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Caro on. Crosetto.. Quando la Rai impacchetta le notizie come se fosse l’Istituto Luce

 

Giovedì 3 settembre, ore 7.14 di un mattino che mi coglie particolarmente assonnato. Sullo schermo della tv appena accesa il teatrino di RaiUno che rischia di farmi sputare il caffè: l’onorevole Crosetto, sottosegretario alla difesa, seduto in studio osserva con sguardo fiero le immagini di un servizio, costruito in stile "cinegiornale di propaganda di inizio secolo (scorso)", che lo ritrae mentre, vestito da militare, passa in rassegna le truppe italiane ad Herat, salta agile (più o meno) su un elicottero da trasporto ed attraversa mezzo Afghanistan per andare a "far visita ed a congratularsi con i nostri militari impiegati in sperduti avamposti in mezzo al deserto". La voce in sottofondo ricorda quella di Fascisti su Marte, non fosse che quella aveva pieno contesto dentro un pamphlet satirico e questa invece fa parte a pieno titolo della struttura dell’informazione nel nostro Paese. 

Il racconto trionfale sfuma poi in un’entusiasta analisi del contesto geopolitico afgano, momento in cui Crosetto, affiancato dal conduttore, si sente in dovere di spiegare il ruolo prezioso svolto dai militari in quelle zone e, quando dietro di loro appare l’ormai famosa foto dell’elettore mutilato con taglio di naso e orecchie da parte dei talebani, il simpatico duetto si lancia in una curiosissima sequela di affermazioni in po’ improbabili il cui riassunto è: questa foto prova che: 

- grazie ai nostri militari si sono tenute libere elezioni

- i nostri militari proteggevano i votanti;

- la democrazia è importante;

- l’Afghanistan si è emancipato.

Caro Crosetto, mi viene solo da pensare, e lo scrivo così, per come mi ha attraversato il cervello in questa mattina di inizio settembre, che se fossero state "libere elezioni" non avreste avuto necessità di truccarle, non si sarebbe rischiata una guerra civile, in un paese già martoriato da una guerra folle, a causa di un risultato dubbio che avrebbe dovuto portare almeno al ballottaggio. Se i soldati italiani hanno protetto i votanti non mi sembra che ti/vi faccia gioco provare a dimostrarlo con una foto di un votante mutilato, questa io la chiamo negazione della realtà evidente. Che la democrazia sia importante poi, nessuno, a parte voi, lo mette in dubbio. Nel senso che è curioso sentir tutto questo gran parlare dei valori della democrazia quando si è a migliaia di chilometri dallo stivale in cui, invece, quegli stessi valori vengono negati e calpestati ogni giorno. Questo governo avrebbe avuto qualcosa da insegnare ai talebani ma, temo, che in quanto a capacità democratiche deficiti un po’. Non credo che aiutino nemmeno, in tal senso, i contractor "selvaggi" (come li definiscono ormai diversi quotidiani) che vengono impiegati in gran numero secondo una formula che funziona più o meno come se si sciogliesse un branco di Pitbull dentro un pollaio, solo che invece di chiamarsi Pitbull si chiamano ArmourGroup ed invece di far strage di polli questi massacrano uomini donne e bambini.

E’ per questo che sostenere la tesi di un Afghanistan che sta trovando la via dell’organizzazione democratica risulta quantomeno ridicolo (almeno quanto sostenere che lì la guerra è finita). Forse sarebbe il caso, anche per i governi che quella guerra l’hanno voluta e sostenuta, di smettere di tentare l’occultamento di una verità palese e di iniziare a capire come si fa, dopo aver distrutto un paese avendolo messo in una condizione ancora peggiore di quella che lo vedeva soggiogato da un regime folle come quello talebano, avendolo abbandonato, di fatto, a mille organizzazioni tribali, alla ferocia della rappresaglia continua, al caos generale, come si fa, appunto, a ridurre il danno ed a dare qualche garanzia ad un popolo che ha conosciuto il democratico occidente emancipato attraverso i suoi bombardamenti a tappeto e che oggi rischia di ricadere in un buio ancor più nero di quello che venne accecato delle bombe sette anni fa.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.135) 3 settembre 2009 14:53

