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di Ivo Cappelli (sito) martedì 22 settembre 2009 - 1 commento oknotizie
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A Ravenna questa moschea s’ha da fare

Ricorrere a questo termine manzoniano, che nel fraseggio quotidiano della gente che crede nella democrazia e nei suoi valori è diventato luogo comune.

Sì, la Moschea per la comunità locale Musulmana è l’argomento "caldo" di queste prime giornate d’autunno qui a Ravenna. Ora anche l’Associazione delle piccole e medie industrie locali (API), diviene alleata della opposizione di centro destra al Comune della città bizantina, impedendo che si costruisca, in zona Bassette, alla periferia nord della città, su un’area di circa 4000 metri quadri già acquistata dalla stessa comunità Musulmana.

Il dibattito si fa quindi sempre più serrato. L’assessore ai sevizi sociali del comune, Farabegoli in una pubblica assemblea ha espressamente dichiarato: "Non si può e non si deve negare un diritto alla comunità Musulmana della nostra città, perchè sarebbe lesivo ed anticostituzionale...".

Per costoro un luogo di culto e di preghiera diviene fondamentale", afferma una rappresentante dell’ARCI

Ravenna - Mentre i rimorchi carichi di uva bionda corrono trainati da trattori, verso le cantine sociali, qui in via Ravegnana alla porte della città, dove ha sede provvisoria al n.358 il Centro di cultura e studi Islamici, con annessa una piccola e provvisoria Moschea sul retro dello stabile, in via Bassa, nel semiscantinato.
E’ proprio qui che nella giornata di venerdì 18 settembre si è svolto il tradizionale ed annuale incontro di dialogo interculturale ed Interreligioso, il quale ha visto la presenza di oltre un centinaio di persone.

Da Bologna è giunto l’Imam fratello Hassak, che con cortesia ha voluto salutare personalmente tutti gli operatori dell’informazione: fotografi, cineoperatori e giornalisti, giunti qui nello scantinato in tanti, un po’ per la curiosità dell’evento , ma soprattutto per apprendere la loro cultura e forma di religiosità.

Tra i politici erano presenti l’assessore ai servizi sociali del comune di Ravenna, Farabegoli, un laico dalle idee molto chiare verso gli Islamici, per i quali chiede parità di diritti (e doveri). Farabegoli proviene dalla sinistra radicale, appassionato cultore quindi di quella politica di apertura al dialogo verso tutti quei cittadini, che per ragioni politiche o di altro genere "sono costrette a migrare per il mondo alla ricerca di condizioni di vita migliore, per sé e per i propri congiunti".

Don Sergio Sala, teologo di chiara fama e persona molto "conciliare" era qui in rappresentanza della Curia. A lui è stata dedicata tanta attenzione per il modo pacato di esporre il suo pensiero, in certe parti molto simile, se non affine a quello dell’Imam: "le nostre sono religioni monoteiste, quindi proveniamo tutti dallo stesso Dio, per cui vedo bene la coesistenza di una Moschea qui a Ravenna tra le tante chiese e storiche basiliche".

Anche il prof Alessandro Vanale, che insegna storia antica e delle religioni, presso il locale ateneo, concorda con quanto espresso da Don Sala integrando così: "quello che noi stiamo facendo e costruendo per accomunare i nostri esempi di fede basati su un unico Dio, non riusciremo a vederlo, occorrerà ancora diverso tempo, ma si arriverà ad una comune definizione..."

Infine è stato letto un interessante passo del Corano, detto dal profeta Muhammad che è considerato un po’ il biglietto da visita della comunità stessa: "Uomini diffondete la pace, offrite il cibo, visitate i parenti, pregate di notte mentre la gente dorme ...entrerete in pace in paradiso".

Erano presenti anche tante insegnanti, operatori della scuola locale, di ogni ordine e grado, per capire, approfondire, alcuni concetti da poter ritrasmettere a questi studenti di detta comunità, che in numero sempre crescente affollano le scuole cittadine.

di Ivo Cappelli (sito) martedì 22 settembre 2009 - 1 commento oknotizie
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Ravenna Religione

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