dell’ente gestore, la Croce Rossa Italiana. Chiede di nascondere la sua identità, per motivi di privacy, fuori dal Cie infatti lavora come medico di base. G.E., queste le sue iniziali, non nasconde invece la diffusa pratica di somministrazione di sedativi nel Cie. Ma ci tende a sottolineare che gli psicofarmaci sono somministrati soltanto su espressa richiesta dei detenuti. Una richiesta che però – come ammette lui stesso – riguarda “la maggioranza delle persone presenti nella struttura”
Io mi chiedo come sia possibile che uno scandalo di queste dimensioni e di tale gravità non venga trattato dai media: dai quotidiani fino anche a Report.