Illustrissima Ministro Mara Carfagna, mi chiamo Vincenzo Martire e sono
un portavoce di uno dei comitati civici di Boscoreale, e precisamente
di quel comitato che durante la crisi dei rifiuti per strada del 2008,
ha chiesto ed è stato ricevuto da un funzionario della Prefettura di
Napoli.
In quell’occasione fu consegnato un documento prodotto dal
Comitato, formato da 13 punti unitamente ad un dossier che testimoniava
l’inettitudine dei Commissari prefettizi che in nome dello Stato
italiano stavano governando Boscoreale.

Questo documento parlava tra tante altre cose anche di integrazione delle campane, dell’istituzione di piattaforme ecologiche e di compostaggio.
A distanza di due anni, il documento è ancora valido, la situazione è parzialmente la stessa, cioè non ci sono ancora isole ecologiche e non si vede neanche l’ombra di un impianto per il compostaggio in tutta la regione Campania.
Alla luce di questa situazione ci sono stati degli incontri tra alcuni esponenti del comitato civico Boscoreale e del Movimento per la Difesa del Territorio Area Vesuviana.

Ci sono state delle assemblee ed è stato prodotto un documento unitario che parla di proposte e di alternative all’attuale sistema di smaltimento dei rifiuti.
Questo documento è stato inviato alle varie Istituzioni, tra le quali anche il Governo di cui Ella fa parte.
Ora io mi chiedo e Le chiedo, se per risolvere la crisi dei rifiuti si è deciso di sacrificare le popolazioni vesuviane, attraverso l’istituzone di due discariche a poche centinaia di metri dai centri storici, a ridosso di abitazioni, ristoranti e terreni coltivati, e dove l’odore acre e nauseabondo dei rifiuti in putrefazione fa vomitare, costringendo i residenti, in alcuni momenti della giornata, a tapparsi il naso e a chiudere le finestre, cosa si aspetta di trovare un rappresentante dello Stato venendo a Boscoreale?
Penso proprio che le sue dichiarazioni non possono riguardare quei cittadini onesti di Boscoreale che hanno manifestato, i quali possono anche averle arrecato fastidio, ma ciò non ha nulla a che vedere con la camorra o altro, è solo il grido di un popolo che non vuole morire in silenzio.