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Perché anche il ponte sullo Stretto è un’arma di distrazione di massa

La storia del ponte di Messina è la storia delle solite armi di distrazioni di massa. Spenderemo soldi pubblici, i privati non metteranno un euro, la mafia gongolerà, i territori saranno ancora più devastati dai lavori collaterali che saranno gli unici ad essere iniziati: non c’è neanche il progetto esecutivo!

Non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani”.

Quante volte avete sentito declamare questa bella frase dal Premier o da altri? Molte volte, eppure è dimostrabile come essa sia una delle maggiori bufale delle storia repubblicana. Un’illusione delle tante, ideata dal prestigiatore di Arcore e smentita sempre dai fatti. Come anche peraltro nel caso in esame. Basta seguire con un po’ di attenzione la questione del ponte sullo stretto di Messina e si vede subito come in realtà pagheremo tutti l’ennesima stupidaggine di immagine del Premier ed in più ci troveremo con territori più devastati e nessuna vantaggio per economia ed occupazione anzi solo qualche regalo alle famigie mafiose del circondario.

Qualche peones della PDL ha voluto evidenziare un’analogia tra il tunnel sotto la Manica ed il ponte dello Stretto.

Analogie e differenze nel contesto di un sincronismo negli annunci di Gordon Brown e Silvio Berlusconi sebbene il primo comunichi la vendita del tunnel sotto la Manica per ridurre il debito pubblico, il secondo invece indebitandoci tutti per avviare i lavori del ponte sullo Stretto di Messina.

Anche il costo di entrambi i “gioielli” infrastrutturali di Downing Street e Palazzo Grazioli è singolarmente identico: è stato stimato in cinque miliardi di euro nella fase progettuale.

Alla fine il collegamento sottomarino di miliardi ne è costati 14 e notoriamente inglesi e francesi, a differenza di noi italiani, non sono così elastici nell’accettare scostamenti di siffatta entità tra preventivo e consuntivo. Da noi, visti i precedenti nel settore dei pubblici appalti, è più facile vincere al superenalotto che azzeccare la cifra che verrà realmente spesa.

Qui, comunque, finiscono le analogie.

L’Eurotunnel è stato infatti costruito totalmente con soldi privati ed i proprietari solo dopo vent’anni di rosso hanno visto per la prima volta un dividendo, 4 centesimi di euro ad azione. Il ponte, al contrario, sebbene il ministro Matteoli ed il Premier continuino a raccontare storielle sul project financing e sulle interminabili file di imprenditori pronti a tirar fuori i capitali, sarà sostenuto essenzialmente dal pilastro pubblico –il 40% delle risorse– ed i privati se la daranno a gambe levate.

Insomma come avvenuto per l’Alta velocità, che ha prodotto un danno da far pagare a tutti i cittadini, gli investimenti privati saranno in ultima istanza garantiti dallo Stato, quindi pagheranno anche quelli che non saliranno mai su un treno.

E ancora. Se mai verrà fatto, il ponte si candida a diventare un collegamento quasi esclusivamente stradale in un’area del paese povera di binari, mentre il tunnel è un tunnel per i treni ed è arrivato alla fine di un percorso di potenziamento e ammodernamento della rete su ferro nel sud della Gran Bretagna e nel nord della Francia: un servizio in più, in un contesto di servizi funzionali ed efficienti, non la cattedrale nel deserto.

Il Premier parla del ponte affidandogli esplicitamente “il rilancio economico, occupazionale, sociale e infrastrutturale italiano“ e con ciò fa capire di vivere da un’altra parte, non conoscere il contesto nazionale, non vedere che il nostro territorio ha bisogno di manutenzione (pensiamo alla tragedia che è successa proprio a Messina) più che di grandi cantieri. Inoltre cosa sono i 30 minuti che farebbe guadagnare il viadotto sullo Stretto a confronto delle ore che quotidianamente perdono i milioni di pendolari e tutti quelli che si spostano in città e nelle aree metropolitane?

