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 Home page > Attualità > Ambiente > Balle nucleari

Balle nucleari

Carlo Rubbia ci chiarisce come il Solare Termodinamico sia una seria alternativa al Nucleare.

In molti, sentendo riparlare di nucleare in Italia, hanno avuto il sospetto che si trattasse di un progetto anacronistico, oltre che di difficile implementazione pratica e dubbia convenienza. Il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, in un’intervista al quotidiano Repubblica, ha fornito un’autorevole conferma a questa tesi.

Ai nostri politici sarebbe bastato andare al cinema a vedere film come «Biutiful cauntri» oppure «Gomorra» per capire dove vanno a finire i rifiuti tossici nel nostro Paese. Si può seriamente pensare di costruire centrali che producono scorie radioattive in Italia? Se poi in un Paese normale ci vogliono 8 o 10 anni per costruire una centrale nucleare, quanto può volerci da noi, dove abbiamo assistito, e in parte ancora assistiamo, alle storie senza fine dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e delle linee ferroviarie ad alta velocità?
 
Il Premio Nobel pone poche domande semplici: «Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi?»

Come da consolidata tradizione italiana le risposte possiamo aspettarci che soffino nel vento. Ma esiste una seria alternativa al nucleare? Sì, si chiama Solare Termodinamico ed è stata ideata dallo stesso Rubbia, quando era Presidente dell’Enea. In parole semplici l’energia solare non viene usata per produrre direttamente energia elettrica, come nei sistemi fotovoltaici, ma viene concentrata per riscaldare una soluzione di sali fusi a temperature di oltre 600 gradi centigradi. In questo modo l’energia viene accumulata e può essere rilasciata gradualmente anche quando è notte oppure ci sono nuvole. Semplice ed efficace, due aggettivi a cui il nostro Paese sembra allergico.
 
C’è da sperare che il progetto delle centrali faccia la fine del ponte sullo stretto di Messina.
 

Commenti all'articolo

  • Di Maria Lutero (---.---.---.240) 3 dicembre 2009 12:28

    ottimo articolo!

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.24) 3 dicembre 2009 13:20
    Damiano Mazzotti

    In effetti la concentranzione ottica della luce solare attraverso gigantesce lenti di Freisner, insieme a questo di accumulazione del calore può essere una soluzione da applicare anche in altri paesi...

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.1) 3 dicembre 2009 19:37
    Damiano Mazzotti

    Ops.. Le lenti "sono" di Fresnel

  • Di Renzo Riva (---.---.---.190) 4 dicembre 2009 14:17
    Renzo Riva

     

    Per 1’000 MW di potenza installata i seguenti costi per fonte energetica:


    1-

    Nucleare -

    Superficie occupata <1 Km^2

    1 reattore Westinghouse AP 1000 (1’000 MW)_____________3 G€

    Vita media di ogni impianto anni 40÷60


    2-

    Eolico -

    Potenza specifica media 2 W/m^2

    Per 1 GW serve una superficie di 500 Km^2

    6’000 impianti da 1 MW________________________________6 G€

    Vita media di un aerogeneratore anni 15÷20


    3-

    Fot(t)ovoltaico -

    Potenza specifica media 20 W/m^2

    Per 1 GW serve una superficie di 50 Km^2

    Costo impianti per 6,5 GWp ___________________________50 G€

    Vita media dei pannelli anni 20÷30


    Per i reattori nucleari anni 40÷60 costo 3 G€______________3 G€

    Per eolico anni 15÷20 pari per 60 anni costo 6 G€x3= _____18 G€

    Per il fot(t)ovoltaico anni 20÷30 50x2=__________________100 G€


    Spero di essermi spiegato almeno con i numeri.


    Veniamo ora al miracolistico solare termodinamico.

    Solare termodinamico -
    Potenza specifica media 10 W/m^2
    Per 1 GW serve una superficie di 130 Km^2
    impianto da 1 MW____________________________________13 G€
    Vita media non specificata (anni ??)
    Inoltre abbisogna di avere accanto una centrale a turbogas affinché i sali possano essere mantenuti allo stato fuso quando vi fossero condizioni atmosferiche avverse.

    Leggere poi di idrogeno che non è un carburante ma un vettore dà la cifra del grado ideologico e parascientifico dell’autore.

    Renzo Riva
    renzoriva@libero.it
    349.3464656 

    • Di Massimo Famularo (---.---.---.114) 4 dicembre 2009 15:10
      Massimo Famularo

      Le stime dei costi includono anche lo smaltimento dei rifiuti?
      Se anche il costo di smaltimento è preso in considerazione, in che modo tiene conto del danno all’ambiente?

