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Commento di

su Ocse: ricchi sempre più ricchi poveri sempre più poveri


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27 gennaio 2012 11:40

Non si compremde...proprio no...ma perchè un servizio di informazione dà una “notizia” così? Ed è, propriamente, un notizia?

I ricchi diventano sempre più ricchi etc...Mah…che notizia è? Dove è il “novello” contenuto?

 

Non era chiaro da un secolo ca, e dal secondo dopoguerra, per l’Itaia in particolare, tranni rarissimi casi imprenditoriali borghesi come Adriano Olivetti, che il sistema economico (siamo liberi , davvero , di pensiero, non dogmatici?), questro sistema è un contingente sistema -e storicamente mostra la corda- e soprttutto, ripeto è soltanto un sistema , UNO, tra lòe possibilità di articolazione di un gruppo umano nel comntesto di risorse/bisgoni, e di individui, è chiaro da decenni, che non non mai, epistemologicamente, sussumibili nell ‘ idealtipo dell Homo oeconomicus?

Non è chiaro ? A chi?

I ceti molto abbienti, bontà loro lo sanno, quindi lo sostengono, è bene che facciano così, o no?

 

Quindi...il sisterma capitalistico, per chi ha profondamente studiato l’economia poolitica, la triste sceinza, come la chiamavano i moralisti del 700, per coloro che hanno avuto la fortuna di non fare per finta i corsi pluriennali di Bocconi, Luiss o la London School of Economics, od Oxford (queste due ultime assai difficilmente accolgono e continuano ad ammettere ai loro corsi i sedicenti studenti e studiosi), e invece conoscono i liberisti più o meno duri , da Ricardo, avendo letto davvero Smith, a Stuart Mill, a Hiks o J M Keynes, a P. Samuelson,ai "puristi" come li chiamerei io, ovvero l’austriaco stimabilissimo Von Hajek, o il suo grande maestro Von Mises, C Menger o Bohm Bawerk, Jevons, Walras e iol suo equilibrio generale, e il "legionario" di Chicago Milton Friedman, l’anti-Keynes come insegnava Martino anni fa a La Sapienza, insooma chi abbia letto e riletto (studiato...studiato....e ristudiato.,..) il pensiero economico (vedete le opere di C Napoleoni, G Lunghini, e non solo le monografie ma anche il suo monumentale e indfispensabile dizionario di economia, Ricossa, Paolo Sylos Labini, o l’opera tutta dello storico Baruccii, o M Dobb, e cento o duecento altri) dagli albori ad oggi, da Qesnay a Wicksell a Cobb e L Pasinetti, o P Garegnani, La J Robinson o lo Sraffa, e l’ancora nostro Franco Modigliani del MIT, sa bene, molto bene che i ceti ricchi e i super-ricchi, come da recente denominazione di coloro che hanno super profitti anmche in situazioni (o soprattutto) di speculazione in contesti di cicli negativi (le crisi), saranno sempre più e molto di più di ora distanti dai poveri o middle class people o working poor class come si dice da un decennio negli USA.

Non sostengo l’estetica di uyna frase alla Bogart come "E’ il capitalismo bellezza!", con cui se ne potrebbe fare un meschino titolo di scarso valore comunicativo e linguistico(come oramai se ne vedono clonati in tutti i maggiori organi di informazione, anche i meno sospsetti) per un articolo in tema, ma ilcapitalismo per andare avanti deve fare così, DEVE avere queste condizioni. Il capitalismo, con Ruffolo ripeto ancora, ha i secoli contati.

Studiamo, per comprendere.

 

Pierluigi PEttorosso 


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