Il grande scalpore a Cannes, la palma come migliore attrice consegnata a Charlotte Gainsbourg, anticipano l’ultima fatica di Lars Von Trier "Antichrist". A dispetto del titolo non è il classico film horror con una trama ben comprensibile e delineata, si parte da uno spunto per poi addentrarsi negli oscuri meandri della mente e dell’eterno rapporto conflittuale fra razionalità e sentimento.
La coppia Defoe-Gainsbourg affronta la morte del figlio in una spirale di dolore che li attacca in modi diversi. Lui è uno psicoterapeuta assenteista, lei sta concludendo una tesi sulle torture attuate alle donne durante l’inquisizione.
L’estrema interiorizzazione ed elaborazione del dolore di lui si scontra con la totale perdita di controllo di lei, perseguitata da attacchi di panico, paure irrazionali, incubi notturni e desiderio di autolesionismo. In un gesto di amore profondo il protagonista decide di curare la moglie, facendole affrontare la sua paura più radicata: il bosco intorno alla loro casa in montagna in un luogo denominato Eden. Anacronismo interessante non c’è che dire, tant’è che il paradiso in questione viene trasformato in un inferno di angoscia, violenza manifesta, possessione e malignità.
La Natura è la terza protagonista della storia, una natura che seppur neutrale sconvolge gli equilibri, spinge oltre i limiti, spaventa e accudisce, si ribella contro il male e la volontà di distruzione prendendo possesso della storia e traghettandola verso l’inevitabile fine.
Il sesso terapeutico, carnale, usato a proprio vantaggio e privo di qualsiasi censura (e dico qualsiasi) è l’integrazione elementare per trasmettere un messaggio preciso, non era facilmente evitabile e proposto in maniera diversa sarebbe risultato fuoriluogo e privo di senso. La violenza infine, spregevole e nutrita dall’odio attinge dalla tortura, che l’umanità sa ben utilizzare e mettere in atto, soprattutto quando è alimentata dal lato peggiore; lato che Charlotte Gainsbourg vive realmente donando allo spettatore una performance strepitosa, di una fragilità e cattiveria disarmante, ben bilanciata dal “posato ma non troppo” Willem Defoe.
Dopo questo film non avrete più limiti, è una promessa.
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