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96 anni fa nasceva Nelson Mandela

Oggi Nelson Mandela avrebbe compiuto 96 anni. Curiosamente la data ricorre quasi in contemporanea con la morte di Nadine Gordimer, la scrittrice sudafricana premio Nobel, che si era battuta, nella vita e nei libri, contro l'apartheid. Di Mandela il mondo conserva l'immagine di un “gigante dalla storia”, come Barack Obama lo definì durante lo spettacolare funerale trasmesso in mondovisione lo scorso dicembre, un uomo in grado di riscattare l'Uomo, sostenendo la sofferenza, la segregazione, l'ingiustizia. Ma Nelson Mandela era un uomo di lotta. Così come lo era Nadine Gordimer, che in una lettera scritta all'indomani della morte di Madiba, lo descrive così:

“Mandela: not a figure carved in stone but a tall man, of flesh and blood, whose suffering had made him not vengeful but still more human—even toward the people who had created the prison that was apartheid”

La battaglia di Nelson Mandela era rivoluzionaria e sapeva squarciare l'oscurità del presente per guardare, immaginare, costruire il futuro. Sovvertire l'ordine costituito per conquistare la giustizia, convinto che non ci fosse libertà senza liberazione, questa fu una missione che Mandela perseguì senza mai esitare, come quando nel 1985 il Presidente de Klerk gli offrì la scarcerazione in cambio della rinuncia alla lotta armata e Nelson Mandela rifiutò (de Klerk e Mandela vinceranno il Nobel per la pace insieme nel 1993).

Per 26 anni chiuso in galera Mandela portò avanti, con la sua sola coerenza, un processo rivoluzionario di cui raccolse i frutti ormai vecchio, quando, uscito di prigione, poté concorrere e vincere le elezioni presidenziali. All'indomani di quella duplice liberazione, la sua di uomo e quella dell'Uomo dall'apartheid, Mandela ebbe la forza e di accogliere la libertà con il coraggio dell'unità e della conciliazione, tradendo le ale più estremiste dell'African National Congress. Il senso di questo suo capolavoro politico stava tutto nella tenacia con la quale Mandela aveva saputo comprendere il presente, modellandolo in vista di una certa idea di futuro.

Di lui, e di Nadine Gordimer, che al potere dislocante della letteratura affidò la lotta e il compromesso, si sentirà la mancanza.

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