C’è fame di metropolitane, di ferrovie locali, di trasporto pubblico rapido, sicuro ed efficiente.

Fra Messina e Palermo per due terzi del tratto la ferrovia corre su di un unico binario che presenta in alcune parti ancora i giunti in legno a chiusura delle traversine.

Investire in infrastrutture per riqualificare i centri urbani, migliorare la qualità della vita di chi abita, uscire dall’ingorgo, ridurre i gas serra e contrastare il cambiamento climatico. Questo è quel che serve, il ponte non rispondendo a nessuna di queste proprità.

Certo la manutenzione non porta un ritorno immediato di immagine e probabilmente di voti alle regionali ma il tanto celebrato Bertolaso sere fa raccontò tutto orgoglioso un episodio in cui contestava a Prodi la sottovalutazione della messa in sicurezza del territorio idrogeologico italiano perlando della necessità di metterci su almeno 12 miliardi.

Sto ancora aspettando di lodare la sua determinazione e la sua autonomia politica sentendogli dire le stesse cose a Berlusconi ma mi pare sia caduto in un profondo silenzio…

Del resto parlare oggi del ponte sullo Stretto è pura follia: ci sono ancora i cadaveri ed i dispersi del recente evento di Messina a riprova della necessità di un diverso approccio, ma il Premier è tentato da queste vere e proprie armi di distrazione di massa come un orso dal miele e tutti ricordano le 27 passeggiate 27 per il corso de L’Aquila.

La spudoratezza di annunciare che entro dicembre cominceranno i lavori per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, è ancora maggiore se si considera che nella finanziaria 2010 i fondi per la difesa del suolo sono passati da 540 a 120 milioni, cioè ridotti a un quarto, e che lo stato delle infrastrutture, e in particolare delle ferrovie, della Calabria e della Sicilia, è penoso. Occorre mettere in sicurezza il territorio e farlo subito, come dice la tragedia di Messina : senza investimenti adeguati sulle infrastrutture, visto che la ristrutturazione della Salerno-Reggio Calabria non sarà finita prima di 7-8 anni, lo sviluppo del Sud rischia di rimanere al palo, altro che ponte di Messina!

E poi c’è un’altro aspetto che concerne il “linguaggio violento e bugiardo degli annunci propagandistici “ come ben spiegato dal prof. Villari mercoledì sera a Ballarò: non esiste il progetto esecutivo ( nessuna approvazione ancora del CIPE) e comunque c’è in sospeso una azione di ricorso al TAR da parte di cittadini lesi nei propri diritti. Quindi nell’incredulità generale, stanno per essere avviate le prime opere. Pagate da tutti, inutili, in assenza del progetto definitivo. Devastanti, perché collocate in un territorio ad altissimo rischio idrogeologico.

Tutto andrà come prima, anzi: peggio di prima. Si inizia dal versante calabrese, ancora più a rischio idrogeologico di quello siciliano. “I primi lavori per il ponte riguardano necessariamente lo spostamento delle interferenze” – spiega l`A.D. della Stretto di Messina Ciucci, citato dal quotidiano l`Unione Sarda. “In questo caso la ferrovia di Cannitello, che verrà spostata più a monte“. Lavori per un importo di circa 20 milioni di euro.

L’unica cosa sicura sono quindi le opera collaterali sicché l`intero territorio dello Stretto diventerà un immenso cantiere: una devastazione

“Tanto per fare un esempio il treno, dal ponte, deve raggiungere la stazione ferroviaria di Messina attraverso un’intubata, che è più o meno come dire una metropolitana, ma come tutti sanno, per una metropolitana c’è un cantiere aperto ogni cento metri circa, il che significherà sventrare tutto il centro di Messina”, spiega Fernando Giovine, l`esperto che ha firmato le controdeduzioni allo Studio di Impatto Ambientale della Stretto di Messina. “E la gente che abita i palazzi che verranno espropriati per fare i cantieri dove andrà? Bisognerà costruire nuove case. Dove? Io non faccio una valutazione di tipo visivo, ma di impatto su un territorio fortemente antropizzato. Aldilà di cantieri, cave, discariche bisognerà costruire nuovi quartieri ove trasferire migliaia di persone con un ulteriore consumo di suolo ed una devastazione ambientale nemmeno immaginabile“.