      In ogni caso io credo che una scelta di questo genere non andrebbe basata solamente sul costo, ma anche sull’ impatto ambientale: pensare al nucleare in italia, con la criminalità organizzata e le esperienze già fatte nello smaltimento dei rifiuti non mi sembra una scelta particolarmente allettante.

      Una valutazione equilibrata inoltre dovrebbe includere anche il rischio di incidenti e tenere conto dei danni che da questi potrebbero derivare.

      Se dovessi scegliere tra pagare meno e rischiare il cancro, sinceramente sceglierei di pagare di più (non credo la salute abbia prezzo).

      Sul problema del turbogas Rubbia parla di sperimentazioni sull’impiego dell’aria compressa al posto dei sali.

      Sinceramente non ho capito la frase sull’idrogeno.

  • Di (---.---.---.190) 4 dicembre 2009 20:01

    BALLE TERMODINAMICHE

    http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/01/30/animata-discussione-costi-nucleare/


    Renzo Riva scrive:
    2 Dicembre 2009 alle 00:36

    Accanto alla centrale solare termodinamica è stata anche installata una centrale turbogas.
    Quando manca il Sole chi mantiene i sali allo stato liquido?
    Se ritrovo, ma l’avevo già postato, ecco

    Renzo Riva scrive:
    1 Marzo 2009 alle 15:41

    Avevo già scritto tempo addietro e ora mi ripeto:

    I responsabili della cosiddetta “fornace solare” ovvero il termodinamico di Rubbia hanno modificato il tiro e ora vogliono che accanto alla fornace ci sia una centrale a turbo gas.
    Questo in seguito ad un primo articolo su
    L’Opinione delle Libertà del 22 giugno 2007
    dell’ing. Giorgio Prinzi che muoveva dei rilievi importanti di natura tecnica.

    Lo stesso ing. Prinzi poi scrisse le considerazioni e domande poste nel seguente articolo:

    dal quotidiano ‘L’opinione delle Libertà‘ dell’11 giugno 2008

    LA POLEMICA SUL NUCLEARE TRA VERONESI E RUBBIA
    - di Giorgio Prinzi

    Polemica inconsueta per il mondo accademico italiano quella nata tra i professori Umberto Veronesi e Carlo Rubbia, con uno strascico di interventi tra cui quelli dell’ingegner Paolo Fornaciari, Presidente del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare, dei professori Enzo Boschi, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e Roberto Petronzio, Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del dottor Fabio Pistella, per anni Direttore Generale dell’Enea, oggi presidente del Centro Informatico della Pubblica Amministrazione.
    Tutto nasce dall’approvazione, esternata da Veronesi, per la ripartenza dell’opzione nucleare in Italia; Rubbia impegnato in un progetto di centrale elioelettrica detta ’solare termodinamico’ si risente e - secondo quanto riportato dal ‘Corriere della Sera’ di lunedì 26 maggio in un articolo a firma di Franco Foresta Martin, da cui abbiamo tratto le citazioni che riportiamo - ribatte: «Veronesi si occupi di oncologia, dove riesce benissimo, lasciando il nucleare a chi ne ha competenza». Il celebre oncologo preferisce gettare acqua sul fuoco e non replicare, ma è Fornaciari che gli ribalta contro le sue affermazioni: «Rubbia?
    Ma se non ha mai progettato nemmeno un chiodo di una centrale nucleare.
    Lui è un fisico delle particelle, di centrali nucleari non se ne intende affatto».
    Gli altri cercano di smorzare la polemica, magari con il diplomatico «Sono d’accordo con Rubbia quando dice che devono pronunciarsi gli esperti; ma a rigore di termini nemmeno lui è un ingegnere nucleare» di Petronzio. È vero, Rubbia è un Nobel per la fisica teorica, ma non un ingegnere.
    Il progetto ‘Archimede’, alla realizzazione del quale Rubbia è stato chiamato a sovrintendere e fungere da ‘testimonial’ dall’allora ministro Alfonso Pecoraro Scanio pone problemi ingegneristici, non di fisica delle particelle. Ma Rubbia ha accettato e, non importa se sappia o meno dimensionare i perni (l’equivalente concreto del chiodo di Fornaciari) degli specchi rotanti, che concentrano l’energia solare, è lui che si è assunto la responsabilità scientifica, è lui che deve rispondere del progetto intitolato all’inventore degli ’specchi ustori’ in quanto la centrale della potenza nominale di puntadi 40 megawatt dovrebbe sorgere a Priolo, in Provincia di Siracusa, città che Archimede aveva tentato di difendere incendiando le navi degli attaccanti romani con specchi concavi con cui, concentrando l’energia del sole, riusciva a ottenere temperature in grado di innescare un incendio. Poi un giorno piovve …. e Siracusa venne presa.
    Per questo, in quanto testimonial responsabile del progetto, chiediamo al professor Rubbia risposte precise di tipo ingegneristico, spiegando ai lettori il significato di ciò che chiediamo.

