Ha chiesto scusa. Dopo qualche giorno, un week end di pensieri, critiche piovuto da destra e manca, la rete presa d’assalto, quel maledetto video che girava e girava e girava e quei stravaganti dai calzini turchesi che sbucavano ovunque, Brachino ha chiesto scusa. Ma.
Cioè ha chiesto scusa ma ci sono tre domande a cui Mesiano deve rispondere.
Simpatica questa cosa. Quella delle domande. Come mai Brachino non ha ripreso le domande di Repubblica, o ripreso Berlusconi che non ha risposto a quelle domande e ora vuole farne 3 a Mesiano?
Stamattina con un articolo su Il Giornale, Brachino ha fatto le sue scuse: “Chi mangia fa molliche. Il servizio sul giudice Raimondo Mesiano, andato in onda giovedì scorso, non è stato un capolavoro. Di questo me ne assumo tutte le responsabilità. Mi scuso quindi con Mesiano e mi impegno a non trasmettere più quelle immagini. Io non ho alcuna paura di scusarmi” e si impegna a non mandare più in onda quelle immagini che, diciamoci la verità, hanno fatto più male a loro che a Mesiano stesso. Il programma, infatti è stato messo in croce per tutto il weekend, a causa di quel servizio che riprendeva una mattinata “stravagante” del giudice Mesiano, reo di aver commutato una pena di 750 milioni a Mediaset (ora Fininvest),
Poi la frase capolavoro: “Se alcuni termini usati nel testo hanno offeso Mesiano mi scuso con lui”. Se? Insomma non bastava uno “Scusi ho sbagliato?”, ma tant’è, Brachino si è scusato e questo è già un passo avanti, sebbene, sottolinea il direttore di Videonews, ci sono delle domande, tre, a cui il giudice deve rispondere: “In tutto questo polverone bisogna tenere stretti gli occhiali e non perdere di vista le domande giornalistiche della rubrica di giovedì scorso. Primo, la promozione di Mesiano è meritata professionalmente o come sostengono molti è un premio politico per una sentenza che di fatto va contro il premier? Secondo, le idee politiche di un giudice, per quanto legittime, come agiscono sulla sua serenità e sulla sua indipendenza? Terzo, è vero che nel processo civile non serve un colloquio di tre magistrati, ma non è ’stravagantè decidere su una somma di 750 milioni di euro senza avvalersi di tecnici e consulenti”. Le risposte non sono molto difficili, ma lasciamo che a queste domande (retoriche) risponda il diretto interessato, invitato in studio da Brachino.
Ovviamente la colpa di tutto non è del servizio quantomeno discutibile, della giornalista che ha preparato il pezzo, di Brachino stesso che ha dato l’avallo al linciaggio (con il vicedirettore del Giornale – lo stesso che oggi accusa Augias di essere una spia. Oggi è toccato a lui, domani a chi?), ma ovviamente la colpa è di Repubblica (e di Sky e Rai Tre che avevano mandato più violte in onda un servizio che aveva avuto in origine l’avallo dello stesso Brachino). Prima erano i comunisti, ora è Repubblica; ma forse sono la stessa cosa.
a me onestamente se quel tizio ha offeso il giudice Mesiano non me ne frega niente.
è un giudice, avrà gli strumenti per difendersi, magari con una denuncia.
a me quello che mi frega è che un tizio che fa il presidente del consiglio e che dice di non avere conflitti di interesse possa dire "su quel giudice ne sentirete delle belle!". (e già questo basterebbe).
e mi frega che poi in una televisione esca fuori un "servizio" in cui si cerca di far passare per "stravagante" un giudice che ha dato una decisione avversa al tuo datore di lavoro.
quel "giornalista" dovrebbe chiedere scusa a tutti gli spettatori e spiegare come e perché ha fatto quel servizio e cosa ne sapeva berlusconi,
poi dovrebbe spiegare se è normale che il presidente del consiglio possa commissionare servizi del genere.
voglio dire, ai tempi di matteotti mandavano le squadracce, oggi mandano le telecamere nascoste.
e quel poveretto pensa di cavarsela chiedendo scusa ad un giudice...
Ma la vogliamo smettere di paragonare Berlusconi a Mussolini?
Che cosa c’entrano le squadracce con le telecamere? Brachino, è vero, ha battuto i tacchi, e allora?
Quanti duri e puri ho visto calarsi le braghe davanti al padrone e sbraitare nell’anonimato.
Siate più coerenti, Berlusconi, in fondo, lo avete voluto anche voi.
E ve lo tenete finché morte non vi separi.
Il Moloch è generato da chi vorrebbe vederlo distrutto…