Molti pensano che in realtà sia tutto fumo e non se ne farà nulla, tranne le opere accessorie devastanti anch’esse.

Ad agosto, Giovine aveva dichiarato: “Secondo me non ci approssimiamo all’apertura dei cantieri del ponte, ma delle opere accessorie. Il ponte, così come è progettato, lo dice l’Ing. Calzona, non si può fare e questo lo sanno tutti. Ciò che avverrà, a mio avviso, sarà l’inserimento di tutta una serie di opere accessorie in altri progetti esecutivi con espropri e sbancamenti in un massacro del territorio senza precedenti, poi, visto che il ponte non si può fare se ne andranno, il che sarà peggio che se il ponte lo facessero per davvero.”

Ma a Berlusconi che gliene frega, quando la nebbia degli annunci e degli effetti speciali si sarà abbassata ne penserà un’altra e così via, come da 15 anni a questa parte.

Commenti all'articolo

  • Di nick (---.---.---.10) 16 ottobre 2009 10:42

    tutte baggianate, il ponte non è solo un ponte ma un’opera artistica e all’avanguardia dell’ingegneria allo stesso tempo. per quanto riguarda i finanziamenti, questi esistono solo per la costruzione del ponte. è mala informazione sostenere che bisognerebbe dirottarli su opere di manutenzione del territorio. più della metà dei fondi infatti provengono dall’UE che li ha stanziati all’uopo per quest’opera. l’altra gran parte proviene da privati che allo stesso modo sono disposti ad investire per costruire il ponte, non per sistemare le case costruite abusivamente sui greti dei fiumi. infine lo stato mette poco più del 10%. per quanto riguarda le differenze fra l’eurotunnel e il ponte di messina, beh, queste partono proprio dal fatto che uno è un tunnel sotterracqueo e l’altro è un ponte! non è possibile confrontare mele con pere. confrontiamolo piuttosto con altri ponti sospesi che hanno fatto la storia dell’ingegno umano. dal ponte di brooklin al golden gate la gente andava e va tuttora a pagare il biglietto per attraversarli. hanno ripagato l’investimento dopo decine d’anni (come è normale per opere del genere) e ora sono enormemente in attivo, sono il simbolo di una nazione e sono responsabili, in parte, dell’afflusso turistico. sono un monumento all’avanguardia delle capacità umane come lo sono stati nel passato la cupola del brunelleschi o il colosseo. l’eurotunnel è sott’acqua e, pur essendo un’opera prodigiosa, non è ammirabile; questa è una differenza gigantesca. se voi scettici volete continuare a trascurarla va bene, la storia ci dirà chi aveva ragione perchè il ponte si farà!