    Domanda numero 1:
    di quanti ’soli’ (quante volte) è la concentrazione di energia sull’elemento captante? Perché dalla potenza incidente e dall’entità dell’energia dispersa dalla caldaia solare (perdite di riemissione) in funzione della sua temperatura, dipende la temperatura massima teorica alla quale può venire portato il fluido che vi circola, una miscela di sali fusi (60% di nitrato di sodio e 40% di nitrato di potassio) con temperatura di esercizio in caldaia superiore ai 550 °C. Si tratta di un dato fondamentale, perché dalla differenza tra temperatura massima teorica raggiungibile con l’irraggiamento di punta e temperatura di esercizio dipendono due fattori essenziali per verificare la resa dell’apparato: l’entità del flusso termico ed il suo valore di punta; le ore di funzionamento positivo dell’apparato, in quanto, quando la potenza radiante incidente e le perdite di riemissione si equivalgono, il flusso utile equivale a zero.
    La caldaia si mantiene in temperatura, ma non eroga flusso termico utile all’elettrogenerazione.

    Domanda numero 2:
    quando il sole tramonta o è nuvolo, in che modo vengono impedite le dispersioni termiche della caldaia, che comunque non possono diventare mai nulle, dal momento che, al fine di evitare la solidificazione dei sali fusi, il circuito (dati di progetto) non deve scendere al di sotto di 290 °C e i sali fusi devono continuare a circolare? Come corollario a questa domanda, chiediamo al Nobel Rubbia quanta energia è necessaria a far funzionare le pompe, quanta a compensare le dispersioni termiche dei fasci tubieri che adducono il fluido allo scambiatore termico. In altri termini chiediamo qual’è l’entità (valore numerico) delle perdite lineari del captatore solare in condizione di attività; l’entità di quelle, se previsto un dispositivo di coibentazione, del captatore in condizione di passività (di notte o con il nuvolo); l’entità delle perdite termiche e di carico (fluidodinamiche) del circuito nei suoi diversi componenti.
    Inoltre chiediamo la lunghezza complessiva di tutti questi elementi.

    Come facevamo notare in un articolo pubblicato su L’Opinione delle Libertà del 22 giugno dello scorso anno, la relazione di progetto a pagina 64 nel capitolo ‘Riscaldamento componenti e tubazioni dell’impianto’ descriveva minuziosamente, senza tuttavia fare riferimento a quanta energia fosse necessaria al loro funzionamento, i dispositivi e le soluzioni adottate per tenere in temperatura l’impianto. Forse a seguito di quell’articolo il progetto originario è stato rivisto (è una nostra ipotesi, una nostra illazione) perché oggi si legge che la costruenda centrale, di cui Rubbia è testimonial, verrà integrata con la combustione di gas per fare fronte all’intermittenza dell’energia solare. Ormai è probabile, dal momento che lo affermano autorevoli personaggi e non è più solo un dubbio da ignoranti, che il Nobel Carlo Rubbia in campo ingegneristico non abbia le stesse competenze che in campo della fisica delle particelle.
    Il fatto è che il progetto Archimede viene identificato con la sua persona e con l’autorevolezza scientifica accreditata ad un Nobel, tanto è vero che, in assenza di Rubbia (non sappiamo se forzosa od intenzionale), a parlare di solare alla puntata di ‘Anno Zero’, da cui ha preso spunto il nostro già citato articolo del 22 giugno 2007, il conduttore Michele Santoro ha invitato un altro Nobel, Dario Fo collega di titolo con Rubbia, sia pure per diversa disciplina. Una previsione?
    Rubbia non ci risponderà. Se Oscar Luigi Scalfaro da Presidente della Repubblica non seguiva stampa e televisione, figuriamoci se un Nobel per la fisica delle particelle sa che esiste il nostro quotidiano. E l’altra stampa? Cominciamo con il fatto che questo articolo non finirà nelle rassegne, come accade agli articoli non politicamente corretti; i colleghi delle altre testate faranno finta di non averlo letto, tanto chi riuscirà a dimostrare il contrario!. Per non dire, poi, che a favore del solare si esprimono dei Nobel quali Carlo Rubbia, Al Gore, Dario Fo, Rita Levi Montalcini, nobel tra l’altro nel sostegno al Governo Prodi di cui Pecoraro Scanio era ministro, e il probabile futuro Nobel Beppe Grillo; chi vuoi allora che si fili un giorgio prinzi qualunque (il minuscolo non è un errore) che per giunta è famigerato per sostenere l’opzione nucleare?

