Quest'estate sul profilo facebook di un ragazzo che si firma "Eugene Terrorblanch" era comparsa una sua foto shock che ritraeva un giovane bianco accovacciato che impugnava orgoglioso un fucile e premeva il ginocchio sulla sua preda di caccia: un bimbo nero.
Ma questa foto deplorevole mi dà la possibilità di ritornare a parlare di un fatto tenuto nascosto, mai coinvolto in nessuna indagine giudiziaria e mai raccontato, tranne un trafiletto all'epoca del Manifesto.Ma i delitti, questa volta, venivano compiuti fuori, all’estero. Un hobby, come dicevo, molto particolare, un servizio che una società camuffata da agenzia di viaggi offriva ai suoi "amabili" clienti.
I clienti non potevano essere che dei ricchi imprenditori e avvocati. Queste persone, annoiate dalla facilità con cui i fagiani si lasciavano spappolare, venivano portate in Croazia, terra di caccia, e precisamente in un territorio controllato dalle milizie del movimento nazionale cattolico croato Ustascia (pochi sanno, ma finanziati dallo IOR), e lì si dilettavano a fare il tiro a segno sugli abitanti di villaggi serbi e bosniaco-musulmani.
(Nella foto potete vedere il generale croato ustascia Gotovina baciare le mani del Papa opusdeista Giovanni Paolo II; costui sarà poi condannato per crimini di guerra e genocidio)
Cecchini del fine settimana insomma. Questo è l'orribile hobby di cui volevo parlare, questa è la battuta di caccia (all’uomo) che praticavano questi "rispettabili cittadini e laboriosi imprenditori".
Ma molto probabilmente sono persone anche difficili da inquisire perché hanno "operato" in territorio di guerra e lì è tutto lecito. Oppure più semplicemente ci sono di mezzo uomini potenti dove la Magistratura magari non può indagare.
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