    RISPETTO LE TUE TESI, DOPOTUTTO - E GRAZIE A DIO - SIAMO IN DEMOCRAZIA...MA MI CHIEDO COME SIA POSSIBILE INSULTARE E CALUNNIARE LE NOSTRE FORZE ARMATE CHE DA ANNI ORMAI SI BATTONO PER CONCEDERE AL POPOLO AFGANO UNA VITA QUANTO MENO TRANQUILLA E SICURA. FORSE, QUELLI CHE TU DEFINISCI SERVIZI DA ISTITUTO LUCE - SERVIZI CHE NON PIACCIONO NEMMENO A ME - SI RENDONO NECESSARI PROPRIO PERCHE’ GENTE COME TE CONTINUA IN QUESTA OPERA DI CONTINUA DELEGITTIMAZIONE ANCHE DI QUEL POCO CHE GLI ITALIANI FANNO DI BUONO NEL MONDO. E RICORDA, I NOSTRI SOLDANI ALMENO RISCHIANO LA VITA TUTTI I GIORNI PER UN IDEALE, TU INVECE COSA FAI? SE TI PIACE TANTO L’AFGHANISTAN E I TALEBANI TI CONSIGLIO DI FARE IL VERO REPORTER E DI TRASFERIRTI A KABUL PER QUALCHE TEMPO... TE LO ASSICURO, TI SI APRIRANNO FINALMENTE QUEGLI OCCHI CHE SEMBRI AVERE OFFUSCATI DALL’ODIO IDEOLOGICO.

  • Di (---.---.---.99) 3 settembre 2009 15:58

    e per fortuna che la democrazia la si esporta con le bombe. (e c`è ancora chi ci crede!)
    poi lo andiamo a spiegare noi agli afgani, che tutte le migliaglia e migliaglia di morti civili sotto quelle intelligentissime bombe che vengono dai quei bellissimi uccelli di ferro e fuoco servono solamente a farli stare un pò più tranquilli...poveri cristi!
    poi lo andiamo a spiegare noi agli afgani, che il loro paese raso al suolo per l’ennesima volta è frutto della ricerca di un tale Osama....che il 99% della popolazione afgana prima del 2001 non conosceva.
    poi lo andiamo a spiegare noi agli afgani, che devono stare lontano dai talebani in quanto loro sono l’unica forza di opposizione ad una occupazione straniera che finora a portato solo morte e distruzione.

    poi glielo andiamo a spiegare noi agli afgani, che noi e solo noi occidentali abbiamo il bene supremo della cultura, civiltà, sapienza e democrazia e che noi e solo noi abbiamo il diretto di imporre regole con la forza che nessuno ci ha chiesto
    poi glielo andiamo a spiegare noi agli afgani, che i loro bambini e le loro donne hanno un valore da morte inferiore che le nostre donne e le nostre bambine. e cosi gli spiegeremo che importando la democrazione e dando la caccia al diavolo Bin Laden abbiamo trucidato e ucciso molte più innocenti di quelli morti nelle torri gemelle.....ahahah. Questa si che è democrazia e civiltà!

  • Di (---.---.---.99) 3 settembre 2009 17:43

    e lasci un pò stare se vuole......

    però se almeno è stato in afganisthan potrebbe fare un articolo su quello che ha visto, su quello che ha provato, su cosa stava facendo....per quanto tempo e perchè, le persone che le hanno parlato, la società che ha visitato, etc etc........

    altrimentyi parlando cosi sembra solamente uno dei tanti...."LEI NON SA CHI SONO IO!"