    • Di Massimo Famularo (---.---.---.178) 4 dicembre 2009 22:46
      Massimo Famularo

      Rispondo all’ultima domanda il prinzi ce lo filiamo noi e non siamo pochi.
      Se il solare termodinamico è una bufala è giusto che venga detto, anche se la cosa va contro uno o pià nobel. Non sottovalutare il potere di testate come questa.

      Però se il solare termodinamico non funziona ancora, penso che la prospettiva di un energia pulita valga la pena di investire nella ricerca.

      Magari oggi il nucleare è la forma piùà efficiente di produrre energia, ma questo non vuol dire che non possa valere la pena esplorare altre strade.

      Purtoppo è difficile quantificare i costi sociali derivanti dallo smaltimento dei rifiuti tossici: un paese del terzo mondo magari li prende per pochi spiccioli, ma possiamo accettare una cosa del genere?
      Forse contabilizzando meglio il costo dello smaltimento delle scori il nucleare non risulterebbe così efficiente.

      Se poi costasse di più produrre l’energia, forse avremmo un incentivo maggiore ad usarla in modo razionale.

  • Di Renzo Riva (---.---.---.190) 5 dicembre 2009 19:59
    Renzo Riva

    A quando l’elettronucleare?

    Mandi,
    Renzo Riva
    renzoriva@libero.it
    349.3464656

    COS’È L’ E N E R G I A?

    Energia è la capacità di svolgere lavoro, nello specifico lavoro meccanico. L’energia trasformata in lavoro meccanico si concretizza in beni di consumo e in servizi, in definitiva in benessere. Maggiore è la quantità d’energia fruibile a basso costo, maggiore è la quantità di lavoro meccanico, beni e servizi, grazie ad essa fruibili, in definitiva maggiore è l’opulenza d’una società.
    Come si fa ad avere un’idea a "misura d’uomo" della quantità d’energia che oggi utilizziamo?
    Facciamo riferimento proprio all’uomo, la cui potenza media, sotto sforzo protratto, è di un decimo di cavallo, pari a circa 75 Watt, ovvero la potenza assorbita da una lampadina tradizionale di media potenza.
    Per azionare un moderno ferro da stiro di 1000 Watt (W) si dovrebbe impiegare l’energia di almeno 13 uomini; andare in giro con una vettura di media potenza (70 CV) è come farsi scorazzare da una portantina sorretta da 700 schiavi. Una cosa impensabile persino per il più folle e megalomane degli imperatori romani.

    L’importanza dell’energia in una società moderna
    Fu l’introduzione del cavallo, al traino dei carrelli prima spinti dall’uomo, nelle miniere inglesi di carbone, che, aumentando la produttività per addetto e di conseguenza riducendo i costi del chilogrammo di carbone, rese possibile la prima rivoluzione industriale, consentendo l’impiego e la diffusione delle prime macchine termiche negli opifici.
    Il lavoro meccanico a costi competitivi che si sommava a quello manuale dell’uomo consentiva di accrescere la produzione di beni ed i consumi, di produrre maggiore ricchezza con beneficio di tutti, anche se all’epoca si organizzò un movimento tipo "no global" che si opponeva alla diffusione delle macchine, divenuto famoso con il nome di luddismo.


