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Ambiente: i soloni al capezzale della natura

Ambiente ridotto un colabrodo. Previsioni metereologiche al collasso. Non c’è giorno che articolisti e media tv non mostrino preoccupazione, per un inverno che ha indossato i vestiti della primavera ed un Natale che di bianco quest’anno non ha avuto manco l’ombra. Non un fiocco di neve.

La situazione è allarmante anche al polo, dove i poveri orsi presto saranno sfrattati dal loro habita e magari qualche imprenditore dall’idea al cemento, stabilirà di costruirci qualche locale “In” qualche ritrovo alla moda con profitti assicurati. Verrebbe da dire. Qui qualcuno si è mangiata la Natura e sentendosi padrone dell’universo, è andato a costruire persino dove non si doveva.

I nuovi tecnologi avranno un bel da fare e la scienza chissà cosa dovrà inventarsi per arrivare in soccorso degli “uomini Re”. Ridicolo che i Soloni del “tutto so” cerchino soluzioni ovvie, perché un avviso di garanzia non si può mandare al Tempo e tutte le riforme di questo mondo non basterebbero, per far si che le stagioni mantengano le loro caratteristiche, per ora alterate.

Il primo provvedimento adottato è stato quello di mettere a riposo gli autoveicoli colpevoli dei fumi di anidride che fuoriescono dai tubi di scappamento. Ma basterà questo accorgimento a far capitolare la primavera? In pratica gli italiani da tempo hanno rinunciato al proprio mezzo sbarazzandosene definitivamente. Mantenere un’utilitaria costa più di una famiglia, di conseguenza ci sembra uno dei tanti paradossi, quello adottato, per quietare gli animi. In realtà le anomalie vanno ricercate altrove.

L’inquinamento che continua a perseguitarci è dovuto ad una cementificazione che non ha risparmiato fiumi o montagne. In Calabria ad esempio per costruire una seggiovia adeguata ai bisogni degli sciatori, si è disboscato e dal momento che era difficile arrivare da quelle parti con i normali automezzi, si è provveduto con un elicottero a portare i piloni per dar vita alla seggiovia. Non sarebbe stato più semplice lasciare in pace la montagna non avviare lavori tipo Tav, che inquinerà ancora di più ed altererà le condizioni atmosferiche? Che dire poi di fumi da cucina immessi nell’aria?

Crotone detiene il record di ristoranti e pub. Qui per ovviare alla crisi, ci si è convertiti ad aprire mangioteche di ogni tipo con canne fumarie nemmeno a norma e che immettono nell’aria più degli scarichi delle macchine. Di cosa stiamo parlando allora? Vogliamo parlare dell’Ilva, di inceneritori sorti come funghi costruiti in prossimità di parchi verdi? Stiamo davvero sfiorando il ridicolo e chi ci governa sarà meglio che faccia un bel mea culpa. Il clima non si piega, e la Natura violata, oggi ci sta presentando il conto.

(Foto: Marco Lazzaroni/Flickr)

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