    • Di (---.---.---.146) 16 ottobre 2009 12:02

      Dall’entusiasmo che accompagna il commento di nick desumo che non abbia preso in considerazione un punto essenziale: importante non è solo chi lo vuole fare, chi lo pagherà se sia bello, utile o altro ma se il ponte sia realizzabile o no perchè in tal caso è inutile discuterne.
      Il professor Calzona è uno fra i maggiori esperti di ponti che esista in Italia ed ha firmato numerose realizzazioni: se afferma che così come previsto il ponte è irrealizzabile, c’è da credere più a lui che ad Altero Matteoli (che non mi risulta sia nè ingegnere nè altro !).
      Il ponte di Brooklin ha una campata libera di 486 metri, il Golden Gate di 1282 metri, il ponte Akashi, il più lungo ponte sospeso mai realizzato, ha una campata principale di 1991metri: quello di Messina dovrebbe averla di 3300 metri ! Chiunque abbia frequentato anche solo il biennio di una qualsiasi facoltà di ingegneria capisce cosa significhi.
      Molti dettagli costruttivi strategici, fra cui il giunto d’attacco al ponte, hanno problemi dimensionali e funzionali talmente impegnativi che in fase progettuale si sono trascurati sperando vengano risolti in corso d’opera. Non c’è da stare allegri pensando ai tempi ed ai costi. Da considerare anche la manutenzione, le chiusure per eventi meteorologici, il rischi sismici ( il terremoto di Kobe del 1995 spostò una delle torri del ponte di Akashi di 120 cm ! ).
      Dobbiamo sperare solo nello stellone degli italiani visto che tutte le imprese estere hanno deciso di abbandonare la gara.

      Temo non lo vedremo mai. 

      P.ing

    • Di zaira (---.---.---.122) 3 novembre 2009 19:03

      Scusa Nick ma sei di Messina o di reggio clabria? Beh non credo proprio altrimenti non parleresti cosi liberamente di un’opera faraonica che in queste due città non può e non deve essere costruita. Il problema è molto semplice...Messina non è una metropoli come Brooklyn, è una città che purtroppo è sempre stata "violentata" per i più disparati motivi.... il terremoto del 1908, bombardamenti delle guerre, costruzioni abusive, incendi dolosi ecc ecc la lista sarebbe infinita... Purtroppo tutto ciò ha fatto si che il territorio nel corso degli anni si indebolisse sempre più fino a causare serie tragedie (vedi la recente alluvione). Vorrei ricordarti che il sistema ferroviario siciliano non funziona per niente...un unico binario per raggiungere Palermo...sempre per i motivi di cui sopra Messina è una citta piena di "baracchelle" a differenza di Brooklyn in cui s’intravedono spelndidi e lussuosi grattacieli...vogliamo paragonare le due città???? Ma fammi il favore....Qui il POnte non è una priorità e come tale non deve essere costruito...Che poi il Presidente del Consiglio dica che grazie alla costruzione del Ponte anche la Sicilia farà parte dell’Italia io sono fiera di rimanere SICILIANA e non italiana se crede di trattarci come un’isola a sè...vedi la mia è solo rabbia....distruggerebbero una città per niente...ma sai quanto è bello vedere il panorama di Messina dal traghetto? Respirare aria pura e non cemento?!? Ha mai percorso la Salerno Reggio Calabria? Conosci le buche stradali di Messina? La tua risposta è no ergo cortesemente TACI!!

  • Di (---.---.---.62) 16 ottobre 2009 11:31

     Privare la Sicilia di quest’opera sarebbe l’ennesima vittoria della mafia che tenta sempre di isolare le popolazioni per soggiogarle.
    E’ un esempio di modernita’, di coesione della Sicilia con l’Italia e’ soprattutto di orgoglio di tutta l’Italia.
    Ricordiamoci il tunnel sotto la manica, il ponte di S. Francisco, il ponte di Brooklin.
    Opere importanti che hanno portato solo benessere e sviluppo. 
    Geniale come il cavallo di Troia, una avamposto della tecnologia per un avanzamento economico e culturale della Sicilia.
    Solo chi vuole tenere la Sicilia esclusa dall’avanzamento economico, detesta e ostacola il ponte.