    RISORSE NATURALI DI COMBUSTIBILI

    Fonte___________________________ anni

    Petrolio___________________________ 40

    Gas______________________________ 50

    Carbone _________________________200

    Uranio ___________________________200

    Lignite ___________________________300

    Uranio in surgeneratori ___________20.000

    Uranio e torio in surgeneratori _____infinito

    Per quanto concerne le riserve stimate di combustibili fossili, va fatto presente che lo sfruttamento di riserve non convenzionali di combustibili fossili (giacimenti dei fondi oceanici, scisti bituminosi, idrati di metano) potrebbe elevare di diverse centinaia d’anni l’attuale disponibilità dalle riserve convenzionali, anche se va detto che lo sfruttamento dei giacimenti non convenzionali pone problemi severi sia di carattere ambientale che di costi. Quanto all’uranio, questo elemento può estrarsi, ma ad un costo sino a 10 volte quello attuale d’estrazione, da giacimenti convenzionali, anche dall’acqua marina che ne contiene in concentrazioni di circa 3 ppb (parti per miliardo). C’è però da notare che l’impiego di reattori di nuova generazione porterà la durata delle riserve d’uranio a 20.000 anni.

    Le risorse naturali d’Uranio

    Le riserve accertate d’Uranio sono oggi più ricche in potenzialità energetica di quelle petrolifere, benché siano state finora meno investigate. I Giapponesi studiano l’estrazione dall’acqua del mare... cosa possibile e che darebbe accesso a quantità ancora più significative, ma con un prezzo del kg di Uranio molto più elevato dell’attuale.

    In certe regioni si trova Uranio nel minerale in natura fino al 50% di purezza (per esempio Cigar lake in Canada).

    Si dimostra che al raddoppio dei prezzi dei vari combustibili risulterebbe che l’aumento percentuale del prezzo del kWe (chilowatt elettrico) prodotto è pari a:

    Nucleare 9%
    Carbone 31%
    Gas 66%

    • Di Massimo Famularo (---.---.---.65) 5 dicembre 2009 23:12
      Massimo Famularo

      Ok chiaro che l’energia a basso costo è fondamentale per la nostra società, rimane l’interrogativo sulle scorie prodotte dal nucleare:
      quanto costa smaltirle?
      come quantifichiamo il costo di eventuali incidenti nelle centrali, nel trasferimento delle scorie oppure nel loro stoccaggio?

    • Di (---.---.---.134) 6 dicembre 2009 10:14

      Ottimo, allora nel ragionamento di sopra dovremmo aggiungere gli otto miliardi per lo smaltimento.
      Qual è il rischio che si verifichi un incidente in fase di produzione dell’energia, di trasporto delle scorie e successivamente di stoccaggio?
      Magari è un rischio che ha una probabilità molto bassa, però credo che il costo che va moltiplicato per questa probabilità sia considerevole.
      Parlo di finanza con cui sono più familiare: il rischio di una crisi finanziara globale era estremamente basso, poi quando due anni fa si è verificata ci siamo accorti che i nostri modelli matematici semplicemente sottostimavano questo rischio.
      Ci siamo fatti male "solo" al portafoglio
      Prima di costruire centrali nucleari dovremmo cautelarci contro il "peggiore dei casi possibili" con un congruo margine.
      Se ci sbagliamo in questo caso ci faremo male a qualcosa di più che al portafogli.
      Se sul nucleare la ricerca va avanti e risolve i problemi tecnici, sul "problema sociale Italia" (che era il vero oggetto dell’articolo) rimangono le perplessità:
      -siamo sicuri che le centrali verrebbero costruite in base alle tecnologie più aggiornate?
      -siamo sicuri che tutte le misure di sicurezza verrebbero prese in considerazione?
      -ce l’abbiamo un sito per stoccare le scorie? (i cittadini che scendono in strada contro la Tav o un semplice elettrodotto ce lo permeteranno? ricordiamo che l’Italia è il paese del NIMB)
      -siamo capaci di trasprortarle in sicurezza (può sembrare banale, ma siamo bravissimi a cadere sulle banalità)?


      Tenuto conto di questi fattori, l’opzione solare termodinamica è ancora una balla? Magari è meno efficiente, ma si rischia di meno e la popolazione è più propensa ad accettarlo. Inoltre la ricerca potrebbe migliorarne l’efficienza: perchè non investire in una strada, che se anche oggi sembra meno promettente, ha indubbiamente minori rischi?

      In questa sede più che discutere della maggiore efficienza del nucleare in assoluto (che i tecnici mi sembra abbiano chiaramente dimostrato) è preferibile affrontare questioni meno tecniche:
      in Italia date le peculiarità del nostro paese il nucleare è una strada perseguibile?
      Ci sono delle alternative che, sebbene meno efficienti, possono essere più accettabili?
      Il solare termodinamico è una di queste?

  • Di Renzo Riva (---.---.---.86) 6 dicembre 2009 16:45
    Renzo Riva

    C’è qualcuno che può aggiornare le progressive conquiste del termodinamico in quel di Spagna?