  • Di Alessandro Francesconi (---.---.---.143) 3 settembre 2009 21:04

    Caro amico,
    la ringrazio prima di tutto per il commento che, seppur non condivisibile, è sempre utile a stimolare un dibattito interessante. Inizierò col consigliarle, giuro senza supponenza alcuna, una approfondita rilettura dell’articolo che ho scritto. Vedrà allora che io non ho mai "insultato" o "calunniato" le forze armate italiane e non l’ho fatto perchè non ce l’ho con i militari ma con la guerra che sono stati mandati a combattere, con l’idea che quella guerra ha rappresentato e rappresenta e con le sofferenze che ogni giorno provoca ad un intera popolazione. Durante la rilettura, son sicuro, vedrà anche che io mi sono ben guardato da dare giudizi positivi sul regime dei Taliban che anzi ho più volte criticato. Essere contro l’intervento armato in Afghanistan non vuol dire stare con i talebani ma semplicemente credere in un’altra politica, in un altro metodo di risoluzione delle controversie internazionali e su questo, ne converrà, la bella Costituzione repubblicana del nostro Paese la pensa come me. Vengo poi all’ultimo punto che, mi perdoni l’affermazione, lei solleva un po’ polemicamente, ovvero la mia presunta assenza dai teatri di guerra di cui pure parlo. Devo dirle allora che ho attraversato spesso territori dilaniati da guerre terribili soprattutto nell’aria mediorientale. Ho rischiato e rischio la mia vita per le mie idee e senza ingaggi triplicati come alcune altre figure che stanziano in quei luoghi, ed ho scoperto che per aiutare non serve un fucile a tracolla ma tanta voglia di mettersi in gioco ed a disposizione. L’unico mirino,poi, dietro a cui io mi sia mai nascosto, è quello della mia macchina fotografica quando, nei momenti liberi, documentavo l’orrore che vedevo. E vivo per combatterlo. Questo faccio per le mie idee, senza aspettarmi ringraziamenti ed accettando ogni critica.
    Spero sia abbastanza.

    Alessandro Francesconi

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.21) 3 settembre 2009 23:25
    Damiano Mazzotti

    Nessuno può fare dei miracoli, figuriamoci in quelle zone...

    E non ci dimentichiamo che per molti afghani la vita di una donna equivale più o meno a quella di un cane...

    Possono essere tranquillamente investite in auto... Provate a chiedere...

    E se i politici si liberassero la mente dai oro pregiudizi e i governi acquistassero l’eroina prodotta per utilizzarla a fini medici (contro i dolori del cancro), avrebbero risolto l’80 per cento dei problemi...

    La coltivazione del papavero da eroina rappresenta l’80 per cento della loro economia come si può obbligarli ad abbandonarla? In quei terreni non crescono molte altre coltivazioni produttive...

    quei cretini dell’Onu ci hanno provato pure con i cetrioli...

  • Di kthrcds (---.---.---.178) 4 settembre 2009 10:45

    Concordo con l’articolo di Alessandro Francesconi e con le osservazioni di “anonimo - ip 62”.

    Il prossimo ottobre saranno trascorsi otto anni di guerra in Afganistan: più di quanti ne occorsero per sconfiggere il nazismo.

    In questi otto anni sono stati spesi migliaia di miliardi e uccisi decine di migliaia di afgani. È di questa mattina la notizia che un bombardamento aereo della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) ha causato la morte di circa novanta persone. Tutti i giorni, da otto anni, gli afgani vengono uccisi a cannonate dalle forze Isaf, e vengono classificati come “talebani” anche quando si tratta di donne, vecchi e bambini. In questi otto anni il territorio è stato disseminato di uranio impoverito (“depleted uranium”, presente pressoché in tutti i munizionamenti delle truppe occidentali), sicché quelli che non muoiono subito sotto le bombe moriranno nei prossimi anni a causa di tumori e leucemie causati dalla presenza dell’uranio impoverito.

    Il perdurare di questo stato di cose rende la condizione degli afgani peggiore di quanto non fosse ai tempi del regime talebano.

    Se fossi costretto a vivere in Afganistan, più che apprezzare i “miglioramenti sulla strada della democrazia”,cercherei di espatriare.

    Resta ancora da capire, poi, che cosa abbia a che fare la popolazione afgana con la “guerra al terrorismo internazionale”, e chi, tra i cittadini dei paesi che partecipano alla guerra in Afganistan, sia seriamente convinto che gli afgani costituiscono una reale minaccia al suo stile di vita.

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