Caro Eptor, la tua è l’analisi più lucida che possa aver letto, negli ultimi anni, sul fenomeno criminale che ha bloccato e continua a bloccare il nostro paese.
Ormai sono trent’anni che mi domando come non si sia capito che senza appoggi ad alto livello le mafie non potrebbero spadroneggiare in tutti i settori della società.
Se analizziamo la genesi di questo fenomeno, vedremo chiaramente che i famosi mezzadri, (quelli che anticamente si occupavano della conduzione dei feudi dei ricchi possidenti siciliani) hanno compreso subito come fosse semplice, con l’intimidazione, entrare in possesso dei beni amministrati.
Molti aristocratici dell’epoca hanno capito che combattere questa tendenza sarebbe stato più difficile che creare alleanze con i mafiosi. Alcuni si sono addirittura affiliati alla congrega criminale.
Avvocati compiacenti o collusi. Baroni della medicina organici, Ingegneri inseriti nel mondo degli appalti (da distribuire alle solite imprese) Sindaci fantoccio, dal volto pulito e presentabile, ma referenti delle cosche, e l’elenco potrebbe continuare.
L’ipocrisia, o meglio strategia, dell’informazione che ci descrive i quartieri degradati come fucina di crimine, mentre risulta essere, solo, il luogo di nascita e sviluppo della la manovalanza utile, anzi necessaria allo svolgimento del lavoro sporco connaturato con qualsiasi fenomeno criminale (anche se all’apparenza legale), è solo la cortina fumogena generata dai servi dell’informazione, che si vendono per un misero stipendio, e che non si possono che definire organici anch’essi perché complici del fenomeno che contribuiscono ad ignorare, se non a distorcere.
Molte realtà meridionali sono pervase dal fenomeno criminale o lo tollerano e quindi sono o direttamente o indirettamente complici.
E’ ormai impossibile tracciare una linea di confine certa tra la parte sana e quella criminale di questa società, anche chi non sa, o non vuol sapere è complice.
Un saluto
Mauro Bonaccorso