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Brasile: nessuno a processo per la “madre coraggio” uccisa 25 anni fa

Il 15 gennaio 1993 Edméia da Silva Euzébio venne uccisa in un parcheggio di Rio de Janeiro.

Edméia era una delle più combattive madri impegnate nella ricerca della verità e della giustizia di tutto il Brasile.

Ne aveva ben donde. Suo figlio Luiz Enrique era scomparso il 26 luglio di tre anni prima insieme a 10 amici. Agenti di polizia li avevano arrestati in una casa di Magé e da quel momento se n’erano perse le tracce.

Il caso divenne noto come la “Chachina de Acari”le uccisioni di Acari, dal nome della favela di Rio in cui viveva la maggior parte delle vittime.

Edméia aveva fondato il gruppo delle Madri di Acari. Il giorno in cui venne uccisa aveva appena incontrato un detenuto nella prigione Hélio Gomez del quartiere di Estácio.

Secondo le indagini, Edméia venne uccisa perché quel detenuto le aveva rivelato qualcosa sul luogo in cui gli 11 scomparsi di Acari erano stati sepolti.

Nel 2011, 18 anni dopo la sua uccisione, sette persone tra cui un parlamentare dello stato di Rio de Janeiro e un alto ufficiale della polizia militare sono state accusate di omicidio e, tre anni dopo, sono state rinviate a giudizio. Gli imputati hanno fatto appello contro la decisione. L’appello dev’essere ancora esaminato.

In sintesi, dopo un quarto di secolo nessuno è stato processato per l’omicidio di Edméia.

Nel frattempo, nel 2010, l’inchiesta sulle uccisioni di Acari è stata chiusa. Non dimentichiamo i nomi delle vittime: Rosana Souza Santos (17 anni), Cristiane Souza Leite (17), Luiz Henrique da Silva Euzébio (16), Hudson de Oliveira Silva (16), Edson Souza Costa (16), Antônio Carlos da Silva (17), Viviane Rocha da Silva (13), Wallace Oliveira do Nascimento (17), Hédio Oliveira do Nascimento (30), Moisés Santos Cruz (26) e Luiz Carlos Vasconcelos de Deus (32).

Un recente libro, intitolato “Madri di Acari: la storia di una lotta contro l’impunità” ha rilanciato la denuncia fatta da Amnesty International nel 1990, corroborata da diverse testimonianze. A far sparire e a eliminare gli 11 di Acari sarebbe stata una squadra della morte chiamata “I cavalli al galoppo”.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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