    Pareva che ce l’avessero soffiato gli spagnoli il Rubbia (con tutto il rispetto che nutro per il mio conterraneo che il Cav. Pittini mi disse essere un "compagnone": cioè persona con cui ci si sta bene a conversare magari bevendo un buon bicchiere di vino) facendone un’icona del termodinamico iberico.
    Che fine hanno fatto gli impianti colà annunciati?

    Mandi,
    Renzo Riva
    renzoriva@libero.it
    349.3464656
  • Di paolodegregorio (---.---.---.246) 6 dicembre 2009 17:40

     pericoli per guasti alle centrali? In Francia emergono problemi finora sottaciuti e non si è in grado di valutare quale sia stato l’onere sostenuto per affrontare i problemi sanitari derivati (vedi problemi della tiroide diffusi nelle zone confinanti, mai indagati). I "segreti di Stato" sull’argomento sono una realtà.e ora anche in Italia è stato messo il SEGRETO di Stato (vedi PPCM 2.5.09)

    - il costo dell’uranio è in continua crescita, si trova in pochi paesi e non è rinnovabile

    - nel costo dell’energia nucleare va conteggiato quello della dismissione delle centrali e soprattutto i costi dello stoccaggio delle scorie che NESSUNO oggi è in grado di valutare.

    A questo punto mi chiedo con quale onestà intellettuale si può dire quale è il costo dell’energia prodotta con il nucleare, e si può proporre una tecnologia pericolosa.
    Gli Usa non stanno costruendo nuove centrali, la Germania va verso obiettivi di rinnovabili da noi impensabili, la Francia vuole esportare da noi una sua tecnologia che presenta problemi non risolti, e i nostri governanti (e anche buona parte della cosidetta opposizione si trova d’accordo) vogliono fare questa scelta con le conseguenze, non solo economiche, a nostro carico.
    Multinazionali, politici, scienziati e tecnici della materia, così esprimono una mentalità criminogena. Dobbiamo fermarli!.

  • Di paolodegregorio (---.---.---.246) 6 dicembre 2009 17:42

    il DPCM che ho citato è del 2 maggio 2008
    Scusate
    paolo

  • Di paolodegregorio (---.---.---.34) 6 dicembre 2009 17:42

    il DPCM che ho citato è del 2 maggio 2008
    Scusate
    paolo

  • Di Renzo Riva (---.---.---.249) 6 dicembre 2009 22:07
    Renzo Riva

    paolodegregorio,

    la Svezia, o meglio, il parlamento svedese ha deciso quest’estate di non più dismettere il nucleare ed ha votato per il suo mantenimento: n° 11 reattori nucleari.
    Nei piani di Obama c’è la costruzione di sette nuovi reattori nucleari.
    Oggi nel mondo sono in costruzione n° 48 reattori nucleari.
    Se questo significa dismissione dal nucleare! Evviva la dismissione!

    Mandi,
    Renzo Riva
    renzoriva@libero.it
    349.3464656
  • Di Massimo Famularo (---.---.---.114) 15 dicembre 2009 15:49
    Massimo Famularo

    Non cadiamo nell’errore di opporre il partito del pro e dei contro.
    In questo modo non si fa un discorso costruttivo

    Ci sono die fatti
    -Il nucleare produce energia a basso costo
    -Per costruire una centrale nucleare ci vuole molto tempo
    -In Italia ci sono problemi legati alla criminalità organizzata sia nello smaltimento dei rifiuti che nella realizzazione di opere pubbliche
    etc.

    Domande:
    -Il nuclere è la strada migliore per il nostro paese?
    -Ci sono delle alternative?

    Per me le alternative ci sono e ne è prova che anche l’ENEL sta investendo nel termodinamico (così pubblicizzano i banner sul sito del sole24ore).
    Inotlre i contro ambientali, con riferimento al contesto italiano (inefficienza, burocrazia, cirminalita)
    mi sembrano più pesanti dei pro

  • Di Renzo Riva (---.---.---.235) 26 marzo 2015 01:43
    Renzo Riva

    Vogliamo fare il punto sulla centrale solare termodinamica di Priolo Gargallo a Siracusa?
    E pure sulle centrali solari termodinamiche realizzate da Rubbia in Spagna?
    .
    Tutto sta e giace nel silenzio più assordante.
    .
    Mia opposizione a Udine sullo spreco dei soldi dei cittani.
    .
    http://messaggeroveneto.gelocal.it/...
    .

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