  • Di gio (---.---.---.168) 16 ottobre 2009 12:03

    Ancora credete alle favolette, il ponte non verrà mai fatto, i soldi pubblici che servono per costruirlo non ci sono, lo stato ha un deficit enorme , tra 5 mesi si vota per le regionali questo è solo l’ennesimo spot elettorale di un governo senza progettualità, la sinistra è in silenzio perchè anche essa si spartirà il banchetto con le sue imprese di costruzione.
    Invece si dovrebbero fare migliaia di micro opere pubbliche in tutto il territorio italiano, facendo lavorare le piccole e medie industrie e ad anche i professionisti, il problema è che solo con questi grossi appalti si riesce a controllare la massa di soldi in poche mani.
    Immaginate un piano per il risanamento sismico delle abitazioni, dando un contributo ai condomini per effettuare gli interventi e sgravi fiscali alle imprese edili e ai professionisti, oppure piani di manutenzione delle infrastutture stradali o per la manutenzione degli aquedotti o delle fognature.
    Il tempo vedrà chi ha ragione, ora sappiamo solo che il torto stà solo dalla parte del ponte.

  • Di Davide (---.---.---.22) 16 ottobre 2009 12:47

    Conti a parte e bellezza. L’Italia credo che sia uno dei pochi paesi nel mondo che non avrà mai bisogno di opere faraoniche per attirare il turismo, semplicemente perchè già ne abbiamo in abbondanza. Una infrastruttura del genere non viene costruita per ATTIRARE i visitatori -_-’’’ se deve essere fatta, è perchè c’è un effettivo bisogno per TUTTO il paese. Come è stato illustrato, l’opera eseguita nella manica è avvenuta a fronte di investimenti sulle altre strutture che lo collegano.

    Ad ogni modo i GIAPPONESI hanno detto non si può fare, uno dei più grandi esperti italiani ha ribadito il concetto. Voglio dire questo è l’ennesimo regalo alla Mafia forse l’ultimo promesso dallo psiconano.

    ciao!

  • Di pv21 (---.---.---.106) 16 ottobre 2009 17:11

    Il Ponte sullo stretto è una delle tante tecniche di comunicazione per creare consenso. Una breve storia come Il Barbiere ed il lupo racconta come cresce il consenso e cosa si arrivare a fare per esorcizzare la paura. Di motivi per avere paura (clandestini, disoccupazione, ecc) c’è solo l’imbarazzo della scelta.
    (segui .. => http://forum.wineuropa.it

  • Di vittorial (---.---.---.42) 17 ottobre 2009 18:02

    Non è vero che non costerà nulla agli italiani,si idebiterà la prossima generazione. Lo stato,fra 30 anni rifonderà il costo dell’opera,le ferrovie pagheranno 100 milioni annui per il passaggio-treni,che, logicamente,ricadranno sul viaggiatore,i pendolari non ne usufruiranno,il territorio sarà irrimediabilmente danneggiato,se ci sarà un terremoto,come purtroppo probabile,non è detto che sia come quello di un secolo fa,7° scala Rikter, se è più forte non reggerà,tiranti ancorati in zona sismica interna,tipo sottosuolo di Napoli,se questa è fattibilità.......Provedessero a mettere in sicurezza territorio,ferrovie,molte ancora a binario unico,rimboschimento per evitare catastrofi,Messina,Sarno ecc.Bertolaso disse che ci volevano 12 miliardi per la sicurezza del territorio,come mai ora tace?molti speculatori tifano per "le grandi infrastrutture" sopratutto la malavita più o meno locale.Ascoltino i geologi,i veri ingegnieri chi,insomma, se ne intende veramente,accantonino gli attacchi di megalomania e d’onnipotenza chi alla fine ci rimette siamo sempre noi.Chi esalta la costruzione-distruzione,si informi basta cercare in internet e leggere bene il parere degli esperti,non difendete un’idea per partito preso,per esaltazione all’idea di qualche opera faraonica con i piedi d’argilla che ricadrà sulle nostre già oberate spalle.Gli errori del governo li PAGHIAMO NOI!!!!

  • Di beppe47 (---.---.---.201) 26 ottobre 2009 18:24

     Mah.... scusate! Non ho capito una cosa. La costruzione del ponte inizierà il 23 dicembre, vabbene.
    Si, ma a che ora?

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