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 Home page > Tribuna Libera > Chi sono quelli veramente "incazzati" neri?

Chi sono quelli veramente "incazzati" neri?

Sono quelli che da quando sono nati sentono parlare di crisi. Sono quelli che hanno studiato qualcosa per vedersi riconosciuto un ruolo che nessuno gli riconosce. Sono quelli che si chiedono che senso ha andare all’università. Sono quelli che pensavano che il loro anno di Erasmus avrebbe fatto la differenza. Sono quelli che non ne possono più dell’Italia ma non hanno la forza di partire. Sono quelli che, una volta partiti, vorrebbero un giorno ritornare e non trovare l’Italia sempre uguale.

Sono quelli che nonostante la crisi e le potenze emergenti, qualcosa di concreto per la crescita credono che debba pur essere fatto. Sono quelli che l’entusiamo l’hanno perso per strada, ma se ci fosse la possibilità lo ritroverebbero immediatamente. Sono quelli che a trent’anni non si spiegano come sia possibile che hanno meno soldi in tasca di quando di anni ne avevano quindici. Sono quelli che si chiedono perché hanno studiato architettura, biologia o scienze della comunicazione, quando se fai il muratore, l’agricoltore o l’impiegato statale ti senti più gratifigato e forse 1000 euro al mese riesci a portarli a casa. Sono quelli che non si spiegano come mai sono i peggiori che vanno sempre avanti, anche se non sono disposti a diventare peggiori per andare avanti. Sono quelli che un padre lo hanno, ma non li ha mai raccomandati. Sono quelli che hanno visto la propria mamma commuoversi il giorno della propria laurea e che uno schiaffo dai propri genitori almeno una volta lo hanno ricevuto. Sono quelli che dei nonni non possono fare a meno, che hanno capito il valore della famiglia, ma che la dalla famiglia non riescono ad emanciparsi. Sono quelli che a ottant'anni pagheranno ancora i contributi. Sono quelli che non vorrebbero arrendersi al qualunquismo ma non possono fare a meno di farlo.

Sono quelli che pensano che i politici de La Zanzara non possono essere veri politici mentre quelli che siedono in Parlamento non sono molto più presentabili. Sono quelli convinti che Bossi non poteva non sapere. Sono quelli secondo cui Rosi Mauro è un capro espiatorio. Ma meglio un capro espiatorio che un capro vice-presidente del Senato. Sono quelli a cui le intercettazioni fanno schifo, ma sono convinti che faccia ancora più schifo quello che dicono gli intercettati. Sono quelli che appena aprono un quotidiano hanno la nausea e quelli che non concepiscono la colonna di destra di alcuni giornali on-line anche se ogni tanto ci passano del tempo sopra. Sono quelli che del servizio pubblico della Rai non se ne fanno niente. Sono quelli che se fosse per loro i partiti non riceverebbero nemmeno un euro. Sono quelli che ogni tanto hanno pensato "Basta! Me ne vado", oppure che indignarsi non basta.

Sono quelli che apprezzano i tecnici perché sono più esperti e seri degli altri, o almeno lo sperano. Sono quelli che la Borsa non sanno nemmeno come funziona ma che della Finanza non si fidano. Sono quelli che pur di non stare zitti si accontentano di scrivere un banale post. Sono quelli che se servisse a qualcosa scenderebbero in piazza anche tutti i giorni. Sono quelli che appena si svegliano pensano di inventarsi una nuova professione utile non solo a loro, ma anche agli altri. Sono quelli che non si accontentano più delle risposte imbalsamate delle ideologie del ‘900 e che non si spiegano come fino a poco tempo fa c’era qualcuno che credeva ancora nel Comunismo. Per non parlare degli altri. Sono quelli che a qualcosa di ultraterreno credono, ma che appena vedono un cardinale gli viene l’orticaria. Sono quelli che tra la Padania e l’Europa unita preferiscono la seconda, fosse solo per il semplice fatto che se ci fosse una vera politica comunitaria, con un solo esercito, un solo corpo diplomatico ed una spesa più razionale, i fondi per la crescita e lo sviluppo economico salterebbero fuori veramente.

Sono quelli che anche se tutto appare più difficile non smettono di sognare. Quelli che nonostante tutto sono orgogliosi di essere cittadini europei ed italiani. Quelli che forse qualcosa di buono per noi e per gli altri possono ancora farlo. In definitiva sono gli incazzati neri, di cui tutti parlano.

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