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Consiglio delle Donne francofone del Belgio: ancora interessante

Stiamo ancora nella lettura della guida alla sopravvivenza in un ambito maschilista pubblicata dal Consiglio delle Donne francofone del Belgio, CCFB.

 

Questa volta parliamo del famoso istinto materno. Sembrerebbe che donne e uomini non sarebbero destinati ai stessi ruoli parentali. Questa idea legittima delle diversità tra uomini e donne nel loro comportamento di genitori, il fatto che le donne sarebbero più competenti per occuparsi dei bambini nella sfera privata e nella sfera pubblica, quello che gli uomini non ne sarebbero capaci, l'aspetto innaturale, anzi immorale, della contraccezione, dell'aborto, ...

Tanti preconcetti: tutte le donne vogliono dei bambini col rischio, altrimenti, di essere anormale o egoiste, le donne cercano un futuro padre e non un marito, per essere veramente donna bisogna essere madre, per gli uomini non è importante avere figli, una madre è più dotata per occuparsi dei bambini che un padre, le donne hanno l'istinto per occuparsi dei bambini, gli uomini sono più inclini a fare del male ai bambini, ...

E' indispensabile decostruire i miti. L'immensa Elisabeth Badinter spiega che da Darwin e la sua convinzione di un istinto materno facendo parte degli istinti sociali più potenti, è aspettato dalla parte delle donne un legame dovuto ad un processo neuro-biologico-chimico con il bambino. Per le altre donne bisognerebbe preoccuparsi dell'ambiente e di deviazioni psicopatologici.

E Françoise Héritier di spiegare: l'amore materno è una costruzione mentale e sociale. Si usa al punto di colpevolizzare le donne che non hanno figli. Le donne portano, talvolta difficilmente, la loro propria storia, quella legata alla loro madre ed alle altre donne della famiglia, il loro passato. L'amore materno si costruisce. L'intensità dei sentimenti non dipende dall'istinto, ma dalla singolarità della persona. 

Elisabeth Badinter sostiene che l'amore materno è influenzato dal peso della cultura. In Occidente, l'idea è nata alla fine del secolo XVII. Prima i lattanti erano considerati come abbozzi di esseri, privi di sentimenti e tanti erano venduti, abbandonati o lasciati presso bambinaie. Dopo è apparsa l'idea dell'amore materno come valore universale indispensabile alla società. E la compassione materna è diventata un simbolo della solidarietà nazionale.

Nel 1775, il libro "Système physique et moral de la femme" di Pierre Roussel, medico, fece molto rumore: stabilisce un legame fra il corpo e l'anima della donna basandosi sulla sua morfologia, e ciò è il determinismo biologico. La donna è predestinata alla passività ed alla gravidanza! "Les Lumières" hanno anche investito nella maternità al servizio del bimbo, futuro del mondo, con una donna subordinata all'uomo e valorizzata principalmente come madre. Evviva il paternalismo ed il patriarcato!

Dopo la prima guerra mondiale, lo Stato si è preoccupato dello spopolamento. La famiglia comincia a fare parte delle decisioni politiche. La seconda guerra è anche seguita da una propaganda nazionalista ed da una repressione della contraccezione e dell'aborto.

Infine, nel 1949, Simone de Beauvoir dissocia la donna dalla madre. Le sue visioni revoluzionari della maternità hanno provocato numerose polemiche, ma hanno aiutato il femminismo. Così, poco a poco, delle donne rifiutano di essere viste come corpi riproduttori, ma rivendicano di rimanere proprietari del loro corpo. La maternità corrisponde ad una scelta. Un bambino desiderato avrà tutta l'attenzione dei genitori suoi. Desiderato ... con coscienza, riflessione, responsabilità e non con il peso della società e dell'inconscio.

Françoise Beck

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